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Caro governo, ma non bisognava dar retta agli scienziati?

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Dopo uno sgradevole ping pong tra governo, la Fondazione Luigi Einaudi, Tar e Copasir, finalmente giovedì 6 agosto, dopo la gentile “concessione” di Conte, sul sito della fondazione sono comparsi i verbali desecretati delle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico, sempre definito dalla Presidenza del Consiglio il faro in questi difficili mesi di emergenza. Concessione di questi atti da parte del governo che è stata solo parziale, essendo stati pubblicati, per altro non tutti completi, solo cinque verbali, con l’esclusione ad esempio di quelli non meno importanti riguardanti la questione della zona rossa nel bergamasco.

Ma veniamo al dunque: in essi si legge chiaramente che gli esperti avevano indicato delle chiusure differenziate, concentrandosi quindi soprattutto sulle zone dei focolai, senza per altro ordinare affatto, anche per queste ultime, una chiusura totale praticamente di tutte le attività “non essenziali”. Insomma, no al modello Italo-cinese, sì a un modello, potremmo dire, “europeo”, che fosse quindi in grado di tutelare la salute non solo fisica ma anche economica del paese. E qui non può non tornarci in mente quanto sostenuto da diversi mesi a questa parte da quelli che il governo e i media mainstream chiamano con spregio i “negazionisti” del virus, come il padrone di casa Nicola Porro.

Essi infatti fin da subito hanno posto l’attenzione sui rischi per la tenuta sia democratica, messa in serio pericolo dalla collezione di Dpcm di Conte (il quale tra l’altro il primo stato di emergenza decretato il 31 gennaio non se l’è fatto votare dal parlamento, a differenza del “dittatore” Orban), sia economica del paese, salvo essere derisi dal “Giornale unico del virus” come, sostanzialmente, degli incoscienti disposti a far morire milioni di persone pur di far girare l’economia, come se un crollo di quest’ultima non avesse alcuna conseguenza sulla vita delle persone…

Ora, dire che il Cts abbia dato ragione in pieno ai “negazionisti” come quelli del convegno del Senato, è ovviamente inesatto, poiché le posizioni sulle mascherine, in certi casi anche sul futuro vaccino, sul distanziamento sociale e soprattutto sull’atteggiamento da adottare verso i cittadini (terrorizzarli attraverso i media da un lato, rassicurarli dall’altro) sono davvero difficili da conciliare; ma d’altro canto abbiamo avuto la prova di come il governo Conte sia andato ben oltre la “scientocrazia” di cui è stato accusato. Qualcuno ritiene che la scelta del governo sia comunque legittima visto che si tratta di una scelta politica, il che è vero, ma perché hanno sempre affermato di agire “secondo i dettami degli esperti” e hanno anche attaccato chi, pure all’interno della maggioranza come Renzi, rivendicava il primato della politica su queste task force?