Politica

Bollo Auto, Meloni respinge le critiche: “Ma quale spot: l’abolizione sarà per sempre”

La premier a 10Minuti da Nicola Porro spiega perché (per ora) la misura riguarda solo il 2027. Ma il governo non tornerà indietro

Giorgia Meloni a 10 minuti da Nicola Porro
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Non sarà una misura spot, né un intervento destinato a esaurirsi dopo un anno. Giorgia Meloni annuncia che l’abolizione del bollo auto e moto fino a 80 kW, prevista per il 2027, nelle intenzioni del governo diventerà strutturale. Ospite di Nicola Porro a 10 Minuti, su Rete 4, la presidente del Consiglio ha spiegato perché nel provvedimento approvato dall’esecutivo compare per ora soltanto il prossimo anno e ha respinto le accuse delle opposizioni, secondo le quali l’intervento avrebbe finalità elettorali.

Meloni: «Lo stop al bollo sarà strutturale»

L’esenzione dal bollo, ha chiarito Meloni, è «una misura che non vale solo per il 2027 per come noi la immaginiamo. C’è scritto così nel testo perché per la copertura dei prossimi anni ci serve la legge di Bilancio, quindi lo faremo con la Manovra». Il 2027 indicato nel provvedimento, dunque, non rappresenterebbe la scadenza dell’intervento: l’obiettivo dell’esecutivo è trovare con la prossima legge di Bilancio le risorse necessarie per prolungarlo negli anni successivi.

La premier ha risposto anche alle critiche arrivate dalle opposizioni: «Gli altri volevano fare un sacco di cose che guarda caso abbiamo fatto noi in quattro anni. Se si interviene per dare risposte al costo del carburante dicono che facciamo campagna elettorale, se uno non lo facesse direbbero che il governo non fa niente». Polemiche alle quali Palazzo Chigi, secondo Meloni, non intende dare troppo peso: «Non siamo così interessati a quello che dice l’opposizione, che fa il lavoro suo. Questo provvedimento non comporta dinamiche di campagne elettorali».

Contestazioni sono arrivate infatti sia da Luigi Marattin (“Abolire il bollo auto secondo noi è giusto, ma abolirlo per un solo anno, come fa il governo, no) che da Avs (“Misura da Cetto la Qualunque”, dice Bonelli) che dal Pd (“Siamo di fronte all’ennesima, ingannevole operazione di propaganda del governo. Parliamo di una misura che, per molti cittadini, vale al massimo uno o due pieni di carburante”). Ma Meloni rivendica la scelta, politica, di concentrare le risorse su una “tassa odiata da tutti” e “molto complicata” (a causa di scadenze che dipendono dall’immatricolazione) anziché su altri tagli diffusi alla pompa. Certo: l’abolizione non è per tutti i veicoli indistintamente (qui potete leggere se la vostra auto è coinvolta) ma diffusa a oltre 14 milioni di mezzi. “Devo precisare – ha aggiunto la premier – che ogni cittadino ha diritto a una esenzione, vale a dire: se ho due auto posso utilizzare la cancellazione del bollo su quella delle due che ha la potenza inferiore, chiaramente se sta sotto gli 80 chilowatt. Se invece dovessi avere un’auto e una moto, devo anche qui scegliere a quale dei veicoli applico l’esenzione del bollo”. Smentite anche altre critiche, arrivate in queste ore. Meloni nega che a pagare l’abolizione saranno le Regioni (che incassano il Bollo): il governo girerà loro gli oltre 2 miliardi di euro di minor gettito, senza gravare dunque sui bilanci regionali regionali.

Migranti, Meloni risponde alla Spagna

Nel corso dell’intervista con Porro, la presidente del Consiglio è intervenuta anche sulle tensioni con il governo spagnolo e sulla decisione italiana di ripristinare i controlli alla frontiera. «Attualmente la questione non è risolta, e non lo dico io, lo ha detto il primo ministro Sanchez non più tardi di due giorni fa. Ha detto “spero di risolvere la questione di Ceuta in poco tempo”, che vuol dire che i problemi permangono».

Meloni ha quindi respinto l’idea che la decisione italiana sia diretta contro Madrid: «Dopodiché io non ho niente contro la Spagna, i controlli alla frontiera non vengono ripristinati come iniziativa che viene fatta contro qualcuno. È successo almeno quattrocento volte in Europa che Schengen è stato sospeso, è successo diverse volte anche nei nostri confronti. Non si fa contro qualcuno, si fa per difendere e mettere in sicurezza i propri interessi, è quello che abbiamo fatto anche stavolta e alcune dichiarazioni del governo spagnolo francamente mi paiono un po’ scomposte».

La premier ha poi replicato ai toni utilizzati nei confronti dell’Italia: «Credo che dovrebbe essere chiaro ad oggi che utilizzare con noi dei toni troppo accesi o le minacce di ripercussioni non è esattamente l’argomento più convincente». Meloni ha infine precisato che l’Italia non ha interesse a mantenere i controlli oltre il necessario: «Io non ho motivi per creare difficoltà o problemi ad altri, e quindi la ragione per la quale lo proroghiamo di solito di due settimane è perché vogliamo essere pronti appena abbiamo elementi concreti a non prorogare una misura se non è strettamente necessaria».

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