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Bassetti, Crisanti e Pregliasco storpiano Jingle Bells: “Sì sì vax, vacciniamoci” - Seconda parte

Il video dei tre virologi in coro per le vaccinazioni sulle note della canzone natalizia

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No, virologo e vaccino. Non bastavano le bischerate negli hub per bambini, quel bordello orrendo, quella festa mesta per convincere i pargoli a bucarsi. Ma dico, vi ricordate quando toccò a noi, decenni fa? Si andava per mano alla mamma, lievemente inquieti, e, se frignavamo, scoccava un’occhiata severa e la frase fatidica: comportati da ometto, non farmi fare brutta figura, per una punturina, che non te ne accorgi neanche. Infatti non ce ne accorgevamo e uscivamo tutti fieri. Adesso fanno il Circo Takimiri per convincerli, ma non è che debbano convincere gli infanti, è che non sono sicuri loro. E, per esorcizzare la paura di aver fatto l’ennesima cazzata, si travestono da clown: il vaccino infantile, inteso come aggettivo. No, non bastava, ci volevano anche i tre terrori che non azzeccano né una previsione né una nota così e, leggendo il gobbo, cantano “per il calo dei contagi dosi anche ai Re Magi”. Con una voce sepolcrale e una faccia cerea che sembrano già con un piede nella fossa.

Un capolavoro del grottesco, da non prendere sottogamba: conferma che il Paese è fottuto, se arriviamo a mandar giù una simile allucinazione vuol dire che siamo arrivati, basta, chiuso, fine. Affoghiamo nel ridicolo (quello loro) del balletto delle dosi, del razzismo vaccinale, del greenpass da tamponare, di conformismo chiusurista, di “sacrifici psichici” teorizzati da qualche ministro cintura nera di cazzate, non bastano le triple dosi, i rosari di tamponi, si torna ai colori, ai lockdown “selettivi”, ma vedrete che poi saranno totali, si pretende di arrestare una circolazione virale con il velo delle mascherine, siamo preda dell’isteria da numeri, sempre sui contagi, mai sui ricoverati o i trapassati… e questi pensano a canterellare “vac-ci-nia-mo-ci”. E magari credono d’aver combinato chissà quale genialata. Capace che Amadeus li chiama a Sanremo. Va bene che ormai si personalizza tutto, che tutto è un reality, che la situazione più è grave e più è ridicola, ma questa davvero ce la dovevano risparmiare. Almeno questa. Almeno a Natale. Più che un vaccino, una vaccata.

Max Del Papa, 20 dicembre 2021