Brexit, ora il Continente è isolato - Seconda parte

Il nostro parmigiano rischia di pagare dazio in America per gli aiuti concessi al consorzio Airbus, di cui l’Italia non fa parte. La nostra Fincantieri rischia di essere stritolata dall’Antitrust europea perché si è permessa di acquisire dei cantieri in Francia, che in precedenza erano proprietà dei coreani e che oggi Macron & Co. non vogliono affidare a Bono. Un’Europa senza Regno Unito è una sconfitta dell’Europa. Ma per l’Italia è ben di più: avere un alleato in meno contro la burocrazia euro-centrica e establishment di Bruxelles.

Nicola Porro, Il Giornale 30 gennaio 2020

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nuccio viglietti
30 Gennaio 2020 22:41

United kingdom is flown…quindi da inferi no è impossibile tornare…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

Alessandro
Alessandro
30 Gennaio 2020 22:27

Leggo sui commenti degli altri lettori di geopolitica, macroeconomia, storia. Con queste basi penso che facciano fatica a dare una spiegazione alle scelte di chi ci rappresenta qui in Italia ed in Europa.

Restiamo su cose più semplici, tipo Francia o Spagna…

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
30 Gennaio 2020 20:37

Quello che rimane é solo una copia della unione dognale tedesca con la quale la Prussia di Bismark si impadroní di tutto il mondo trdesco. Oggi l’bbittivo era piu goloso e perció fallí.

Non bisognava sottovalutare gli inglesi, li abbiamo vsti alle Fakland e nella seconda guerra mondiale dove conobbi un ufficiale in inglese che, testualmente , mi disse: Non ci importa se ci odiano, vogliamo solo che ci rispettino.

Hanno quello che a noi ci manca: orgoglio.

step
step
30 Gennaio 2020 19:38

Gli inglesi non sono fessi, conoscono bene i tedeschi, figurarsi se accettano di far parte di una UE a trazione franco-tedesca. Stupisce, semmai, che altri popoli siano così immemori: la storia non insegna nulla?

Davide V8
Davide V8
30 Gennaio 2020 18:28

Speriamo che UK, i prossimi anni, continui a mostrare come quelle degli “esperti” siano tutte balle.

Ma attenzione a sottovalutare le capacità di reazione e di ricatto da parte della UE, che farà di tutto per punire e danneggiare chi ha osato ribellarsi al politburo.

Nel frattempo, ad onor del vero, diciamo che finchè UK non esce realmente, di fatto, non solo a parole, è prematuro trarre bilanci conclusivi.

Io credo che un pochino pagherà l’inevitabile aggiustamento, nel breve termine, per poi recuperare.

Specialmente se l’accordo con UE non sarà totalmente soddisfacente dal punto di vista del libero scambio.

Elisabetta
Elisabetta
30 Gennaio 2020 17:46

Per chi fosse pigro ad aprire link ( se l moderatore lo consente) pubblico l’intero articolo con la fonte( per i pignoli) L’economia teutonica e la sua narrazione. di Francesco Ruggeri e Giuliano Toshiro Yajima Nelle società contemporanee, dove la democrazia ha trionfato e si è avuto un aumento delle libertà positive di tutti gli individui (dove con il termine libertà si intende sia la “libertà da” che la “libertà di”) assume un ruolo importante l’informazione, che i cittadini hanno a disposizione per potersi orientare nelle scelte di tutti i giorni e nell’applicazione dei diritti e dei doveri che la democrazia richiede. L’insieme di informazioni a disposizione che vengono assemblate in vari modi creano quello che da alcuni filosofi e psicologi sociali è stato definito come Discorso. Il Discorso è una narrazione della realtà, una sua descrizione, ma allo stesso tempo, per chi si trova fuori dai meccanismi di assemblaggio e di produzione degli stessi esso diviene la Realtà, non una possibile visione o una possibile analisi di ciò che avviene, ma ciò che avviene. Si viene quindi a formare una asimmetria tra chi produce Discorsi e chi semplicemente li consuma, tale asimmetria copre molto spesso relazioni di potere, tra governanti e governati, e può essere definita come un metodo di governo. Per portare l’argomento più a contatto con la… Leggi il resto »

Ennio
Ennio
30 Gennaio 2020 17:46

Esiste una politica estera, militare

In difesa di tutta l’Europa?

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Farai, nell’ultimo suo post, preoccupato della difesa e sicurezza del popolo israelitico diceva

“Se ci vedesse oggi Vladimir Evgen’evič Žabotinskij sarebbe fiero di noi, israeliti, perché non abbiamo solo imparato a sparare, ma anche a pilotare aerei, a far navigare le navi e, soprattutto, a non delegare a terzi la nostra difesa e sicurezza.”

La frase applicata al popolo italiano, in generale europeo, darebbe luogo a considerazioni sconfortanti.

1) A chi sono affidati i Ministero Esteri e Difesa in Italia?

2) Qual’è la politica estera italiana?

3) Ha l’Europa un apparato militare e diplomatico unico, non sottostante agli interessi tedeschi e/o francesi?

4) Le cosiddette azioni di ‘pace’ FATTE all’estero in zone di guerra, in DIPENDENZA di imprese militari USA e/o ONU assicurano difesa e SICUREZZA all’Europa?

Brexit ha smascherato la debolezza europea nei settori militare e di politica estera comune.

Risponderà la comunità europea con strategiche, definitive scelte, federative e riguardanti TUTTI gli stati della comunità??

Elisabetta
Elisabetta
30 Gennaio 2020 17:46

http://economiapericittadini.it/approfondimenti/politica-economica-europea-internazionale/570-l-economia-teutonica-e-la-sua-narrazione

Lo sono andata a scovare per chi volesse le effettive spiegazioni del perchè la Germania e la Francia ( nell’articolo si parla solo della Germania ma la Francia attua tecniche simili) vanno ” a gonfie vele”