La FIFA ha deciso di revocare la squalifica di Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense, dopo la sua espulsione durante il match dei sedicesimi di finale contro la Bosnia Erzegovina. Il giocatore era stato espulso per un fallo su Tarik Muharemovic, difensore bosniaco, e avrebbe dovuto saltare la partita degli ottavi di finale contro il Belgio. La squalifica è stata annullata in base all’articolo 27 del Codice disciplinare FIFA, che consente una sospensione condizionata per un periodo di prova. La decisione è arrivata il 5 luglio 2026 e ha generato una forte reazione nel mondo del calcio.
L’intervento di Donald Trump e lo sconcerto della UEFA
A rendere questa vicenda ancora più controversa è stato il presunto intervento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo alcune fonti, Trump avrebbe discusso della questione con Gianni Infantino, presidente della FIFA, spingendo per la revisione della squalifica. In un post sui social, Trump ha ringraziato la FIFA per quella che ha definito una scelta “giusta”. Tuttavia, la UEFA ha espresso una dura condanna della decisione, definendola una violazione delle regole fondamentali del calcio e sottolineando come una squalifica per cartellino rosso dovrebbe essere automatica e non discrezionale. Un comunicato ufficiale pubblicato dalla UEFA parla di “un precedente pericoloso” che potrebbe minare l’integrità delle competizioni.
“Sì, ho parlato con Gianni, è un uomo altamente rispettato”, ha ammesso Donald Trump. “Non era un fallo”, ha aggiunto. “L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato e ha preso una decisione incredibile”.
Reazioni dal Belgio e dalla Francia
La federazione belga si è detta sorpresa e ha immediatamente presentato un ricorso urgente contro questa decisione. La Francia, invece, ha richiesto alla FIFA la cancellazione di un cartellino giallo assegnato a Michael Olise nella stessa competizione, chiedendo parità di trattamento. Diverse federazioni si sono dette preoccupate per l’impatto che queste decisioni potrebbero avere sul torneo e sulle sue regole. La questione sembra destinata a prolungarsi, alimentando tensioni tra organizzazioni sportive e nazioni partecipanti.
Critiche da parte di Malagò e Klopp
Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha definito la decisione “un’assurdità” e ha espresso preoccupazione per il precedente creato. Ha interpretato la decisione come un gesto politico, facendo riferimento all’articolo 27 del codice disciplinare della FIFA. Anche Jurgen Klopp, allenatore del Liverpool, ha criticato duramente il presunto coinvolgimento politico nella vicenda, dichiarando che Trump e Infantino “non dovrebbero avere niente a che fare” con il calcio. Klopp ha sottolineato che il rispetto delle regole è essenziale per garantire trasparenza e correttezza.
I precedenti e le implicazioni del caso
Non è la prima volta che l’articolo 27 viene applicato: un caso simile aveva riguardato Cristiano Ronaldo, il cui cartellino rosso non comportò squalifica nelle qualificazioni recenti. Il precedente di Balogun ha però generato un dibattito più acceso, dato il contesto dei Mondiali, una competizione che rappresenta l’apice del calcio internazionale. La partita tra Stati Uniti e Belgio, valida per gli ottavi di finale, si giocherà in un clima di tensione, con Balogun nuovamente disponibile. Intanto, la questione ha messo in evidenza fragilità e criticità nei regolamenti FIFA, che ora sono sotto esame da parte di più federazioni.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


