Commenti all'articolo Caccia allo Strega, viva Giuli che dice no al circoletto di sinistra
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24 Commenti
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Giovanni Z
4 Luglio 2025, 12:38 12:38
Diffido sempre dei film troppo premiati, che puntualmente si rivelano macigni non digeribili, e così dei libri: quando leggo “Premio…”, già mi immagino dei mattoni pazzeschi. E a conferma, “Il nome della rosa” di Eco, premio Strega 1981. Il libro più regalato e meno letto al mondo.
Giorgio Colomba
4 Luglio 2025, 11:08 11:08
[Parlando del Premio Strega]: E brindan tutti alla salute del vincitore con un bicchierino di livore (M. Marchesi).
Maurizzzio
4 Luglio 2025, 9:27 9:27
Con la cultura non si mangia, diceva Tremonti. Per mangiarci bisogna fare kultura di sinistra ed essere amici degli amici
gianni
4 Luglio 2025, 7:10 7:10
Un pezzo spettacolare, difficile descrivere meglio la pochezza e la protervia di questo ceto semicolto progressista, che celebra e premia se stesso senza un minimo di ironia nè di rispetto per quelli che non fanno parte del circolino. Complimenti Max!
Nicole
3 Luglio 2025, 22:28 22:28
Da anni evito accuratamente di acquistare i libri del premio Strega. Peccato, perché in passato erano di alto livello!
Nico Tanzi
3 Luglio 2025, 20:54 20:54
Una volta il premio Strega lo vincevano i Flaiano, i Pavese, i Moravia, i Cassola, i Tomasi di Lampedusa, e poi Ginzburg, Bassani, Buzzati, La Capria ecc. ecc.
Quando, qualche anno fa, lo vinse il mio conterraneo La Gioia (“La ferocia”), comprai a fiducia il libro e, leggendolo, >>
Diffido sempre dei film troppo premiati, che puntualmente si rivelano macigni non digeribili, e così dei libri: quando leggo “Premio…”, già mi immagino dei mattoni pazzeschi. E a conferma, “Il nome della rosa” di Eco, premio Strega 1981. Il libro più regalato e meno letto al mondo.
[Parlando del Premio Strega]: E brindan tutti alla salute del vincitore con un bicchierino di livore (M. Marchesi).
Con la cultura non si mangia, diceva Tremonti. Per mangiarci bisogna fare kultura di sinistra ed essere amici degli amici
Un pezzo spettacolare, difficile descrivere meglio la pochezza e la protervia di questo ceto semicolto progressista, che celebra e premia se stesso senza un minimo di ironia nè di rispetto per quelli che non fanno parte del circolino. Complimenti Max!
Da anni evito accuratamente di acquistare i libri del premio Strega. Peccato, perché in passato erano di alto livello!
Una volta il premio Strega lo vincevano i Flaiano, i Pavese, i Moravia, i Cassola, i Tomasi di Lampedusa, e poi Ginzburg, Bassani, Buzzati, La Capria ecc. ecc.
Quando, qualche anno fa, lo vinse il mio conterraneo La Gioia (“La ferocia”), comprai a fiducia il libro e, leggendolo, >>