Vedove di Maduro: la doppia morale della sinistra che assolve i carnefici

Indignazione selettiva: una sinistra che difende i diritti umani solo quando non disturbano la propria narrazione, ma invoca la sovranità violata se il dittatore di turno è antiamericano

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schlein maduro conte fratoianni

C’è qualcosa di profondamente ipocrita nella solidarietà che una parte della sinistra continua a riservare a Nicolás Maduro. Non è antimperialismo. È rimozione morale.

Indignazione selettiva

Maduro non è una vittima della geopolitica, né un leader scomodo “assediato dall’Occidente”. È un dittatore accusato di migliaia di uccisioni, torture, arresti arbitrari, repressione sistematica dell’opposizione e distruzione dello stato di diritto. Su questo non esistono più dubbi, né zone grigie. Esistono solo i fatti. E i fatti sono stati documentati per anni.

Eppure, ogni volta che il suo nome torna al centro della scena, la reazione è sempre la stessa: indignazione selettiva. Si condanna l’America, si parla di sovranità violata, si evocano colpi di Stato, complotti, imperialismo. E si dimenticano – scientemente – le vittime venezuelane.

È una sinistra che ha smesso di guardare la realtà e preferisce specchiarsi nelle proprie categorie ideologiche, anche quando queste diventano grottesche. Una sinistra che difende i diritti umani solo quando non disturbano la propria narrazione. Che urla “fascismo” a giorni alterni, ma abbassa la voce davanti a un regime che incarcera, tortura e uccide.

Una scelta chiara

Qui non c’è neutralità. C’è una scelta politica chiara: meglio un dittatore “anti-Usa” che un popolo libero ma fuori dallo schema? Il risultato è un cortocircuito etico devastante. Perché mentre si discute di legalità internazionale, in Venezuela si muore, si scappa, si sparisce. Ma questo, evidentemente, non basta a rompere l’incantesimo ideologico.

La verità è semplice e scomoda: difendere Maduro – anche indirettamente chiamando in causa la legalità internazionale violata (da chi?) – significa stare dalla parte sbagliata della storia. Significa trasformare l’anti-imperialismo in un alibi per assolvere i carnefici. Significa usare i diritti umani come slogan, non come principio.

Se questa è la sinistra, non sorprende che sempre più persone smettano di crederle. Perché chi giustifica un dittatore, in nome di qualunque causa, ha già perso ogni autorità morale per parlare di giustizia. Oggi il Venezuela scende in piazza per la propria libertà, si dia pace la sinistra. 

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