Khamenei: "Non ci sottometteremo"
“Non abbiamo fatto del male a nessuno. E non accetteremo alcuna molestia da nessuno, in nessuna circostanza. E non ci sottometteremo alle molestie di nessuno. Questa è la logica della nazione iraniana”. Lo ha detto la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei.
Trump ringrazia l'Iran per "averci informato": "Risposta debole, ora pace"
“L’Iran ha risposto ufficialmente alla nostra distruzione degli impianti nucleari con una risposta molto debole, che ci aspettavamo e che abbiamo contrastato con grande efficacia”, ha scritto Donald Trump su Truth. “Voglio ringraziare l’Iran per averci avvisato in anticipo, il che ha permesso di non perdere vite umane e di non ferire nessuno. Forse l’Iran può ora procedere verso la pace e l’armonia nella regione, e incoraggerò Israele a fare lo stesso”.
Trump contro i media Usa
“I siti che abbiamo colpito in Iran sono stati completamente distrutti, e tutti lo sanno. Solo le fake news dicono qualcosa di diverso per cercare di umiliarci, il più possibile – e persino loro dicono che sono stati ‘praticamente distrutti”. Lo ha detto Donald Trump.
Al riparto i militari Usa
Il personale americano delle ambasciate in Qatar e Bahrein è stato messo “al riparo”.
L’Iran avrebbe avvertito sia il Qatar che gli Usa prima degli attacchi.
“Il messaggio delle forze armate iraniane alla Casa Bianca e ai suoi alleati è chiaro: l’Iran non lascerà che alcuna aggressione alla sua sovranità, integrità territoriale e sicurezza nazionale resti senza risposta”, hanno detto le Guardie Rivoluzionarie in una nota. “Avvertiamo che il tempo del mordi e fuggi è passato e che il ripetersi di qualsiasi malefatta porterà al crollo dei pilastri militari Usa nella regione, alla sua umiliante fuga dall’Asia occidentale e alla materializzazione della causa delle nazioni islamiche, che sta spazzando via il tumore canceroso del sionismo”.
L’Iran è convinto che sei missili siano andati a segno contro la base in Qatar. Gli Usa smentiscono.
L'Iran risponde: missili contro le basi Usa
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un nuovo picco il 23 giugno 2025, quando l’Iran ha lanciato missili balistici contro le basi militari statunitensi in Qatar e Iraq. La base aerea di Al-Udeid in Qatar, situata 45 chilometri a sud-ovest di Doha, è stata presa di mira dall’Iran, come confermato anche dalla difesa antiaerea del Qatar. L’operazione iraniana è stata denominata “Glad Tidings of Victory”, comunicata dalla televisione di stato. Le esplosioni sono state sentite anche nella capitale Doha, mentre almeno un missile ha raggiunto una base americana in Iraq.
La reazione di Teheran e dichiarazioni ufficiali
Abdolrahim Mousavi, capo di stato maggiore dell’Esercito iraniano, ha dichiarato che gli Stati Uniti, “sostenendo il regime sionista”, sono entrati in guerra contro l’Iran violandone la sovranità. Mousavi ha aggiunto che “la Repubblica islamica non farà mai marcia indietro”. Amir Hatami, comandante dell’Esercito iraniano, ha promesso una risposta ferma a eventuali attacchi statunitensi contro i siti nucleari iraniani e ha ribadito l’intenzione di difendere la sovranità del Paese “con tutte le forze disponibili”.
Chiusura dello spazio aereo e precauzioni in Qatar
Poco prima degli attacchi, il Qatar aveva chiuso il proprio spazio aereo per motivi di sicurezza, dirottando i voli su tratte alternative. La chiusura si è rivelata una decisione tempestiva alla luce degli eventi immediatamente successivi. Nei momenti di maggiore tensione, l’ambasciata americana e quella britannica in Qatar hanno raccomandato ai propri cittadini di rimanere in casa. Le autorità qatarine, attraverso il portavoce Majed Al Ansari, hanno comunicato che l’attacco è stato intercettato dalle difese del Qatar, e che la base di Al-Udeid era stata evacuata in precedenza come misura precauzionale.
Qatar: "Missili intercettati, risponderemo"
Il Qatar annuncia di aver “sventato l’attacco e intercettato con successo i missili iraniani”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri qatarino, Majed Al Ansari. La base Usa in Qatar “era stata evacuata in precedenza in conformità con le misure di sicurezza e precauzionali approvate”.
Doha ritiene l’attacco iraniano “una flagrante violazione della sua sovranità e del suo spazio aereo, nonché del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Affermiamo che lo Stato del Qatar si riserva il diritto di rispondere direttamente in modo proporzionale alla natura e alla portata di questa palese aggressione in conformità con il diritto internazionale”.
Forti esplosioni sono sentite a Doha, in Qatar, e in Iraq
Forti esplosioni sono sentite a Doha, in Qatar. Lo riporta Reuters.
L’Iran ha lanciato sei missili verso le basi americane in Qatar. Lo riferisce Barak Ravid, corrispondente di Axios.
