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Bonus furbetti, quello che dovremmo sapere davvero dall’Inps

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L’indignazione corre sui social: Presidenti, Ministri, Segretari, leader di vario ordine e grado tutti uniti a denigrare non si sa bene chi e nemmeno esattamente cosa, in quanto alcuni deputati e consiglieri regionali avrebbero preso il bonus partite Iva pur ricoprendo cariche pubbliche. Non esiste il reato ma la riprovazione è scattata all’unisono. Ovviamente nulla era successo nei mesi scorsi alla scoperta che numerosi notai, categoria raramente annoverata tra gli indigenti, avessero fatto lo stesso, o che lo avessero richiesto i più disparati professionisti anche di fronte ad inesistenti diminuzioni delle loro attività, o peggio che lo avessero richiesto entusiasti i già inutili navigator.

Insomma l’unica cosa che indigna i nostri censori è il fatto che siano soggetti che ricoprono cariche elettive ad approfittarne, per tutti gli altri vige la libertà di abusare dei denari pubblici semplicemente perché lo consideriamo normale. Quello che ci indigna non è la furbizia e il rubare alla collettività l’unica cosa che ci indigna è che a farlo sia qualcuno che noi consideriamo un privilegiato. L’abituale pratica del furto quando si esprime, attraverso l’enorme evasione fiscale, la pratica in alcune zone sistematica dell’abuso edilizio, l’occupazione di posti pubblici contro ogni logica di utilità, la percezione di pensioni in assenza di contributi versati, l’abuso di prestazioni mediche, ed i mille altri rivoli attraverso i quali il nostro debito è diventato mostruoso, non indignano nessuno tanto meno i Presidenti, Ministri, Segretari, leader di vario ordine e grado.

Qualche anno fa in Sardegna La Stampa fece emergere la storia degli “imbarcati di Teulada”, nel lessico contemporaneo li potremmo definire come”percettori di bonus non pesca”, finti pescatori dediti al più redditizio indennizzo offerto dalla Marina per non pescare nei pressi di Capo Teulada dove si svolgono esercitazioni militari. Insomma da anni finte famiglie di pescatori, anche appositamente immigrate e prive di barca da pesca, prendono migliaia di euro dallo Stato per non fare quello che non hanno alcuna capacità ed intenzione di fare: pescare.

Insomma e di questi esempi se ne potrebbero fare centinaia, nel paese che ha inventato gli “imbarcati di Teulada” e il reddito di cittadinanza erogato a mafiosi e ndranghetisti quello che ci indigna è il bonus preso da qualche politico che probabilmente non resterà politico a lungo e dovrà tornare mestamente alla sua professione, sempre che ne avesse una precedentemente. Abbiamo eletto un Parlamento ricco di analfabeti e disoccupati e ci sorprendiamo se cercano, con italica furbizia, di tirare a campare, mentre moralisticamente l’indignazione è manovrata ad arte ad esecrare l’esercizio di un diritto previsto da una Legge semplicemente sbagliata.

All’Inps del distratto Pasquale Tridico chiedo una sola cosa: la richiesta fatta dai deputati e consiglieri regionali per ottenere il bonus doveva essere corredata della dichiarazione di aver subito una diminuzione del reddito ad effetto del Covid. È stato fatto questo controllo? Perché dell’indignazione morale non so che farmene mentre una dichiarazione falsa sarebbe interessante da perseguire. Tutta questa stupida storia ci dovrebbe far riflettere sulla qualità del nostro ceto politico e sulla necessità di votare No al prossimo referendum sulla diminuzione dei parlamentari.

Perché ai tanti Presidenti, Ministri, Segretari, leader di vario ordine e grado indignati di professione voglio ricordare che quegli uomini o donne in lista li hanno messi loro firmando le loro candidature e garantendo, di fronte agli elettori, sulla loro professionalità e correttezza morale ed inoltre che in Parlamento ci sono finiti grazie al voto di ciascuno di noi evidentemente elargito con eccessiva superficialità. Non si conoscono i nomi pertanto non si sa se siano stati candidati in collegi uninominali o sulle liste bloccate, ma in ogni caso ad occupare quei posti in Parlamento ci sono arrivati grazie ai nostri voti.