Coronavirus potenziati per renderli più infettivi: le pericolose relazioni tra enti Usa e laboratorio di Wuhan

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Due anni prima dell’inizio dell’epidemia di Sars-CoV-2, il Wuhan Institute of Virology (WIV) stava lavorando a un programma finalizzato ad alterare geneticamente i virus per renderli più infettivi per l’uomo e testarli a scopo sperimentale nei pipistrelli delle grotte dello Yunnan. È questa l’ultima scoperta dei ricercatori indipendenti del team di DRASTIC (Decentralised Radical Autonomous Search Teams) che, tramite un informatore, sono entrati in possesso di nuovi documenti che dimostrano come la EcoHealth Alliance (EHA, organizzazione no-profit americana presieduta dallo zoologo britannico Peter Daszak) e il WIV “hanno tentato di condurre ricerche avanzate e pericolose sulla patogenicità per gli uomini dei coronavirus dei pipistrelli, che si qualificherebbero chiaramente come gain of function (GoF)”.

I documenti fanno parte di una proposta di sovvenzione presentata da EHA e WIV alla statunitense DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency) nel 2018. La DARPA avrebbe rifiutato la proposta e il progetto sarebbe stato accantonato. Ma la conferma di una coordinazione in tal senso apre nuovi interrogativi sulla natura degli esperimenti che sarebbero stati condotti negli ultimi anni all’interno dell’Istituto di Wuhan, nell’occhio del ciclone per la possibile fuoriuscita accidentale del Sars-CoV-2 dalle sue installazioni. Va ricordato che il National Institutes of Health (NIH) – il cui direttore è da quasi quarant’anni Anthony Fauci – ha finanziato ufficialmente il WIV tramite la EcoHealth Alliance con un importo di 600.000 dollari per “studiare la trasmissione dei coronavirus dai pipistrelli all’uomo“.

Secondo DRASTIC, la proposta presentata da Daszak alla DARPA – denominata DEFUSE – è stata “respinta in quanto al finanziamento completo (ma ha lasciato aperta la porta a un finanziamento parziale)”. Tuttavia il Dipartimento della sanità americano (HHS) approvò un progetto simile senza la revisione dei potenziali patogeni pandemici (P3CO) nel 2018 e nel 2019.

Gli elementi rilevanti che emergono dalla nuova documentazione sono due: il primo è che l’iniziativa partì proprio dalla EcoHealth Alliance, che individuò immediatamente nel Wuhan Institute of Virology il partner necessario alla realizzazione del programma sperimentale; il secondo è che la proposta di sovvenzione prevedeva senza mezzi termini “l’inoculazione in pipistrelli selvatici di virus ‘aerosolizzati’ e ulteriori lavori su ceppi pubblicati e non ancora pubblicati”. La rivelazione getta nuova luce sui tentativi di insabbiamento non solo delle autorità cinesi ma anche delle agenzie americane implicate nei programmi di ricerca sui coronavirus, in particolare di quelle facenti capo a Daszak e a Fauci: dall’appello promosso dal primo sulla rivista The Lancet nel febbraio 2020 per scartare qualsiasi ipotesi di fuoriuscita artificiale, alle email in cui i collaboratori di Fauci esprimevano le loro perplessità sull’origine naturale (poi pubblicate grazie al Freedom of Information Act).

The Seeker, uno dei componenti del team DRASTIC, ha descritto con chiarezza la portata delle nuove rivelazioni:

È molto chiaro quel che intendevano fare: campionamento dei pipistrelli, caratterizzazione dei virus, esperimenti ad alto rischio, prove in cattività e inoculazione su larga scala nei pipistrelli nello Yunnan per disinnescare (DEFUSE) un potenziale spillover di SARS-CoV. Hanno dimostrato la loro capacità e la loro competenza”.

Richard Elbright, altra vecchia conoscenza di chi ha seguito la vicenda del virus di Wuhan sulle pagine di Atlantico Quotidiano, professore di chimica e biologia alla Rutgers University, ha dichiarato in un tweet che “il mondo dovrebbe essere furioso di fronte a queste notizie”. La proposta risalente al marzo 2018 richiedeva un finanziamento di 14 milioni di dollari da distribuire in un arco di tempo di tre anni e mezzo. Un importo superiore a qualsiasi altro programma di ricerca biologica condotto fino a quel momento in partnership con il Wuhan Institute of Virology ed altri laboratori internazionali, tra cui il californiano Palo Alto Research Center e la Duke-NUS Medical School di Singapore.

Una recente indagine condotta dall’intelligence americana su iniziativa di Joe Biden si è chiusa con un nulla di fatto, nell’impossibilità di accedere a nuove informazioni. L’impressione è che ormai tramite i canali ufficiali (OMS, agenzie di intelligence, pressioni diplomatiche) sia preclusa qualsiasi possibilità di accertare le possibili responsabilità del WIV nella diffusione del Sars-CoV-2. Per fortuna i ragazzi di DRASTIC continuano a lavorare su una storia troppo ingombrante per restare chiusa in un cassetto.

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