Vorrei sapere cosa è passato per la testa alla G di avallare una legge insieme alla L, in una materia per giunta così delicata, col risultato di far passare tutti i maschi (bianchi, patriarcali, cristiani, tossici, che votano a destra, si capisce, e solo quelli) per stupratori a prescindere, con inversione dell’onere della prova ma una prova del diavolo: dimostrami che non sei un bruto, almeno dentro, nella testa. Ci si mette pure l’improvvido Nordio a sparare enormità sconcertanti, desolanti, l’uomo geneticamente alieno alla parità (quindi va regolato, castrato per legge), per dirla alla contadina l’uomo è cacciatore o, se lo si vuol proprio nobiliare col latinorum, “vis grata puellis”. Esattamente quello che predicano, che pretendono le sinistre balorde, ossessive, che vedono stupri anche in un mazzo di fiori ma non si peritano di costruire la saldatura fra genderismo e islamismo, che non li vedono gli imam che sui social fanno i tutor per insegnare “a picchiare la donna come piace ad Allah” (i solitamente censori Youtube e simili rigurgitano, e nessuno si sogna di rimuoverli).
Questa sarebbe la destra? La destra che a milioni hanno votato perché finalmente si tornasse a respirare, a ragionare, non aspettandosi chissà quali miracoli ma almeno un modo meno delirante di vivere, di pensare, almeno una società che ritornasse al buon senso, a un minimo ordine mentale? E questi mandano il Cecchettin nelle scuole, ne fanno, da sinistra a destra, una coscienza civile, un gendarme della morale che decide, lui, chi è degno di cittadinanza, chi si sottrae alla presunzione juris et de jure, per dire assoluta, di essere un mostro, un violentatore incorreggibile. Cosa è questo regime GiorgiaLella? Una spartizione del moralismo punitivo nel segno dello Stato autoritario, paternalistico ma autoritario. Ora sparano una legge liberticida e pazzesca che pretende il consenso continuo, “informato, libero, attuale”, per ogni e qualsiasi atto istintiuale, “genetico” se così piace al ministro, ma semplicemente umano, fra uomo e donna; ora si lasciano deportare sotto il naso dei figli che vivono in un contesto naturale con l’unica colpa di rifiutare il modus vivendi non ammesso dalla narrazione consumistica che ha apparecchiato le coscienze e le vite che verranno: fluidificati, considerati ciò che non puoi essere ma pretendi di esserlo lo stesso, non crescere mai, non assumerti le tue responsabilità civili e individuali, campa di capricci, di rivendicazioni e di scioperi, viaggia nel modo giusto, alimentati nel modo giusto, riscaldati, accogli, parteggia, vota nel modo giusto che è quello delle Baronesse e dei signori delle mazzette colossali in armi i quali, comprensibilmente, non vogliono nessuna pace.
Che cosa sarebbe questo regime di amorosi sensi nel senso dello Stato hegeliano, o del Leviatano provvidenzialistico che tutto vede, decide, risolve, amputa, deporta? A questo punto in cosa la nostra democrazia malata, negativa, differisce più da una dittatura scoperta, conclamata? Perché ancora si vota? Secondo elezioni truccate, i cui candidati sono decisi nelle segreterie dei partiti che li raccattano dai social, dai bordelli tipo Gintoneria, e se hanno plurimi precedenti, se tengono la fedina penale simile a una fogna è anche meglio, perché fanno effetto, li si può spacciare per vittime, martiri, eroi, negativi quanto volete ma pur sempre eroi?
Perché non dovrebbe candidarsi a questo punto quel Lacerenza che ha spuntato un patteggiamento osceno, dando in risarcimento 1 milione di euro in bottiglie di champagne, una roba surreale, demenziale, ma avvertendo, ho l’agenda piena di clienti e tra questi giornalisti, politici e magistrati? Il potere che si salda, si chiude, che comprende ed esclude: se sei dentro sei dentro, sei dei nostri, non importa come la pensi o fingi di pensarla e non contano i precedenti, sei dentro e trascorri una vita in vacanza, in top class, tutto spesato, servito e riverito; se sei fuori, stai sotto il potere verticale dello Stato paternalista ma all’occorrenza spietato, ti farai portare via i figli, ti farai curare avvelenandoti, subirai gli insulti del potere, dovrai votare chi ti piglia per il culo. Ma dai, ma che immonda faccenda sarebbe questa legge per considerare un uomo (bianco, tossico, di destra, che non piace a Cecchettin e alla sora Lella che lo candiderà) un mostro senza appello? L’aspetto più grottesco di tutta la faccenda è che la sinistra accusa la “destra” di autoritarismo e l’autoritarismo a questo punto c’è, ma come lo sogna, lo esige la sinistra.
Si aggiunga, ciò che nessuno ha ancora detto, che, per dottrina e giurisprudenza, il favoloso consenso “libero, attuale, informato”, che vuol dir niente et pour cause, non è tale solo in caso di violenza (percepita, cioè ad esclusivo estro della vittima, ovviamente femmina, la quale può ripensarci e considerarlo tale senza limiti di tempo e di improntitudine), ma anche in caso di inganno, ugualmente percepito: per commettere il reato potrà bastare non “informare” la partner riguardo alla propria situazione personale, ossia omettere, che so, di essere impegnato così come di svolgere una data attività piuttosto che un’altra, fino al vantarsi di essere più facoltoso di quanto non si sia, insomma l’eterno patetico darsi importanza, la ruota del pavone che gli umani dispiegano in senso sociale, quelle patetiche innocenti evasioni fantozziane, “hanno dovuto darmi ragione, in ufficio tutti mi stimano clamorosamente”. Siamo o non siamo alla follia?
E questa follia ce la ritroviamo, è il caso di dire, sui coglioni e non ne usciremo: sarà dura lex sed lex. Non risolverà niente come non lo risolve la educazione (omo)sessuale nelle scuole, in compenso esploderà la casistica delle povere vittime in cerca di vendetta, rappresaglia, risarcimento, riflettori o candidatura, affidata nella valutazione ai giudici dell’ANM, e, quel che è peggio, ci abitueremo perfino allo Stato preservativo, che ci osserva come neanche il Dio degli guardoni e dei crudeli, che tutto deve sapere e calcola i tuoi orgasmi. E li punisce. Sterili. Amputati. Deresponsabilizzati. Deumanizzati. Algoritmi sessuali, intelligenze artificiali erotiche.
Stiamo tutti qua a girarci intorno, a ripetere con eccesso di pudore, ma che è saltato in mente al Parlamento, alla maggioranza di governo di adottare una legge di questa fatta, per non passar da fascista, per accontentare la sinistra farneticante delle “non una di meno”, delle attiviste in carriera che vogliono far fuori le rivali non meno dei maschi. Ma non riceviamo (ovviamente) risposta e pochi, nessuno osa chiamare sul banco degli imputati, quanto meno per omertà continuata, la presidente del Consiglio, che fra tante indecisioni, scivoloni, compromessi, accomodamenti, questa deriva repressiva, da Stato voyeur, davvero, da “donna, madre, cristiana”, questa delusione bruciante se la poteva, se la doveva e ce la doveva risparmiare.
Max Del Papa, 23 novembre 2025
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@ Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


