
Sin dall’inizio del suo mandato come sindaco di New York, Zohran Mamdani si è ritrovato al centro dell’attenzione per decisioni che hanno alimentato il malcontento della comunità ebraica: dopo aver revocato il giorno stesso del suo insediamento l’adozione della definizione IHRA sull’antisemitismo (la stessa che è alla base del ddl sull’antisemitismo votato di recente in Italia), e aver incluso nel proprio entourage figure dichiaratamente filo-Hamas e in alcuni casi anche antisemite, ad essere al centro delle polemiche è finita anche sua moglie, Rama Duwaji, la quale avrebbe difeso sui social i massacri compiuti da Hamas il 7 ottobre 2023.
I post incriminati
28 anni, artista americana di origini siriane, secondo il sito Jewish Insider la Duwaji avrebbe messo “mi piace” su Instagram a dei post che celebravano senza mezzi termini le atrocità del 7 Ottobre. Uno di questi, condiviso il giorno stesso degli attacchi di Hamas, è stato pubblicato dal profilo di The Slow Factory, che si definisce “una scuola, un partner di conoscenza e un’organizzazione per l’innovazione climatica”, e che “mette al centro le voci e le idee della maggioranza globale (neri, indigeni e altre persone di colore) per condividere le proprie conoscenze al di fuori dei confini delle istituzioni e dei sistemi oppressivi”.
Il post di Instagram mostra fotogrammi tratti dai filmati trasmessi in diretta streaming dai terroristi che hanno partecipato all’attacco: il primo riprende un bulldozer utilizzato dai terroristi per sfondare la barriera che separa Israele e Gaza, il secondo dei terroristi a bordo di un veicolo dell’IDF che avevano preso.
Sul primo post vengono riportate le parole “Abbattere i muri dell’apartheid e dell’occupazione militare”, sul secondo “Resistere all’apartheid dal 1948”, e su entrambi lo slogan “Cambiamento sistemico per la liberazione collettiva”. L’ampia didascalia del post lamentava che “se e quando le forze di occupazione reagiranno a questa resistenza”, gli abitanti di Gaza sarebbero stati “puniti per aver voluto la libertà dall’apartheid”.
La First Lady di New York ha messo il “like” a questo post tramite il suo profilo Instagram personale. Per di più, queste posizioni contraddicono quelle ufficiali del marito che, pur avendo sempre avuto posizioni assai ostili nei confronti d’Israele, avrebbe definito le azioni di Hamas del 7 ottobre “un crimine di guerra”.
Sostegno al terrorismo e negazionismo degli stupri
In seguito, la Duwaji ha messo la stessa reazione positiva anche alle immagini delle proteste propal a New York pubblicate su Instagram dal People’s Forum, una rete di organizzazioni no profit che fa capo a Neville Roy Singham, milionario americano residente a Shanghai che finanzia campagne di estrema sinistra e di propaganda filocinese.
Nella didascalia del post, si leggeva: “Migliaia di persone sono scese in piazza a #NewYork per sostenere la resistenza palestinese e chiedere la fine di tutti gli aiuti statunitensi all’apartheid d’Israele”. Mentre nelle foto apparivano cartelli e striscioni con scritto “La resistenza contro l’occupazione è un diritto umano” e “La resistenza non è terrorismo”.
Un’altra indagine, condotta dal sito The Free Press, ha rivelato che la Duwaji ha messo il “like” su Instagram anche a dei post che negavano gli stupri commessi dai terroristi di Hamas sulle donne israeliane il 7 Ottobre. In particolare, nel post si faceva riferimento all’inchiesta del New York Times sulle violenze sessuali, definendole “una bufala” che sarebbe stata “inventata” dal giornale.
Le parole di Mamdani
In risposta allo scandalo che ha colpito sua moglie, Mamdani ha affermato: “Mia moglie è l’amore della mia vita, ed è anche una persona riservata che non ha mai ricoperto posizioni formali nella mia campagna elettorale o nel municipio”, ha detto Mamdani. “Io, invece, sono stato eletto per rappresentare tutti gli 8,5 milioni di abitanti. E credo che sia mia responsabilità, per questo ruolo, rispondere alle domande sui miei pensieri, sulla mia politica e sulle mie posizioni”. Un suo portavoce ha ribadito la posizione di Mamdani, secondo il quale Hamas è un’organizzazione terroristica.
Tuttavia, le sue dichiarazioni sono state criticate da Alex Witkoff, figlio dell’inviato Usa in Medio Oriente Steve Witkoff, il quale ha twittato:
Questa è una totale stronzata. Zohran Mamdani è il sindaco della città di New York, compreso il suo milione circa di residenti ebrei. Le notizie secondo cui sua moglie apprezza post che suggeriscono che il 7 ottobre sia stato una bufala sullo stupro di massa e promuovano (lo slogan) dal fiume al mare sono profondamente preoccupanti. Non è una figura lontana. È qualcuno che dorme nel suo letto ogni notte e che lui loda regolarmente nei suoi discorsi. Ho passato del tempo con i sopravvissuti al 7 Ottobre, e ho ascoltato in prima persona storie di omicidio, aggressioni sessuali, torture e fame. Non c’era niente di fittizio in quelle atrocità.
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