L’Iran ha lanciato un missile anche verso una base americana in Iraq. Lo scrive Axios citando un funzionario israeliano.
Missili balistici sono stati lanciati anche verso le basi in Bahrain e Kuwait.
I missili iraniani lanciati verso le basi americane in Qatar sono 10. Lo riporta Barak Ravid, giornalista di Axios, citando fonti israeliane. In precedenza Ravid aveva riportato il lancio di sei missili.
"Colpita una base Usa"
Secondo alcune fonti giornalistiche iraniane, ci sarebbero stati dei colpi di mortaio contro una base Usa in Siria. Si tratta della base militare nella zona di Kasruk nella provincia occidentale di Hasakah.
“Non abbiamo iniziato la guerra né l’abbiamo voluta, ma non lasceremo senza risposta l’aggressione contro il `Grande Iran´”, ha scritto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “Noi sosterremo la sicurezza di questa amata nazione con tutto il nostro essere e risponderemo a ogni ferita sul corpo dell’Iran con fede, saggezza e determinazione”.
Secondo la Fox, la Casa Bianca si aspetta un attacco imminente alla base Usa in Qatar. Axios invece parla di una possibile rappreseglia contro le basi nel Golfo Persico. Il Qatar ha chiuso a sorpresa lo spazio aereo nel Paese.
Bombardati i simboli del regime in Iran
Israele ha intensificato gli attacchi contro i simboli governativi e militari iraniani. Secondo il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, l’obiettivo è minare il potere del regime iraniano e punire le sue offensive contro Israele. Fra i bersagli principali figurano la prigione di Evin, a Teheran, e il quartier generale del Basij, affiliato ai Guardiani della Rivoluzione.
La prigione di Evin è nota per essere uno dei simboli della repressione iraniana, ospitando prigionieri politici e detenuti legati a movimenti di opposizione. L’aeronautica israeliana ha colpito il cancello d’ingresso della struttura, in quello che sembrerebbe essere un tentativo di facilitare una possibile fuga dei prigionieri, come riportato da Iran International.
Attacchi mirati
Oltre alla prigione di Evin, Israele ha preso di mira altre infrastrutture strategiche a Teheran. Tra queste, la sede della tv pubblica iraniana (Irib), che ospita importanti strutture tecniche per le trasmissioni nazionali, e la base Sarallah dei Guardiani della Rivoluzione. Questi attacchi, secondo Israele, mirano a indebolire non solo il controllo repressivo del regime ma anche la sua capacità di coordinare le comunicazioni interne.
Un altro obiettivo è stato il sito nucleare di Fordow, a sud di Teheran. Questa infrastruttura è da tempo nel mirino di Israele per il ruolo che ricopre nel programma nucleare iraniano. Gli attacchi hanno anche causato danni alle vie di accesso al sito, limitando così le operazioni al suo interno.
In un ulteriore raid, le forze israeliane hanno bombardato il famoso “orologio della distruzione di Israele“, installato in piazza Palestina. Questo orologio è un simbolo propagandistico del regime iraniano che segnava un conto alla rovescia verso una proclamata sconfitta di Israele. Il raid ha anche provocato danni alle linee elettriche nel settore nord di Teheran, causando blackout in diverse zone. Video e immagini pubblicati sui social mostrano il fumo che avvolge la capitale dopo ore di intensi bombardamenti.
Gli attacchi israeliani hanno suscitato una forte reazione da parte del governo iraniano. L’ayatollah Ali Khamenei ha definito i raid “un grave crimine” e ha promesso ulteriori punizioni contro Israele. Al contempo, fonti iraniane riportano che missili balistici sono stati lanciati verso Israele, alcuni dei quali sono stati intercettati dal sistema di difesa israeliano. A Gaza e in altre aree di Israele sono risuonate sirene di allarme, mentre alcune aree hanno subito danni limitati.
La posizione della Nato
Intanto il mondo si interroga sull’attacco americano ai siti nucleari iraniani. “Non sono d’accordo sul fatto che ciò che hanno fatto gli Stati Uniti sia contrario al diritto internazionale”, ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Gli alleati hanno concordato da tempo che l’Iran non deve sviluppare armi nucleari e hanno ripetutamente esortato il Paese a rispettare gli obblighi che incombono in virtù del trattato di non proliferazione”. Tuttavia l’Iran giura vendetta. Mentre il ministro degli esteri, Abbas Araghchi, è volato a Mosca per discutere con Putin di una soluzione pacifica alla crisi, Abdolrahim Mousavi, capo di Stato Maggiore dell’Iran, ha assicurato che “indipendentemente dall’entità del danno” provocato dai raid di Trump, “questa profanazione non rimarrà senza risposta”. La Casa Bianca, che si aspetta una ritorsione “entro 24 o 48 ore”, assicura che l’obiettivo non era e non è quello di provocare un regime change a Teheran anche se Trump in un post social non ha escluso che, alla fine, il corso degli eventi possa portare anche a quello. Secondo l’Iran, sono circa 500 i morti dall’inizio dell’attacco israeliano del 13 giugno. Oltre 3mila i feriti.
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