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La pandemia da Covid-19

Caro governo, sulla quarantena niente scherzi

Il ministro Schillaci starebbe valutando solo una riduzione di un giorno della quarantena. Bassetti: “Cambiare approccio sul virus”

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In questi giorni si sta discutendo sulla eventualità di ridurre le, a mio avviso, demenziali quarantene per i positivi al Sars-Cov-2. Positivi che, secondo molti studi prodotti dal professor Mariano Bizzarri, solo nel 30% dei casi lo sarebbero per il coronavirus, dato che con il metodo di amplificazione Pcr  la percentuale di errore sarebbe elevatissima.

Ma a parte ciò, stiamo ancora una volta alle prese con una forte limitazione delle libertà individuali, la quale impatta direttamente sul sistema economico, mandando in isolamento una stragrande maggioranza di persone in buona salute, “ree” di essere positive al tampone, e facendo ancora rischiare loro, nel caso violassero tale isolamento, una denuncia per epidemia colposa. Una epidemia che, vorrei ricordare con energia, appare clinicamente conclusa da tempo, così come sostengono da tempo i medici che operano in prima linea, tra cui Matteo Bassetti, che ha più volte  sottolineato come la malattia da Covid, ovvero la polmonite interstiziale bilaterale, sia scomparsa. 

Quindi, per sintetizzare, il sistema politico-sanitario continua ad imporre la citata limitazione della libertà individuale, relegando in casa i malcapitati attraverso una procedura assurda, per qualcosa di simile al raffreddore?  Una cosa dell’altro mondo. Attualmente chi è positivo può uscire 5 giorni dopo aver ufficializzato l’infezione se ha un tampone negativo. Però, teoricamente, può fare il test solo se è stato senza sintomi per tre giorni. 

Ebbene, da quanto riportano i giornali, il ministro Schillaci starebbe prendendo in considerazione la possibilità di ridurre a un giorno il tempo che intercorre dalla fine dei sintomi al tampone. Di fatto, anziché buttare nel cesso questa ennesima impalcatura illiberale messa in piedi dall’ex ministro Speranza, ci si limiterebbe ad una leggera concessione che non sposta di un millimetro il problema, mantenendo un regime di “sorveglianza” che non blocca il virus, ma solo la vita di chi capita sotto la mannaia di un tampone.

In merito a ciò, come riportato da la Repubblica, lo stesso Bassetti ha lanciato un vero e proprio appello al nuovo governo: “Mi auguro che si arrivi non alla riduzione della quarantena per i positivi al Covid, ma alla completa eliminazione. Credo che si debba necessariamente cambiare approccio su questo virus, levare l’obbligo di isolamento è lo strumento per una maggiore normalizzazione della convivenza con il virus. Spero di essere ascoltato, peraltro è stato già fatto in altri Paesi”. 

Ora, io comprendo che con l’arrivo dell’inverno, in cui le malattie respiratorie raggiungono il picco, l’attuale maggioranza non voglia offrire il destro al partito politico-sanitario del terrore virale, sempre pronto ad usare come una clava una pandemia infinita, tuttavia avendo di fronte un orizzonte temporale lungo, Giorgia Meloni ed alleati potrebbero pure correre il “grandissimo rischio” di emulare quel gran numero di nazioni civili che hanno eliminato ogni misura restrittiva. Staremo a vedere. 

Claudio Romiti, 5 novembre 2022