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Un colpevole quasi perfetto (Pascal Bruckner)

L’Occidente è diventato per l’autore il capro espiatorio perfetto per i moralisti di tutto il mondo

Bruckner, Un colpevole quasi perfetto

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Il libro di Pascal BrucknerUn colpevole quasi perfetto (sottotitolo La costruzione del capro espiatorio bianco), è semplicemente favoloso. In fondo il libro, l’autore non me ne voglia, si può condensare in una burla al politicamente corretto realizzato da tre accademici americani. I tre turbati dal dibattito sul politicamente corretto allora quasi agli albori in America (siamo nel 2018) proposero un saggio ad una prestigiosa rivista americana: «Proposero alcuni passi scelti dal Mein Kampf sostituendo la parola ebrei con quella bianchi. Alla fine l’articolo venne rifiutato ma non prima di aver ricevuto il plauso di numerosi accademici che interpretarono lo studio alla lettera: questo articolo ha le potenzialità per fornire un contributo forte e originale all’analisi dei meccanismi che rafforzano l’adesione a prospettive suprematiste bianche».

L’Occidente è diventato per l’autore il capro espiatorio perfetto per i moralisti di tutto il mondo e la vittima sacrificale è l’uomo bianco eterosessuale e occidentale. «È in corso una vasta opera di rieducazione nelle università come nei media che chiede a coloro che vengono definiti bianchi di rinnegare se stessi». Bruckner così parla di generi, di sesso, di religione, di coloro della pelle, dando un cazzotto in faccia ai luoghi comuni del politicamente corretto e identificando coloro che ne subiscono le maggiori conseguenze. È un urlo di disperazione, è un «j’accuse». Non c’è campo che ne sia esente, dalle discriminazioni di genere alla distruzione dell’ambiente. «L’America sfida il razzismo usando gli stessi termini del razzismo riducendo ciascuno al colore della propria pelle nel disprezzo di qualunque analisi sociale».

E così si afferma quella tragica legge di Tocqueville per cui un popolo insorge quando la sua situazione migliora, non quando peggiora. Al culmine della nostra ricchezza e civiltà, ci vogliamo male. E abbiamo perso «la sfida di ogni Battaglia politica e cioè quella di non assomigliare al nostro nemico». E questa la crisi dell’Occidente, una crisi fatta di moralismo e ipocrisia, di senso di colpa e arrogante positivismo. E se qualcuno volesse metterci dentro anche la pandemia, beh allora il piatto sarebbe davvero colmo.

La vera domanda che Bruckner si pone, nell’ultima sezione del libro, è però un’altra e ben più preoccupante: «Dopo la contrizione, l’uomo bianco si deve preparare all’estinzione?». È la bella favola del film Quasi amici, che non è solo un racconto di tolleranza e integrazione, ma sottintende una ragione più profonda: il vecchio e malato europeo alla fine è una metafora del vecchio europeo che progressivamente verrà sostituto e rigenerato da un africano sano e fresco.

Nicola Porro, Il Giornale 7 novembre 2021

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Giancarlo 2021
Giancarlo 2021
28 Novembre 2021 17:19

Chi cancella i propri errori è condannato a rifarli.

Mansur Muhammad
Mansur Muhammad
28 Novembre 2021 7:45

Chi accusa me di voler imporre cose ad altri con la complicità di insegnanti etc ,forse ha confuso lo studio di altrui pensieri ,culture tradizioni etc é in palese malafede, . ..ah gli ricorderei per altro ,visto che parla di Veneziani che facevano rispettare le leggi etc ,come se oggi un Italia le leggi le facessero non italiani, che le leggi le fanno le istituzioni italiane, non un branco di migranti e musulmani al parlamento, e che nessuno fa il padrone e le viola le leggi ,mentre noi autoctoni saremmo ligi ai nostri doveri ,visto che ad esempio per il green pass e i vaccini si vede proprio come siam ligi alle regole……

Aldo Giovanni Vaghetti
Aldo Giovanni Vaghetti
28 Novembre 2021 0:56

Ormai per i politicamente corretti l’ uomo bianco dovrebbe accettare la propria auto astrazione .
La convivenza tra le razze ed i sessi ed al ormai normale meticciato sembra essere per questi oracoli una condizione insufficiente.
Il bianco deve essere obbligatoriamente stemperato ed i sessi maschile e femminile ridotti a lontani ricordi da cancellare dai libri di storia.
Uomini e donne risvegliatevi e cacciate questi demoni!

Marco Rossi
Marco Rossi
27 Novembre 2021 19:03

Non mi piacciono i finocchi, non li posso digerire,non è politicamente corretto?

Mansur Muhammad
Mansur Muhammad
27 Novembre 2021 18:56

una crisi fatta di moralismo
Se ho capito bene dunque, se si studia criticamente alcuni aspetti o errori della storia di una determinata parte del mondo, allora è moralismo, però il medesimo moralismo lo si fa volentieri analizzando la storia, gli errori etc di altri popoli o culture ,specialmente di una…..mah…là tutto è concesso al riguardo, però riflettere sulla propria storia ,ammettendo errori ,assieme ai pregi,reali’ sarebbe moralismo……….2 standard….2 pesi e due misure come sempre

Mansur Muhammad
Mansur Muhammad
27 Novembre 2021 18:07

Che squallore delirante

il vecchio e malato europeo alla fine è una metafora del vecchio europeo che progressivamente verrà sostituto e rigenerato da un africano sano e fresco…..con una chiosa finale da strizzare occhio ai razzisti
..

Valter Valter
Valter Valter
27 Novembre 2021 17:19

Riveduta e (politicamente) corretta per il prosssimo passaggio in RAI la canzone di Fausto Leali “Angeli (ex negri) bianchi”:

“Pittore, ti voglio parlare
Mentre dipingi un altare
Io sono un povero bianco
E d’una cosa ti prego
Pur se la Vergine è nera
Fammi un angelo bianco
Tutti i bimbi vanno in cielo
Anche se son solo bianchi
Lo so, dipingi con amor
Perché disprezzi il mio color?
Se vede bimbi bianchi
Id*io sorride a loro
Non sono che un povero bianco
Ma nel Signore io credo
E so che tiene d’accanto
Anche i bianchi che hanno pianto
Lo so, dipingi con amor
Perché disprezzi il mio color?
Se vede bimbi bianchi
Id*io sorride a loro.”

Valter Valter
Valter Valter
27 Novembre 2021 17:16

Riveduta e (politicamente) corretta per il prosssimo passaggio in RAI la canzone di Fausto Leali “Angeli (ex negri) bianchi”:

“Pittore, ti voglio parlare
Mentre dipingi un altare
Io sono un povero bianco
E d’una cosa ti prego
Pur se la Vergine è nera
Fammi un angelo bianco
Tutti i bimbi vanno in cielo
Anche se son solo bianchi
Lo so, dipingi con amor
Perché disprezzi il mio color?
Se vede bimbi bianchi
Iddio sorride a loro
Non sono che un povero bianco
Ma nel Signore io credo
E so che tiene d’accanto
Anche i bianchi che hanno pianto
Lo so, dipingi con amor
Perché disprezzi il mio color?
Se vede bimbi bianchi
Iddio sorride a loro.”