Non avevo mai visto una puntata di Report. L’ho fatto a tempo scaduto, in tutti i sensi, per dovere professionale e devo disintossicarmi. Tutto, oh, così odioso. Quell’overdose di autocelebrazione. Quella finta accuratezza che maschera la faziosità. Quella maleducazione con la parvenza delle domande “scomode”, domande orientate, tipo “pensa che fosse una trappola?”. Su tutto, il pecorino piccante, irritante della presunzione romana, anzi romanesca, del tipo noi siamo Report, siamo gli eletti. Eletti a che?
Tanta fuffa, tanto girare intorno senza arrivare a niente: è il metodo Report, scopiazzatura di certo sensazionalismo americano in brodetto di pesce. Autoreferenziale, gli intervistati non fanno che rispondere grazie a Report, se non ci fosse Report. E non è solo vanità, dietro la polvere sta l’attività mediatica funzionale al partito comunista con la egghe moscia.
Parliamo dell’inchiesta andata in onda il 14 aprile del 2026 (qui) e firmata da Daniele Autieri, lo stesso che nelle carte del Gip dirà ai pm di aver alla fine (ma solo alla fine?) annusato i tentativi di depistaggio di Lavitola sulla bomba a Ranucci. Ma torniamo a noi. Nella puntata Report tornava “sul Cantiere Vittoria di Rovigo” e la Rai sponsorizza ancora oggi così la puntata: “Tra traffico d’armi, riciclaggio e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, il programma torna su un sito strategico nei rapporti con la Libia e nella gestione dei flussi migratori. Un nuovo filone investigativo arriva fino all’attentato del 16 ottobre 2025 contro Sigfrido Ranucci e la sua famiglia”. A dire il vero, dall’inchiesta del cantiere dove nascondevano le armi non si cavava niente, niente, secondo opportuna lezione marxista: più confusione ci metto, più arruffo ogni cosa, scriveva la vecchia talpa al suo Lavitola, Engels, meno ci capiranno e potrò sempre dire che si sono sbagliati.
Il cantiere navale Vittoria coi suoi segreti inenarrabili, che solo Report narrava, aveva “enormi probblemi economisci”, e dunque se ne fa carico il fondo Blacrocche (Blackrock) in quanto “cantiere strateggigo”, alias centrale di malaffare della destra meloniana: qui entra in ballo l’egolatria strategica di Ranucci che riconduce la aggrovigliata faccenda all’attentato a suo danno, agitando ombre di “ggente de Casapound”, e quindi Fratelli d’italia e quinci Meloni, ndemm, su. Ah, il metodo Report.
A patire le conseguenze più pesanti il deputato fratellino Cangiano, del quale il Ranucci che piange la sventura sui propri figli non si cura; neanche dei figli di Cangiano, come oggi gli viene rinfacciato. Nel frattempo sono maturati succosissime primizie, per esempio che la fonte da cui parte l’inchiesta cantieristica e permette di legare il tutto alla bomba di Pomezia era una lettera anonima che attribuiva (se abbiamo capito bene) l’attentato ad un deputato campano che usava camorristi. Cioè il metodo oggi attribuito al migliore amico e anfitrione di Ranucci, che per piazzargli un petardo sotto al culo nell’intento di farne il prossimo presidente del Consiglio utilizzava un avanzo di galera africano il quale manovrava dei camorristi da strapazzo.
Sfido chiunque a capire qualsiasi cosa di questa brodaglia condita con insinuazioni, coincidenze (lo dicono loro), suggestioni e nessuna pezza d’appoggio. Salvo una: la famosa lettera anonima, che però era una bufala clamorosa e che serviva a due cose: alimentare l’ego di Report e quello, già smisurato, di Sigrfido l’erotismo, e insieme dirottare le responsabilità dai suoi amici al nazismo eversivo del governo, della Giorgia Meloni. Una vergogna senza vergogna, roba che lascia agghiaccianti, questo metodo Report. Perché serve a distruggere chirurgicamente reputazioni. A costruirne altre da traghettare in politica. Ad alimentare il potere col potere (altro che schiena dritta). Ad eccitare gli ingenui ossessi grillini che meno ci capiscono e più pensano di aver capito tutto, meno sanno e più latrano al complotto, più gli dai il torbido da fumetto e più si convincono che il torbido è il potere, tranne quando all’ombra di Conte si negoziante mascherine salvifiche (in questo caso, Report non pervenuto).
Tutto è finalizzato a tutto tranne che alla ricerca della verità, casomai il contrario e per favore cherie, non tirassero in ballo l’ingenuità, la buona fede, come stanno già facendo, almeno l’ultimo residuo di dignità professionale e umana lo conservassero, se ancora se lo ritrovano. Tutto che viaggia sul cosiddetto servizio pubblico, pagato da tutti. E questa la chiamano democrazia. Cristo santo, che modo di farsi martire!
Una cosa appare coerente di questo miscuglio incomprensibile e inascoltabile: l’attitudine comune tra i migliori amici Ranucci e Lavitola, tutta contorsioni, coincidenze inquietanti, implicazioni, buchi neri del potere, paludi malsane, garbugli, finte, controfinte, spiazzamenti, ammiccamenti di chi “la sa lunga”. Risultato: Report (e i suoi protettori, e le sue groupie) suggeriva la possibilità che a bombardare Ranucci fossero stati certi fratelli camorristi d’italia, invece a quanto pare erano stati i fratelli camorristi di Report, era il Lavitola ispiratore delle inchieste. Che schifo. Intendiamoci, nessuno è al di sopra di ogni sospetto e può darsi benissimo che un parlamentare o elemento di partito – qualunque partito – possa sguazzare in acque torbide. Ma non così, santo cielo, non così. Non con il fricantò dei fratelli d’italia, i sinti, Carminuccio ‘o zingaro, i libici, gli albanesi, gli scafisti, i camorristi, i fucili mitragliatori, i casalesi, i cantieri, I migranti, i petardi sotto le chiappe di Sigfrido, i giornalistelli organici tutti impettiti, le veline con la spocchia, non con le mezze verità e le mezze panzane, non col dire fino a un certo punto per non dire, per sviare. Butta dentro tutto, che un po’ di merda resta!
Ma davvero c’è gente che la domenica sera si rincoglionisce con questa roba che è peggio del Fentanyl? E va bene, tutto resta da appurare, da sentenziare, ma due cose andrebbero rimosse per carità di patria, di sanità pubblica e di Rai: dal sito di Report questa “inchiesta” fatta in un cantiere di bolle, da Report la presenza di Ranucci. Questa sì che sarebbe democrazia, e non può più aspettare.
Max Del Papa, 12 agosto 2026
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