L’intera giuria internazionale della Biennale di Venezia si è dimessa, provocando un terremoto nel mondo dell’arte. La decisione è stata presa a seguito di polemiche legate alla presenza della Russia e alle questioni riguardanti Israele, due temi che hanno generato controversie nelle ultime settimane. Le dimissioni hanno colto tutti di sorpresa, considerando che l’evento è tra i più prestigiosi a livello internazionale.
Chi faceva parte della giuria dimissionaria
La giuria era composta da cinque membri di spicco del panorama artistico mondiale, provenienti da diverse nazioni. Tra questi figuravano esperti, artisti e curatori di fama mondiale: Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi. Ognuno di loro ha comunicato la propria indisponibilità a proseguire il lavoro, sottolineando l’impossibilità di svolgere la loro funzione in un clima così controverso. Nessuno dei giurati ha commentato dettagliatamente sulle motivazioni personali alla base della decisione, ma si sono espressi con una lettera congiunta inviata direttamente agli organizzatori della Biennale. La Giuria Internazionale una settimana fa aveva annunciato l’esclusione di Russia e Israele dalla competizione per il Leone d’Oro e il Leone d’Argento. Il Ministero della Cultura italiano, che si era detto contrario alla presenza dei russi, aveva invece avviato un’ispezione sull’organizzazione dell’evento.
Il nodo delle polemiche su Russia e Israele
La controversia ha preso piede dopo che la Biennale ha consentito la partecipazione della Russia nonostante la guerra con l’Ucraina. Diversi critici hanno sollevato dubbi sulla scelta sostenendo che l’approvazione della Russia penalizzerebbe il messaggio di neutralità culturale dell’evento. Inoltre, la presenza di lavori collegati a Israele ha attirato polemiche legate a questioni geopolitiche. I giurati, secondo indiscrezioni, avrebbero richiesto chiarimenti sugli orientamenti dell’organizzazione su questi temi, senza ottenere risposte soddisfacenti. “Ho ricevuto un invito da parte della Biennale di Venezia a partecipare. Avrei davvero voluto partecipare per celebrare lì la festa dell’Europa, insieme al settore culturale italiano, che amo e ammiro profondamente. Tuttavia, finché la Russia e le autorità russe continueranno a essere invitate mentre il popolo ucraino continua a essere bersaglio di attacchi quotidiani, non posso essere presente”, aveva detto il commissario Ue allo Sport e Cultura Glenn Micallef.
Le reazioni ufficiali della Biennale
Nonostante l’accaduto, Biennale ha confermato che l’evento si aprirà come previsto e ha deciso di istituire due Leoni dei Visitatori, cioè votati da coloro che visiteranno la mostra. I leoni sono dedicati alla miglior partecipante della 61esima esposizione: tutti i padiglioni saranno in gara, inclusi Russia e Israele. La cerimonia di premiazione verrà spostata dal 9 maggio al 22 novembre, giorno di chiusura della manifestazione. Potranno votare i Leoni dei Visitatori i titolari di biglietto che avranno visitato le due sedi di mostra nell’arco temporale dell’apertura della 61/a Esposizione, dal 9 maggio al 22 novembre. La visita delle due sedi sarà comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un’unica sessione. I collettivi di artisti verranno identificati come singoli partecipanti, come da lista partecipanti mostra In Minor Keys. “Al Leone dei Visitatori per la migliore Partecipazione Nazionale concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61/a Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti”, fa sapere la Biennale in una nota. “Ciò in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica”.
Zaia favorevole
“Accolgo con favore la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di istituire un’ampia giuria popolare per la 61/a Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. In una fase delicata, è una risposta intelligente e autorevole: trasforma una difficoltà in un’occasione di partecipazione e avvicina ancora di più la Biennale ai cittadini”, ha detto il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. “Coinvolgere il pubblico significa riconoscere che anche chi visita, osserva e si confronta con le opere ha diritto a essere ascoltato. Ben venga, quindi, una premiazione al termine dei sei mesi dell’Esposizione. Mi auguro che questa formula possa svilupparsi nel tempo e diventare una tradizione: accanto al premio della giuria, anche un premio degli appassionati visitatori. Sarebbe un segnale concreto di apertura, senza togliere nulla all’autorevolezza internazionale della Biennale“.
Meloni: “Non avrei ospitato i russi”
Sul caso si è espressa anche Giorgia Meloni: “Non le so dire delle dimissioni della giuria, perché l’ho letto mentre scendevo, non so dire se sono collegate al tema dell’invio degli ispettori. Sulle dinamiche di questa vicenda mi sono leggermente persa, mi fermo alla posizione iniziale: la scelta sul padiglione russo, il governo ha dichiarato di non condividerla, dopodiché la Biennale è un ente autonomo, e Buttafuoco è una persona capacissima ma questa scelta non l’avrei fatta al suo posto”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, rispondendo a chi le domandava se l’invio degli ispettori alla Biennale sia stato un atto ostile verso il presidente presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco. “Sull’invio degli ispettori la persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli, perché presumo lui abbia fatto questa scelta. Non ho avuto modo di parlarne con lui”,
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