Cronaca

“Ballo del coltello”, poi l’assalto alla polizia: maranza choc, padroni del Colosseo

Gli "italiani di seconda generazione" mettono a ferro e fuoco la piazza di fronte al monumento. I video dei turisti fanno il giro del mondo

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Le immagini choc stanno facendo il giro del mondo. Si vede un gruppo di maranza che mette a ferro e fuoco la piazza del Colosseo, uno dei luoghi più iconici di Roma. Razzi sparati ad altezza d’uomo, l’assalto ai vigili urbani con tanto di auto rubata da uno di loro e fino il “ballo del coltello”.

Il caso è talmente grave che anche Repubblica, non certo un quotidiano solitamente duro con gli italiani di seconda generazione, arriva a titolare “emergenza maranza”. Il raid si è svolto in largo Gaetana Agnesi e a riprendere il tutto è stato un gruppo di turisti portoghesi, rimasti ovviamente sgomenti.

Secondo quanto ricostruisce il quotidiano romano, i fatti risalgono alla notte tra mercoledì e giovedì quando un gruppo di ragazzi – tra cui alcuni minori – maranza di seconda generazione, si è dato appuntamento per festeggiare il compleanno di un ragazzo egiziano. Hanno acceso dei fuochi di artificio, hanno iniziato a fare il “ballo del coltello” (ballare con un serramanico in mano) il tutto condito dai soliti schiamazzi. Non è la prima volta che accade. Ma stavolta si è passato il segno. Quando sono arrivati gli agenti della locale, i ragazzi hanno opposto resistenza e uno di loro riesce anche a divincolarsi. La scena è talmente paradossale che per i presenti “in Italia è la polizia che scappa”.

Alla fine gli agenti sono riusciti a riportare l’ordine. Tre ragazzi sono stati arrestati, tra cui il 21enne festeggiato. “Un plauso al Comando di Roma, che proprio in questi giorni sta affrontando il tema di dotazioni quali caschi, scudi, giubbotti antitaglio e mazzette distanziatrici, per affrontare le cosiddette nuove esigenze di una città che cambia”, ha spiegato Marco Milani segretario del sindacato unitario lavoratori polizia locale (Sulpl). “Ma i sindaci e le amministrazioni locali non possono essere lasciati soli: rinnoviamo l’appello al governo e al ministro Piantedosi, per varare al più presto una coraggiosa legge di riforma che riconoscendo i caschi bianchi come forza di polizia a ordinamento locale, ne equipari tutele, dotazioni e formazione, anche e soprattutto al fine di rendere maggiormente sicure le città”.

Articolo in aggiornamento

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