
Il primo sondaggio sulle municipali di Nizza scuote la campagna elettorale: il leader dell’UDR stacca di dieci punti il sindaco uscente, alleato del presidente Emmanuel Macron. Ma il campo avversario contesta la metodologia.
Una fotografia che divide
Il sondaggio è stato commissionato dal prestigioso media Politico all’istituto Cluster17, realizzato tra l’11 e il 15 febbraio 2026 su un campione di 937 persone rappresentative della popolazione nizzarda dai 18 anni in su, di cui 763 iscritte nelle liste elettorali della città.
I numeri sono netti. Al primo turno, Éric Ciotti (UDR-Rassemblement National) raccoglierebbe il 41 per cento delle intenzioni di voto, seguito dal sindaco uscente Christian Estrosi (Horizons-LR) con il 31 per cento. Dieci punti di distacco, una cifra che ha avuto l’effetto di una scossa nel microcosmo politico della città.
Al terzo posto si colloca l’ecologista Juliette Chesnel-Le Roux, sostenuta da socialisti e comunisti, con il 12 per cento delle intenzioni di voto, seguita dalla candidata LFI Mireille Damiano con il 10. Il candidato di Reconquête, Cédric Vella, si ferma al 5 per cento.
Con questi numeri, il secondo turno si profilerebbe come una quadrangolare: nelle elezioni municipali francesi, i candidati devono ottenere almeno il 10 per cento dei voti per accedere al secondo turno e il 5 per cento per poter fondere la propria lista con un’altra.
Consensi da Estrosi a Ciotti
Christian Estrosi e Éric Ciotti sono stati per trent’anni mentore e allievo. La loro rottura risale al 2017, quando Estrosi scelse di avvicinarsi a Macron. Da allora i due hanno percorso strade opposte: Estrosi è oggi vicepresidente di Horizons, il partito fondato da Édouard Philippe; Ciotti ha invece abbandonato Les Républicains per allearsi con Marine Le Pen e fondare l’UDR.
A spiegare il dato elettorale è Jean-Yves Dormagen, presidente di Cluster17: non meno del 42 per cento dei nizzardi che avevano votato Estrosi nel 2020 sembrano questa volta acquisiti alla causa di Ciotti. Il sindaco perderebbe quasi la metà dei suoi elettori delle ultime municipali, perché “come a livello nazionale, una parte dell’elettorato di destra tradizionale si sposta verso un’offerta più a destra, UDR-RN”. Il fenomeno sarebbe amplificato a Nizza perché “è una città molto conservatrice”.
In un comunicato, il team del sindaco uscente ha definito il sondaggio “una manipolazione” e ha annunciato di aver presentato un ricorso alla Commissione nazionale dei sondaggi per verificare la conformità metodologica dell’indagine e il carattere non tendenzioso delle domande poste. L’accusa principale riguarda il campione: il team Estrosi afferma di disporre di testimonianze di persone interpellate che non sarebbero elettori a Nizza.
Il quesito e il margine d’errore
La scheda originale del sondaggio – in francese – è disponibile a questo indirizzo. Il testo della domanda posta è il seguente:
Si le 1er tour de l’élection municipale à Nice avait lieu dimanche prochain, pour laquelle des candidatures suivantes y aurait-il le plus de chance que vous votiez?
In italiano:
Se il primo turno delle elezioni comunali a Nizza si tenesse la prossima domenica, per quale delle seguenti candidature ci sarebbe più probabilità che lei votasse?
Il margine di errore, trattandosi del 41 per cento degli elettori che hanno preferito Ciotti si attesta al +/-3,5%. Dunque il numero di elettori che intendono votare Ciotti è compreso tra il 37,5 e il 44,5 per cento e questo risulta in 95 volte su cento se si effettuassero infiniti sondaggi di opinione.
Le altre grandi città
Il sondaggio di Nizza non è un caso isolato. Ad un mese dal primo turno delle municipali francesi del 15 e 22 marzo 2026, i dati disponibili fotografano un’ondata di destra — tra RN, UDR e alleati — che minaccia di riscrivere la mappa politica delle principali città del Paese. Ecco il quadro città per città.
Con 870.000 abitanti, Marsiglia è il grande campo di battaglia nazionale. Il sondaggio Elabe/Berger-Levrault, condotto per telefono dal 9 al 16 febbraio su un campione di 1.032 persone, di cui 800 iscritte alle liste elettorali, pone il sindaco uscente di sinistra Benoît Payan in testa al primo turno con il 31 per cento delle intenzioni di voto, tallonato dal candidato del Rassemblement National Franck Allisio con il 29 per cento.
Martine Vassal, sostenuta da una vasta coalizione di destra e centro (LR, Renaissance, Horizons, UDI, MoDem), raccoglierebbe il 21per cento, mentre il candidato LFI Sébastien Delogu si fermerebbe al 12, sufficiente per un eventuale mantenimento al secondo turno. Margine di errore compreso tra 2,0 e 4,6 punti.
L’elemento più rilevante è ciò che succede al secondo turno. In caso di duello diretto tra sinistra e RN, Payan vincerebbe con il 56 per cento contro il 44 per cento di Allisio. Ma il sondaggio testa anche uno scenario più favorevole al RN: se Vassal non si mantenesse al secondo turno, il 45 per cento dei suoi elettori si sposterebbe verso Allisio contro solo il 25 verso Payan.
