
Durante la presentazione dell’ultimo rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo, il cardinale e segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha dichiarato che la violenza in Nigeria “non è un conflitto religioso (tra musulmani e cristiani), ma piuttosto sociale, come le controversie tra pastori e agricoltori”. Ha anche aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che anche molti musulmani in Nigeria sono vittime della stessa intolleranza. Si tratta di gruppi estremisti che non fanno distinzioni nel perseguire i propri obiettivi”.
Parolin non è il primo a minimizzare le stragi dei cristiani nel Paese africano. Nel 2018, Amnesty International ha pubblicato un rapporto intitolato “Harvest of Death: Three Years of Bloody Clashes Between Farmers and Herders”, in cui si sostiene che i massacri non abbiano nulla a che fare con la religione, ma riguardino piuttosto un conflitto tra pastori musulmani e agricoltori cristiani per l’accesso alle risorse naturali.
I dati
Le cifre disponibili, seppur discordanti a seconda della fonte, rivelano un numero di morti troppo alto per poterlo attribuire unicamente a faide di natura economica: secondo l’International Society for Civil Liberties and Rule of Law (Intersociety), dal luglio 2009 al marzo 2022 sarebbero più di 45.000 i cristiani nigeriani uccisi da Boko Haram, le milizie Fulani e da altri gruppi islamisti, di cui oltre 6.000 solo dal gennaio 2021 al marzo 2022.
Ancora più alti sono i numeri riportati da un rapporto del 2020 uscito nel Regno Unito e realizzato dall’International Organization for Peace Building and Social Justice, l’International Committee on Nigeria e l’All-Party Parliamentary Group for International Freedom of Religion or Belief. Secondo questo rapporto, erano almeno 100.000 i cristiani uccisi in Nigeria nell’arco di vent’anni.
Guardando ai dati dell’ultimo anno, sempre l’Intersociety sostiene che nei primi 220 giorni del 2025 siano stati uccisi più di 7.000 cristiani in Nigeria, con una media di 32 persone uccise al giorno.
Voci coraggiose
A dispetto di Parolin e di Amnesty International, i personaggi pubblici che hanno dimostrato il maggiore coraggio nel denunciare lo sterminio dei cristiani nigeriani provengono dal mondo dello spettacolo. Il comico americano Bill Maher ha detto nel suo talk show Real Time: “Stanno uccidendo sistematicamente i cristiani in Nigeria”. Ha inoltre aggiunto:
Hanno ucciso oltre centomila persone dal 2009. Hanno bruciato diciottomila chiese. Questi sono gli islamisti, Boko Haram. Questo è un tentativo di genocidio molto più grave di quello che sta succedendo a Gaza. Stanno letteralmente cercando di sterminare la popolazione cristiana di un intero Paese.
Un’altra celebrità di fama internazionale che ha denunciato il silenzio su quello che accade in Nigeria è la cantante Nicki Minaj, la quale ha ringraziato pubblicamente Donald Trump per aver fatto luce sulle persecuzioni anticristiane, dichiarando che leggere le parole del presidente americano “mi ha fatto provare un profondo senso di gratitudine”.
Viviamo in un Paese in cui possiamo venerare Dio liberamente. Nessun gruppo dovrebbe mai essere perseguitato per aver praticato la propria religione. Non abbiamo bisogno di condividere le stesse credenze per rispettarci l’un l’altro.
Per le loro posizioni, sia Maher che la Minaj hanno ricevuto diversi attacchi: il primo è stato preso di mira dall’emittente statale qatariota Al Jazeera, che lo ha accusato di “alimentare la propaganda”, mentre la seconda è stata duramente contestata sui social da una parte dei suoi stessi follower.
Non solo in Nigeria
In tempi recenti, ad essere uccisi per la loro fede sono stati anche quei cristiani giunti in Europa come profughi, dopo essere stati perseguitati nei loro Paesi d’origine. È quello che è successo il 10 settembre 2025 ad Ashur Sarnaya, un tiktoker cristiano iracheno di etnia assira, assassinato a colpi di machete a Lione, in Francia, dove viveva.
Nato in Iraq e giunto in Francia nel 2014 assieme alla sorella, per sfuggire all’invasione della loro terra natale da parte dell’Isis, Sarnaya era disabile e doveva muoversi su una sedia a rotelle. Ma questo non ha impedito ad un cittadino algerino di andare a tagliargli la gola per i suoi video su TikTok, in cui parlava della sua fede cristiana. Successivamente, l’assassino è fuggito in Italia ed è stato arrestato ad Andria, in Puglia.
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