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Bologna a 30 km/h, lite Salvini-Pd sul canto degli uccellini

Scontro tra ministero e Comune sui nuovi limiti di velocità in città. Lepore: “Fake news”. Ma il sito è chiaro…

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Bologna Salvini © scrisman e TiTi Lee tramite Canva.com

Monta la protesta e la polemica politica dopo la decisione del Comune di Bologna di istituire il limite a 30 km/h in gran parte delle strade urbane della città. Il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini teme infatti che “i problemi per i cittadini, in particolare per i lavoratori, rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale”. Una nota a cui ha risposto duramente il sindaco Pd, Matteo Lepore, che parla di “fake news“. In molti, infatti, hanno fatto notare come tra le motivazioni per giustificare la rivoluzione su quattro ruote vi sia anche l’obiettivo di sentire il canto degli uccellini al posto del rumore delle auto.

L’attacco di Salvini

I fatti sono noti. Un provvedimento del Comune di Bologna, da poco in vigore, impone una riduzione di 20 km/h del limite massimo di velocità in città (da 50 a 30 km/h) in modo, spiega l’Amministrazione comunale, da ridurre gli incidenti, diminuire l’inquinamento sia ambientale che acustico. “In citta a 30 km/h? No a multe per sentire gli uccellini”, ha dichiarato Salvini in occasione dell’inaugurazione del collegamento tra Torino e l’aeroporto. “Penso che il diritto al canto degli uccellini e all’udibilità del loro canto debba essere contemperato con il diritto al lavoro di centinaia di migliaia di persone”.

Lepore: “Fake news”

Le parole di Salvini hanno scatenato l’indignazione del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha denunciato la diffusione di “fake news” sulle limitazioni della velocità in città. “Purtroppo in questi giorni si è scatenata una battaglia social mediatica contro Città 30 e la città di Bologna – ha detto il primo cittadino – Le fake news sono tantissime, si è come sempre scatenato tutto il circo mediatico della destra. Questo, più che indebolire l’amministrazione, francamente sta facendo il male dei bolognesi, perché le persone hanno paura perché sui social vengono diffuse informazioni sbagliate”. Secondo Lepore alcuni cittadini starebbero andando a 30 all’ora anche dove il limite è 50 km/h. E comunque sarebbero state elevate poche multe, un po’ perché gli automobilisti rispettano le regole un po’ perché l’indicazione ai vigili è quella di “coinvolgere” e non solo sanzionare.

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“Ci sono tante fake news che purtroppo, come ho visto, sono state anche rilanciate dal ministro Salvini – ha aggiunto Lepore – e questo mi dispiace perché il nostro compito nelle istituzioni è quello di compiere scelte coraggiose, rischiando in prima persona, perché io sono qui a metterci la faccia, e non nascondersi. Quello che faccio – ha concluso il sindaco di Bologna – è dire la verità senza ipocrisie e non diffondere fake news per strumentalizzare a scopi politici il mio lavoro”.

Va detto che in effetti il sito del Comune emiliano fornisce un lungo elenco di motivazioni per cui ha deciso di introdurre questo nuovo limite. Si va dalla riduzione degli incidenti alla riduzione dei consumi, passando per la maggior vivibilità della città, per la fluidificazione del traffico e per una spinta a spostarsi a piedi o in bicicletta. Tuttavia, quando afferma Salvini non è falso. Sul sito si legge testuale: “Ridurre la velocità delle auto di 20 km/h consente di dimezzare il rumore (circa -3 decibel) in prossimità delle corsie di marcia. E dare così più spazio ad altri suoni della città, come ad esempio il canto degli uccellini“.

Intanto il ministero ha annunciato di essere “pronto ad avviare un confronto immediato con l’amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fuggi in avanti che poi rischiano di essere smentite anche dai giudici”. La situazione resta quindi aperta, mentre il contrasto tra insoddisfazioni per le limitazioni alla velocità e preoccupazioni per la sicurezza stradale rimane ancora irrisolto.

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