
In questo periodo, nel mondo della cultura e dello spettacolo sembra imporsi un pensiero unico egemone quando si tratta del conflitto israelo-palestinese: gli unici film che vengono premiati sull’argomento, alla cerimonia degli Oscar come al Festival di Venezia, sono quelli che presentano Israele sotto una cattiva luce. E anche nel mondo della musica, almeno in Italia si vedono solo cantanti e gruppi solidali con Gaza, ma quasi nessuno ha mai menzionato gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas.
Proprio per questo, in occasione del secondo anniversario dei massacri compiuti da Hamas in territorio israeliano il 7 ottobre 2023, è giusto far conoscere quelle opere che, invece, rendono omaggio a coloro che quel giorno hanno subito stragi, stupri e rapimenti.
Canzoni israeliane
Nei mesi successivi al 7 Ottobre, diversi cantanti israeliani hanno ricordato le vittime e gli ostaggi, invitando il loro Paese a ritrovare l’unità perduta dopo che nel periodo delle proteste contro la riforma giudiziaria di Benjamin Netanyahu si era lacerato il tessuto sociale.
Eyal Golan, uno dei musicisti israeliani di maggior successo della sua generazione, con la sua canzone Am Yisrael Chai (“Il popolo d’Israele vive”) ha voluto offrire un appello all’unità e alla fede nella protezione divina. E un messaggio simile è anche quello espresso da Ariel Zurayev, che in Am Echad (“Un unico popolo”) invita gli israeliani a mettere da parte i rancori precedenti al 7 ottobre per essere solidali gli uni con gli altri, in quanto facenti tutti parte della stessa famiglia.
Se Golan e Zurayev invitano alla coesione interna, più rivolta a combattere i nemici esterni è la canzone Zeh Aleinu (“è su di noi”), realizzata dai rapper Subliminal e Hatzel e dal cantante pop Raviv Kaner. Oltre all’unità del popolo israeliano, invoca apertamente anche la distruzione di Hamas, per garantire un avvenire in cui le future generazioni non dovranno avere paura di un altro 7 Ottobre.
Di questa canzone, è stata realizzata anche una seconda versione in lingua persiana assieme a Hamed Fard, rapper iraniano costretto a lasciare il suo Paese in quanto dissidente politico, per invitare all’unità tra israeliani e iraniani contro il loro vero nemico, il regime degli ayatollah.
Ad essere particolarmente pesante è l’ascolto e la visione del videoclip di Hashir Shel Noam (“La canzone di Noam”), di Maor Ashkenazi e Noam Cohen. Questa canzone, infatti, è stata scritta da un sopravvissuto al massacro del 7 Ottobre. Noam condivide la sua straziante storia di superstite della strage al Nova Music Festival, descritta nei minimi dettagli.
Documentari sul 7 Ottobre
Diversi documentari sono stati realizzati sui fatti del 7 ottobre 2023, talvolta dovendo subire censure e boicottaggi. È il caso di The Road Between Us: The Ultimate Rescue, diretto dal regista canadese Barry Avrich e che racconta la corsa contro il tempo dell’ex generale dell’Idf Noam Tibon e della moglie Gali per salvare il figlio e la sua famiglia nel Kibbutz Nir Oz durante l’attacco di Hamas.
Ad agosto, il Toronto International Film Festival aveva deciso di ritirare l’invito al film usando come pretesto il fatto che Hamas non aveva concesso il copyright per i filmati dalle bodycam dei terroristi che appaiono in diverse scene. In seguito alle proteste scatenate dalla decisione, The Road Between Us è stato riammesso al festival, vincendo il People’s Choice Award come miglior documentario.
Un caso che invece riguarda la censura riguarda il documentario We Will Dance Again, incentrato sul massacro avvenuto al Nova Music Festival. Il regista, Yariv Mozer, nel settembre 2024 ha raccontato alla rivista The Hollywood Reporter di aver dovuto evitare di descrivere Hamas come un’organizzazione terroristica affinché la pellicola potesse andare in onda sulla Bbc.
Un altro documentario degno di nota è A Letter To David, diretto dal regista israeliano Tom Shoval. Presentato nel febbraio 2025 al Festival del Cinema di Berlino, parla dell’attore David Cunio, rapito nel Kibbutz Nir Oz assieme alla moglie e alle loro due figlie gemelle di tre anni il 7 Ottobre, portati a Gaza così come è successo anche a suo fratello Ariel Cunio.
Una piattaforma streaming che ha dimostrato una certa fermezza nell’opporsi al boicottaggio è Paramount +: il 2 giugno ha distribuito The Children of October 7, opera del regista Asaf Becker con protagonista la ballerina e influencer americana Montana Tucker, la quale ha intervistato i bambini israeliani sopravvissuti al 7 Ottobre.
Se i documentari citati finora raccontano i fatti del 7 Ottobre, invece October 8 della regista americana Wendy Sachs racconta gli effetti che esso ha avuto negli Stati Uniti, dove soprattutto nei campus universitari si è manifestato già nei giorni immediatamente successivi un clima d’odio nei confronti di ebrei e israeliani che non si era mai visto prima in America.
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