Il direttore di campagna del candidato RN ha dichiarato che il RN “può vincere a Marsiglia” e che si tratterebbe di poche centinaia di voti. Gli analisti di Ipsos, che avevano già realizzato un sondaggio a gennaio per La Marseillaise con risultati simili, notano una “nazionalizzazione” del voto: “le municipali non sono più uno scrutinio sfavorevole al RN”, con temi come la sicurezza e il potere d’acquisto che trainano le intenzioni di voto per Allisio.
A Tolone il sondaggio realizzato su un campione di 602 cittadini per conto di un collettivo di imprenditori locali mostra Laure Lavalette, deputata RN che si presenta come candidata “senza etichetta ma sostenuta dal RN”, largamente in testa al primo turno con il 39 per cento dei suffragi. La segue la sindaca uscente Josée Massi (24 per cento), il senatore Michel Bonnus (15 per cento), la lista di sinistra unita di Magali Brunel (13 per cento) e la candidata LFI Isaline Cornil (6 per cento).
Il secondo turno, tuttavia, rimane aperto: in caso di duello tra Massi e Lavalette, la sindaca uscente potrebbe spuntarla con il 52 per cento contro il 48, grazie al possibile voto utile antifascista della sinistra. Josée Massi ha dichiarato che “i sondaggi non fanno le elezioni”.
Città storicamente simbolica, il Front National l’aveva conquistata nel 1995, a lungo un riferimento per la destra identitaria, Tolone è considerata dalla stampa francese uno degli obiettivi più importanti per il RN in queste elezioni.
A Perpignan, il sindaco uscente Louis Aliot, RN, affronta il scrutinio da una posizione di forza: è accreditato di 43-44 per cento delle intenzioni di voto al primo turno, davanti a un’opposizione frammentata tra una sinistra divisa e una destra indebolita. Perpignan è già oggi la città più grande governata dal RN in Francia e la riconferma appare molto probabile.
Non solo il Sud. A Lione, l’ex presidente dell’Olympique Lyonnais Jean-Michel Aulas, sostenuto da una vasta coalizione che va dal campo presidenziale alla destra, domina nettamente i sondaggi con circa il 44 per cento delle intenzioni di voto, ben distanziando il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet, accreditato di circa il 30 per cento. Una candidatura civica e trasversale che incarna il modello opposto a quello del RN puro, ma che punta ugualmente a spodestare la sinistra verde dalla seconda città di Francia.
Il quadro complessivo: una marea che sale
Secondo gli analisti, nella fascia costiera del Mediterraneo ci sono concrete possibilità che numerose città passino al RN. Un ricercatore di scienze politiche, Alessio Motta, ha stimato che fino a 50 delle 500 più grandi città francesi potrebbero finire nelle mani dell’estrema destra.
Chi è Cluster17
Cluster17 è un istituto di sondaggi francese fondato nel novembre 2021 da Jean-Yves Dormagen, professore di scienze politiche all’Università di Montpellier, con sedi anche in Italia, Spagna e Belgio.
Il suo fondatore lo descrive come “una struttura ibrida di tipo inedito in Francia, a metà strada tra un laboratorio scientifico e un media“: l’istituto produce i propri sondaggi e propone analisi fondate su una segmentazione dell’opinione in 16 gruppi omogenei chiamati, appunto, “cluster”. Ciascuno di questi gruppi riunisce cittadini che condividono le stesse posizioni sui principali clivage sociali e politici del momento, dagli orientamenti identitari a quelli economici.
Cluster17 collabora con numerosi media in Francia e in Europa, tra cui Le Point, Le Grand Continent, RTL Belgio e La Vanguardia, e il suo fondatore Jean-Yves Dormagen è il rappresentante ufficiale in Francia della WAPOR, la World Association for Public Opinion Research. In Italia abbiamo ritrovato alcuni dei sondaggi di Cluster17 pubblicati da Il Fatto Quotidiano.
Turbolenze
Il percorso dell’istituto non è stato però privo di turbolenze. Alle elezioni presidenziali del 2022, la Commissione dei sondaggi francese aveva sollevato dubbi sulla qualità dei sondaggi di Cluster17, in particolare sulla rappresentatività dei campioni utilizzati – all’epoca costruiti a partire da indirizzi email acquistati da broker di dati, senza garanzie sull’origine dei rispondenti. La Commissione aveva anche criticato l’assenza in alcune pubblicazioni dell’indicazione dei margini d’errore (problema ora risolto), in violazione della legge. Cluster17 aveva impugnato la decisione davanti al Consiglio di Stato, che aveva però respinto il ricorso.
Da allora l’istituto ha cambiato metodo: dal 2023 realizza i propri sondaggi a partire da un panel proprietario, e il sito specializzato Datapolitics lo ha classificato secondo miglior istituto per l’elezione presidenziale del 2022.
Quello che emerge con sufficiente chiarezza è che la campagna di Nizza si è trasformata in uno scontro che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici non solo a livello locale ma come banco di prova del rapporto tra la destra moderata e l’alleanza UDR-RN a livello nazionale. Le elezioni municipali sono fissate per il 15 e 22 marzo 2026.
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