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Bonafede, l’ultimo dei mohicani giustizialisti - Seconda parte

Prima che qualche testa innocente cada (ci si augura solo metaforicamente) sotto la mannaia messa in moto dai nuovi Robespierre, la più parte degli italiani spera di avere la possibilità di votare e di mandare a casa l’utimo mohicano. Infervoratisi per una palingenesi che non poteva esserci, essi hanno scambiato per anni la percezione della corruzione per la corruzione effettiva (che, come dicono studi attendibili, non è messa da noi peggio che altrove).

Come italiani abbiamo però avuto tutto il tempo e il modo di misurare le contraddizioni di una politica giustizialista. A cominciare dal doppiopesismo che si finisce per usare quando si scopre che anche gli “onesti” possono cadere nelle maglie di una giustizia che vuole in ultima istanza punire non il reato ma una spesso presunta “disonestà” morale. Forse possiamo oggi ben sperare di voltare pagina, ma non nel senso che intende Bonafede.

Corrado Ocone, 23 ottobre 2019