L’elefante nella stanza della nostra epoca si chiama “questione demografica”. E’ vero che nel mondo non siamo mai stati così tanti, ma il trend, già da alcuni decenni si è invertito, e non solo in Occidente ma in buona parte del mondo.
La riduzione della popolazione, a dispetto di quanto possano dire alcuni “profeti” di sventura radicalmente contrari alla presenza dell’uomo considerato causa di tutti i mali, non è una buona notizia. Anzi, una popolazione che diminuisce rischia di mettere in discussione quel patto sociale che da decenni tiene insieme le nostre società.
Nel libro “Senza futuro” il demografo anglosassone Paul Morland sostiene che le ricadute di questa catastrofe demografica saranno devastanti. Mancanza di manodopera, crisi delle pensioni, aumento del debito pubblico, minore capacità di innovazione in ogni ambito della società: quello che sta accadendo minaccia di travolgerci tutti, e prima di quanto pensiamo. Nelle nazioni sviluppate potremmo forse temporaneamente arginare i suoi effetti peggiori con l’immigrazione, ma occorre tener conto delle problematiche implicazioni etiche di questa possibile soluzione.
Se non cambiamo radicalmente il nostro atteggiamento nei confronti della genitorialità e non abbracciamo un nuovo e positivo spirito pro-natalità, sostiene Morland, andremo incontro a un disastro. Il libro traccia un quadro di questo possibile futuro, ne spiega le cause e suggerisce cosa si potrebbe fare per renderlo migliore.
Michele Silenzi, 4 agosto 2025
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