Politica

Cara Giorgia, basta ingenuità: TeleMeloni va fatta per davvero

L’opinione di Rino Cammilleri: la propaganda resta un’arte sconosciuta alla destra

Schlein sbraita su Telemeloni Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Se la Rai fosse davvero TeleMeloni, come non mancano mai di sbraitare la Schlein e compagnia cantante, i direttori dei due Tg (il terzo continua ad restare feudo sinistro – altro che TeleMeloni- come ai bei tempi Dc-Psi-Pci) sarebbero stati scelti solo dopo essersi assicurati che avessero seguito un robusto corso di comunicazione. Invece, seguitano a comportarsi come da Manuale Cencelli, cioè il teatrino quotidiano delle dichiarazioni dei politici segue pedissequamente la classifica dei voti ricevuti: prima parla uno di Fdi, poi Tajani o chi per lui, indi Lupi (che, chissà perché, è sempre ripreso mentre passeggia). Seguono, nell’ordine, il Pd, poi Conte e infine il Dinamico Duo, Bonelli & Fratoianni.

Esattamente come all’epoca in cui Vespa litigava in diretta con La Malfa che si lamentava dello spazio secondo lui esiguo riservato al suo partito: l’allora direttore del Tg1 replicò di aver rispettato le percentuali come da copione e naturalmente fu accusato di cattivo gusto, slealtà eccetera, insomma, di aver detto in tivù quel che tutti sapevano ma che non si poteva dire per bon ton politico. Ora, se la Rai odierna fosse davvero TeleMeloni, farebbe parlare solo la maggioranza di governo, e basta. O, almeno, invertirebbe l’ordine Cencelli, lasciando l’ultima parola a Fdi. Infatti, lo sanno tutti che chi parla per ultimo appare aver ragione perché la sua è l’ultima cosa che resta nella testa dei telespettatori.

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Lo schema, elementare, è il seguente: A) signori, guardate che bella cosa ho fatto!; B) non è vero, invece fa schifo perché A non dice questo e quest’altro, mente, ci porta allo sfascio etc. La replica? Non c’è, perché Cencelli non la prevede. Direte: TeleMeloni è davvero democratica, quindi, signorilmente, lascia le cose come stanno. Risponderò: questa al mio paese si chiama ingenuità. Nelle democrazie di massa la propaganda è tutto, e chi ne è padrone ha il vero potere. La sinistra ha i giornaloni, diverse reti televisive, la piazza, magistrati, la scuola e l’università, la Ue e mezza America, oltre all’ex Commonwealth. Ha padronanza dei giochi di palazzo e lo ha dimostrato governando per dieci anni senza voto popolare. Se, quando permette la consultazione elettorale, perde, non tarda a tornare in sella grazie anche alla debolezza e/o ingenuità dell’avversario, che di propaganda non ha alcuna esperienza (né gente adatta a gestirla) e che si fa intimidire dagli slogan.

Anche Luigi XVI lasciava mano libera ai giacobini per timore di passare per “anticostituzionale”, e si sa come è andata a finire. Anche i libri della premier li espongono a testa in giù, ma la lesa maestà vale solo per Mattarella. Che proviene dalla sinistra, sennò non varrebbe neppure per lui.

Rino Cammilleri, 23 settembre 2025

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