Diciassette anni di impegno per l’ambiente e la sostenibilità, diciassette anni di ricerca, sfide vinte per il benessere delle persone e il sostegno alle comunità, nuovi traguardi ESG da raggiungere: è la storia di Barilla, azienda familiare simbolo del made in Italy nel mondo, che ha da poco redatto il suo nuovo Rapporto di sostenibilità. Un impegno che spazia dal pesto con vasetti di vetro riciclato e basilico tracciabile con blockchain, allo sviluppo di fonti di energia rinnovabile, fino al miglioramento nutrizionale di 140 prodotti della controllata Mulino Bianco, tanto che Barilla è, per il secondo anno consecutivo, la prima azienda alimentare al mondo per reputazione secondo il Global RepTrak 100. “Quello che condividiamo all’interno del nuovo Report di Sostenibilità è frutto di una visione che traccerà il percorso verso il nostro futuro. – affermano Guido, Luca e Paolo Barilla nella lettera introduttiva – La strada sarà come sempre lunga e complessa ma, grazie all’impegno e alla passione delle nostre persone, siamo pronti a proseguire il viaggio con la stessa intensità e determinazione con cui abbiamo iniziato”.
Di Tondo: “Nuovo approccio strategico alla sostenibilità”
A rendere possibile tutto questo al gruppo Barilla, che nel 2024 ha realizzato oltre due milioni di tonnellate di prodotti con i suoi 21 brand, è il chiaro purpose “La gioia del cibo per una vita migliore”, quindi la passione per il buon cibo italiano coniugata con la responsabilità verso il futuro. “Il nostro impegno prende forma concreta attraverso un nuovo approccio strategico di sostenibilità, pienamente integrato con la nostra strategia di business – rimarca l’amministratore delegato Gianluca Di Tondo – un percorso che ci guiderà fino al 2030, trasformando la nostra visione in azioni quotidiane e impegni concreti”. L’obiettivo del gruppo è ambizioso: arrivare a un approvvigionamento di 250mila tonnellate di materie prime provenienti da produzioni rigenerative certificate e installare 24MW da impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Il benessere parte dalle ricette
L’impegno di Barilla per il benessere delle persone inizia dalle ricette, continuamente migliorate per offrire prodotti sempre più buoni, sicuri e adatti a una dieta equilibrata. Dalla fotografia del 2024 emerge infatti che l’88% dei volumi venduti contiene un massimo di 5 grammi di zucchero e non supera 0,5 grammi di sale per porzione, il 90% dei volumi sono fonti di fibre, mentre il 65% dei prodotti da forno in monoporzione non supera le 150 kcal per porzione. Tutti i dati sono in miglioramento rispetto all’anno precedente, a ulteriore dimostrazione di un percorso che coniuga il piacere del cibo con scelte nutrizionali consapevoli. Per fare questo Barilla, oltre a promuovere l’agricoltura rigenerativa, fa squadra con la filiera coinvolgendo oltre 7mila produttori e copre 815mila tonnellate di acquisti secondo i disciplinari del Barilla Sustainable Farming. Non solo tutte le uova acquistate dal gruppo provengono da galline allevate a terra e l’azienda non effettua né finanzia test sugli animali.
Imballo riciclabile e un pieno di energia rinnovabile
La medesima cura è rivolta alle confezioni: il 100% di quelle destinate a portare nelle nostre case pasta, sughi, pesti, pani, biscotti e merende è disegnato per il riciclo, con istruzioni chiare per il corretto smaltimento e informazioni sui materiali utilizzati. Le stesse iconiche “blue box” per la pasta, per esempio, utilizzano cartoncino in fibra vergine da foreste gestite responsabilmente e la rinuncia alla “finestrina” trasparente ha fatto risparmiare circa 126mila chilogrammi di plastica all’anno. Con il medesimo spirito Barilla già oggi utilizza il 48% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili e negli ultimi cinque anni ha installato nei suoi stabilimenti impianti fotovoltaici per autoproduzione pari a 4MW. Proprio lo scorso anno sono entrati in funzione due nuovi siti a Rubbiano nel parmense e grazie a un programma da 168 milioni entro il 2030 arriverà ad installare 24MW totali.
Inclusione e aiuto alle comunità
Ulteriori importanti tasselli del mosaico ESG di Barilla son poi l’inclusione e l’impegno sul territorio. Non solo la parità di genere retributiva è realtà dal 2020 per le quasi 9.000 persone che formano il cuore pulsante del gruppo, ma tutte le neo mamme e neo papà hanno garantito un minimo di 12 settimane di congedo retribuito al 100%, indipendentemente dal genere, dallo stato maritale e dall’orientamento sessuale. Già oggi oltre una su tre (35%) degli Executive e Manager di Barilla sono donne, ma il gruppo si impegna a raggiungere il 40% al 2030. Nel 2024 Barilla ha devoluto oltre 2 milioni a favore delle comunità locali e ha donato più di 3.700 tonnellate di prodotti alimentari; a cui si affiancano oltre 1.000 ore di volontariato aziendale che hanno coinvolto più di 300 dipendenti solo in Italia. Insomma, Barilla continua a seguire la strada tracciata dal suo fondatore Pietro quando 148 anni fa aprì il suo negozio: fare del buon cibo. Un insegnamento che ha permesso a quel negozio di crescere fino a diventare l’attuale multinazionale che ha chiuso il 2024 con ricavi per 4,883 miliardi e che investe 300 milioni sull’innovazione. Delineate le sfide per il 2030: 250.000 tonnellate annue di materie prime da agricoltura rigenerativa, 24 MW di potenza installata per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, +250% di riciclo dell’acqua nelle aree a stress idrico, -4.000 tonnellate di materiale di packaging risparmiate grazie a progetti di eco-design, nel 90% dei volumi venduti un massimo di 0,5 g di sale per porzione; il 95% sarà fonte di fibre. Per consultare il report completo visitare: https://sustainabilityreport.barillagroup.com/it/.

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