Scuola

Bambini rom a scuola, una soluzione facile facile

Le politiche attuate sino ad oggi non hanno sortito alcun risultato, né sotto il profilo della sicurezza, né sotto il diritto all'istruzione dei minori

suor anna alfieri sui bambini rom a scuola @ Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il nostro Paese da decenni affronta situazioni di fragilità su molteplici fronti, situazioni che potrebbero essere sanate con interventi seri e nati da un approccio sistemico alla realtà. Una di queste situazioni di fragilità riguarda la gestione della presenza dei Rom, un problema che attanaglia città e periferie ormai da decenni, con ricadute negative sulla tenuta sociale dei territori. Le politiche attuate sino ad oggi non hanno sortito alcun risultato, né sotto il profilo della sicurezza, né sotto quello del diritto all’istruzione dei minori.

L’approccio paternalistico, sino ad oggi attuato, non ha funzionato, perché esso parte dal presupposto sbagliato, ossia quello di tamponare il problema con soluzioni temporanee, senza andare alla radice della questione. Si tratta, dunque, di un approccio che in realtà non ricerca il bene né dei Rom nè dei cittadini. Innanzitutto occorre far rispettare la legge: i minori, se non vanno a scuola, devono essere affidati a centri educativi, gli adulti che delinquono devono andare incontro a pene certe. È chiaro che occorre investire in risorse economiche e strutturali, oltre che di personale delle Forze dell’ordine e dei centri educativi, come le case famiglia. Il tema dei Rom tocca la sicurezza della vita dei cittadini e merita dunque tutte le attenzioni delle autorità sia a livello nazionale che locale.

È chiaro che occorre un’integrazione nella legalità, altrimenti non abbiamo integrazione vera. Urge, dunque, che lo Stato di diritto faccia sentire la sua voce nella legalità e nella tutela dei diritti, di tutti. Chiaramente un sistema scolastico realmente libero potrebbe concorrere a determinare una svolta: grazie ad una migliore gestione delle risorse economiche si potrebbero destinare fondi a politiche di integrazione scolastica così che quel diffuso senso di marginalità che scatena lo spirito di rivalsa possa essere attutito attraverso le esperienza formative che le scuole sanno e possono proporre.

La legalità, il rispetto dei diritti e delle persone sono, infatti, argomenti che la scuola affronta quotidianamente riuscendo ad innescare un sostrato culturale fecondo per eliminare qualsiasi forma di illegalità. È necessario intervenire con un profondo cambiamento nella scuola, affinché sia liberamente scelta dai cittadini: questa riforma consentirebbe tutta una serie di positivi cambiamenti nella società, perché, lo sappiamo, la scuola è la fucina delle idee e delle aspirazioni di un popolo.

Suor Anna Monia Alfieri, 26 novembre 2025

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