Caro Papa, ma cos’ha contro i regali di Natale?

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Santità, oggi è il Suo compleanno. Auguri! Da semplicissimo e umilissimo cattolico, non Le invio un regalo, perché, a quanto pare, per Lei i regali significano consumismo deteriore. Santità, ma perché se la prende con i regali di Natale?

È vero: il giorno in cui si celebra la venuta al mondo del Salvatore è stato contaminato da una mania consumistica spesso insensata. Ma è pur vero che il regalo, quando è fatto con il cuore alle persone che si amano, non è solo una nevrosi. Rifletta sulle parole: regalo-regale. Recare un omaggio a chi si ama significa testimoniare con un simbolo l’enorme valore che egli ha per noi. Non è il regalo in sé, ma quello che il regalo significa. È un gesto che serve a fermarsi un attimo, e a ricordare a chi diamo per scontato un dettaglio fondamentale: io ti voglio bene. Perché a parole non sempre ci viene bene.

Doni e cenoni

Il regalo è anche un pretesto di condivisione: è la gioia e la curiosità dei bambini, è la soddisfazione di genitori, nonni e zii. È un po’ come la tavola: al cenone e al pranzo, Santità, noi ci teniamo non perché abbiamo un irrefrenabile impulso d’abbuffarci, bensì perché cerchiamo un mezzo per rinvigorire la fiamma degli affetti. Non a caso, Gesù, a tavola, si sedeva spesso: arrivarono persino a dargli del “mangione e beone”. Non a caso, Gesù, a tavola fece la cosa più importante della sua “carriera”: istituì l’Eucaristia. Non a caso, la messa altro non è se non la rievocazione in forma simbolica di un banchetto.

Lei, Santità, ricorda che Gesù, Giuseppe e Maria, in quel primo Natale, vissero tante difficoltà. È vero. È vero pure, però, che secondo la tradizione, mentre Gesù era in fasce, gli fecero visita i Magi. E gli portarono – in regalo! – oro, incenso e mirra: tutti segni che confermavano la vera natura del Cristo. L’oro testimoniava, appunto, la regalità di Gesù; l’incenso ne sottolineava la divinità; la mirra, al tempo impiegata per la mummificazione, ne anticipava la morte in croce. E anche per questi saggi non furono tutte rose e fiori: per consegnare quegli omaggi al Bambinello, affrontarono un viaggio lunghissimo. Dovettero pure ingannare Erode, che tentava di sapere da loro dove si trovasse Gesù, per farlo fuori.

Chiesa obbediente o Chiesa sottomessa?

Lei, Santità, sostiene che i divieti ci aiuteranno a “purificare” il modo di vivere il Natale. Lo ha detto anche Giuseppe Conte, ma al contrario di lui, che è un opportunista, noi crediamo che lei sia sincero. Però noi fedeli siamo preoccupati dalla mitezza – per usare un eufemismo – con cui la Chiesa ha ingurgitato ogni restrizione, nonostante nelle parrocchie si rispettino scrupolosamente le norme anti Covid. C’era persino una suora che proponeva di sostituire il Natale con la “festa dell’incontro”. Obbedendo, avete dato un esempio di rispetto e sacrificio. Purché l’obbedienza non diventi resa. Non sarà che, presto, saremo costretti a rimpiangere il “clero refrattario”, cioè quei sacerdoti che, rischiando la vita, si ribellarono alla persecuzione antireligiosa dei rivoluzionari francesi?

Da ultimo, Santità, da semplicissimo cattolico, la inviterei a riflettere su una circostanza cui Lei, di solito, è molto attento: il lavoro. Dietro i regali, persino dietro il vituperato consumismo, ci sono i sacrifici e i bisogni di tante famiglie. Ci sono gli imprenditori, i dipendenti, gli esercenti, i commessi. Ci sono mamme e papà che quest’anno avranno difficoltà a comprare un giocattolino ai loro figli: dovranno inventarsi, forse, che Babbo Natale è finito in quarantena. Quei piccoli potranno fare a meno di una bambola o di un videogame. Ma pensi a quanta sofferenza, a quale orribile sensazione di fallimento, assaliranno i genitori.

Pensi – ma lo sa meglio di me – che persino Cristo, una volta, fece il consumista: quando Maria, la sorella di Marta, “prese una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso” e ne “cosparse i piedi di Gesù”. Si ricorda cosa successe? Che Giuda, quello che poi l’avrebbe tradito, s’indignò: “Perché quest’olio profumato non si è venduto per 300 denari per poi darli ai poveri?”. Gesù ribatté: “Lasciala fare […]. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Così, il Cristo ci spiega il senso del regalo: per chi non ama, ma adotta la logica utilitarista del maggior bene per il maggio numero, è uno spreco. Per chi ama, è un modo di comunicarlo, prima che sia troppo tardi. Quanti nonni, che il governo vuole tenere confinati per evitare che rischino di morire, prima del prossimo Natale saranno già morti?

