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Belgio-Marocco, i tifosi magrebini devastano Bruxelles

Alla faccia dell’integrazione: guerriglia urbana nel centro della città belga dopo la vittoria del Marocco

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Oggi nella Zuppa siamo stati facili profeti. Parlavamo di Ischia, ma il discorso riguardava la prevenzione: se non fai politiche per preservare il territorio, poi finisci col ritrovarti frane, smottamenti e morti. Stesso discorso per l’immigrazione: se non controlli i flussi, se non integri bene secondo le capacità dello Stato, poi ti ritrovi con le banlieue in casa. Quanto successo a Bruxelles oggi dimostra, forse, che un ragionamento di questo tipo andrebbe sempre fatto: dopo la vittoria del Marocco contro il Belgio al mondiale in Qatar, nella capitale belga è scoppiata una guerriglia urbana.

Diverse persone, anche a giudicare della fotografie e dai video che circolano online, hanno messo a soqquadro intere zone della città. Monopattini dati a fuoco, scontri con la polizia, utilizzo di fuochi di artificio, proiettili e bastoni. Un semaforo è stato distrutto e un giornalista ferito al volto. “Il calcio fa da detonatore” di qualcosa che serpeggia in profondità, fa notare giustamente il Commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni.

Non è una novità. A Bruxelles da tempo si segnalano intere zone a maggioranza musulmana. O quasi. Molenbeek è forse uno degli esempi più citati, ma non l’unico. Interi quartieri zona franca, in cui vige una sorta di sharia. Perché dunque sorprendersi se la vittoria del Marocco sul Belgio porta alcuni facinorosi a mettere a ferro e fuoco la città?

Il viale principale della città è stato chiuso e la polizia ha invitato tutti i cittadini ad evitare la zona, visti gli scontri in corso tra facinorosi e polizia. “Condanno con la massima fermezza gli incidenti di questo pomeriggio. La polizia è già intervenuta con fermezza. Consiglio ai tifosi di non venire in centro città”, ha scritto su Twitter il sindaco Philippe Close. “La polizia sta usando tutti i suoi mezzi per mantenere l’ordine pubblico. Ho dato loro ordine di procedere con gli arresti amministrativi nei confronti dei responsabili degli scontri”.

Il giornalista Giorgio La Porta, italiano, scrive su Twitter: “Qui a Beuxelles siamo barricati in casa dopo che i marocchini hanno deciso di devastare il centro della città. Da immigrato mi vergogno. E’ questo il futuro dell’Europa? Lo capite da soli che qualcosa sta andando storto”.