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Capezzone: “Le 3 bugie che la sinistra ha raccontato sui migranti”

Il servizio in esclusiva di Quarta Repubblica sui legami tra scafisti e Ong ha suscitato reazioni diverse in studio. Se per Maria Pia Pizzolante (Pd) e Vauro Senesi l’attività delle Ong rimane comunque meritoria, per Daniele Capezzone (01:59) il servizo svela tre grandi bugie della sinistra sui migranti…

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5 Commenti

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  1. Capezzone ha dimenticato un’altra bugia: il canale di Sicilia.
    Per anni ci hanno fatto credere che li prelevavano dal Canale di Sicilia, fino a quando un ventenne , Donadel, ha fatto vedere che lo facevano in acque libiche, come fanno tutt’ora.

    La tizia è assurda, davanti ad un video che glielo dimostra, riesce ancora a negare cosa vede.

  2. Non si finirà mai di giudicarli, i sinistri, dei vuoti a perdere.
    Uno ci mette tutta la buona volontà per riuscire capirli e rimane senza parole per le insulsaggini che sciorinano come fossero verbo, si ha pietà della stoltezza che li agita e non si riesce dare una ragione al buio che hanno dentro. Si immagina che la scuola li abbia poco poco istruiti, li abbia sgrezzati nei comportamenti, uno immagina e rimane basito del risultato già che è stato nullo.
    Tempo e denari sprecati dalla collettività per degli asini.
    Nessuna spiegazione, ragionamento o immagine del futuro li scuote, sono come mandrie che seguono i pifferai, vuoti a perdere.
    Se poi si vuol cercare in quelle facce un guizzo, semplice guizzo d’intelletto si rimane stupiti nel constatare che sono maschere immobili vuote e buie, che continueranno per l’eternità ad esser tali.
    Il guaio è che tali dementi prolificano all’infinito senza soluzione di continuità facendoci rimanere di ghiaccio.

  3. Pizzolante ha continuato a pronunciare “Oenneghe” per tutto il tempo. Io ho sempre sentito dire “Oennegi”. Mi ricorda un aneddoto narrato da un docente della facoltà di Scienze Politiche: una studentessa si presentò all’esame e richiesta di quale fosse l’autore su cui aveva elaborato la propria tesina rispose che si trattava di Malcom “Decimo”. Dopodiché sciorino’ tutto il contenuto del suo lavoro citando sempre Malcom come “Decimo”. L’ esaminatore si congratulo’ per la l’impegno profuso ma sconsolatamente dovette dirle che la bocciava. La poverina chiese perché e il docente allora le spiegò che aver letto le opere non era sufficiente se non si sapeva neanche nominare correttamente l’autore delle medesime, che non era certo un fantomatico Malcom “Decimo” ma Malcom X. Ecco, anche Pizzolante non sapeva con tutta evidenza di cosa stava parlando: bocciata anche lei !

    • Anch’io ho notato la stranezza della biondina che diceva a ripetizione ONG (come bong senza b; poi si è esibilta in “giudizio labiale”); ma il problema principale che costringe l’ascoltatore a subire le filippiche di quelli come lei e come quell’altro sconvolto del vignettista, è che negano anche l’esistenza della propria madre pur di perseguire l’obiettivo primario della loro esistenza politica: la sopravvivenza. A Capezzone che le ricordava che si stava arrampicando ha risposto citando la faccenda dei fondi russi; come rispondere a uno che ti chiede che ore sono, oggi c’è più caldo di ieri. Questo è il succo; il disegnatore che sroloquia, la bionda che ha palesemente imparato a memoria la lezione prima di andare in onda e viaggia su discorsi suoi a prescindere da quello di cui si parla intorno; a questo punto lunga vita a Tria che si dimostra meglio di quanto si pensi anche se Crozza ne fa una macchietta a volte esagerando.

  4. Chissà perché quando non ci sono le ong in giro di barconi se ne vedono poco o niente. Meglio che quelli di sinistra stiano zitti perché altrimenti sembrano venditori di fumo.

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