
“Ho regalato a mia figlia un fine settimana insieme all’estero per il suo compleanno, viaggiando con voli di linea, come qualunque altra persona e come è normale che sia”. Basterebbero queste parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per archiviare la vicenda. Un viaggio privato, un gesto di madre. Niente voli di Stato, niente incontri segreti, niente retroscena da romanzo di spionaggio.
E invece no. Per due giorni il tritacarne politico-mediatico si è messo in moto. Qualcuno ha pensato bene di trasformare un compleanno in un caso nazionale, insinuando privilegi mai avuti e complotti mai esistiti. Meloni lo ha detto con chiarezza: “Ci sono menzogne che affronto ogni giorno con determinazione. Ma questa la combatto anche come donna e come madre”.
Ed è proprio qui che la faccenda diventa grottesca. Perché le accuse non vengono da cittadini qualsiasi, ma da un’area di opposizione guidata da un leader che ha incassato incarichi professionali lautamente retribuiti all’estero proprio grazie al proprio ruolo istituzionale. Da chi ha costruito fortune e carriere sfruttando la posizione pubblica.
Gli stessi che oggi fingono di scandalizzarsi perché una madre accompagna la figlia a soffiare le candeline oltre confine, con un volo pagato di tasca propria. Addirittura una interrogazione parlamentare? È il teatro dell’ipocrisia allo stato puro.
Il messaggio che ne esce è impietoso: quei 3 per cento non sanno più dove attaccare, e allora frugano nella vita privata. Non la politica, ma il pettegolezzo. Non l’opposizione, ma la maldicenza. Non la critica, ma il fango.
Meloni lo ha detto chiaramente: “Se alcuni dei miei avversari politici sono ridotti ad attaccarmi perfino per un fine settimana con mia figlia, significa che hanno davvero toccato il fondo”. È la fotografia perfetta della miseria politica: quando il livello del dibattito è ridursi a inseguire i voli low cost di una madre, vuol dire che gli argomenti sono finiti da un pezzo.
Alla fine, il vero scandalo non è un viaggio di compleanno. Il vero scandalo è la povertà intellettuale e morale di chi, non sapendo più che dire, prova a gettare fango su una mamma. Perché questo è successo.
Evidentemente, nel Paese delle polemiche prefabbricate, non basta più discutere di riforme, bilanci o visioni politiche. No, troppo faticoso. Meglio trasformare una torta di compleanno in un caso di Stato.
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