Povertà ma non pauperismo

Certo, la povertà, ce lo dice il Vangelo, aiuta a santificarsi. Ma in quanto esercizio di distacco dalle cose che possediamo e che, a un certo punto, finiscono per possedere noi: è una maturazione spirituale che si può sperimentare financo nell’abbondanza. La povertà, invece, non aiuta in quanto miseria, in quanto mestizia, in quanto sofferenza fine a sé stessa. Insomma, Santità, un conto è la povertà e un conto è il pauperismo. Tornando all’episodio evangelico di cui sopra, Lei certamente avrà presente l’annotazione di Giovanni: “Questo egli disse”, commenta l’autore riferendosi allo sdegno di Giuda, “non perché gli importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro”.

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14 Commenti

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  1. Il 100% di condivisione, ma “chi di dovere” difficilmente lo condividerà. Il 1° S.Francesco non è attualizza-bile perché in tanti anni qualcosa è cambiato e quindi si è reso necessario, per non procrastinare la povertà, che ognuno dia il proprio contributo anche per chi allunga la mano per evitarne la perenne continuità.

  2. Forse nopn è cattivo (per quanto la distruzione per ripicca della piccola vigna di Benedetto XVI a Castelgandolfo …..). E’ solo una persona poco intelligente!

  3. Boh …. sono entrato in questo sito direttamente alla pagina due …. che a prima vista sembrava la pagina 1 ho tentato di passare alla due ovviamente senza riuscirvi ed allora ho commentato …. arrabbiato e con i dati di cui disponevo. Dopo il commento mi appare la pagina 1 che oramai non voglio nemmeno stare a leggere, vorrei correggere il mio precedente commento ma non si trova e forse non e’ piu’ modificabile …. Boh ….

  4. Quale articolo? Io sono riuscito a leggere solo le prome sette righe poi il passaggio alla seconda parte mi e’ precluso …. non funziona.
    Forse e’ perche’ alla richiesta di permettere l’uso dei coocki rispondo sempre “rifiuto tutto” come la legge consente. Questa richiesta di consenso e’ molto sgradevole molesta sempre e solo chi non desidera essere molestato … il programma controlla, vede che hao detto “non mi interessa” ed allora lo chiede ogni volta … una molestia continua che mi fa’ pensare ad una definizione del fenomeno:
    “Lo stalking è un reato che consiste in un comportamento persecutorio, reiterato, messo in atto da un soggetto persecutore, denominato ‘stalker’, nei confronti della sua vittima. Il comportamento di cui sopra si manifesta sotto forma di minacce, molestie e atti lesivi che provocano nella vittima paura e stati d’ansia.”

  5. Bellissimo articolo, mi piacerebbe che il Papa ne tenesse conto ma credo che non lo leggerà neppure. È un uomo troppo orgoglioso , poco incline all’autocritica come spesso lo sono stati nella storia i gesuiti.

  6. Mi dispiace molto con tutto il rispetto verso il Papa, ma per dare ai poveri non bisogna che si creino posti di lavoro e di conseguenza prodotti anche utili che vengono comprati anche per essere dare ai meno fortunati? Ora secondo il mio modesto parere il Santo Padre dovreb preoccuparsi della distribuzione di beni in modo uguale, viene facile parlare vivendo in un posto come un posto ricco e sontuoso come il Vaticano dove lui é il Re visto che lo stato vaticano é una monarchia mentre
    gli italiani soffrono. Mi dispiace ma il Santo Padre dimostra di non conoscere gli Italiani anche se lui ha origgini italiane.

  7. Il Papa ce l’ha coi regali perché ignora completamente la teologia che sta dietro al Natale. Cristo è il dono fatto da Dio all’uomo, il massimo dono che l’umanità potesse ricevere; davanti a questa meraviglia ciascuno è chiamato a farsi dono per gli altri. Io l’ho appreso da autori della Compagnia di Gesù. Potrebbe leggerseli anche lui.

  8. “COMUNIONE/COMUNISMO.”

    1) NAZIONALSOCIALISMO = NAZIONE + SOCIALISMO.
    2) REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE.
    Come vedi, non sempre le parole mantengono ciò che lasciano credere.

    • Il linguaggio è una rappresentazione più o meno accurata di ciò che si vorrebbe esprimere; poi in molti casi si fa l’impossibile per dire il contrario di quello che si dovrebbe.

  9. Ottimo articolo. Non entro in merito a polemiche “pro o contro” il Papa perché non mi interessa, dico solo che a me Rico ha fatto molto riflettere.. in particolare quando parla dei nonni che forse i nipoti non vedranno il prossimo Natale perché nel frattempo saranno morti (anche se non di Covid magari..); mio padre ha 94 anni e né io né mia figlia di 8 anni lo vedremo questo Natale, per colpa di queste restrizioni, quantomeno criticabili… non posso che dire: continua a resistere papà!

  10. Tutto chiuso per le feste natalizie ? Ok , allora chiuse anche le chiese xchè il culto della religione cattolica puo arrivare traquillamente senza far uscire la gente di casa per non fargli correre il rischio del contagio del virus …. per i cinema chiusi c’è un alternativa che sia chiama netflix e non solo . per la musica c’ un alternativa che si chiama itunes e streaming fatti dai teatri .. e che anche la religione cattolica sia messa in onda nel web e poi ognuno faccia la suo offerta al numero solidale xxxxxxxxx . LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI altrimenti ognuno potrebbe avere il suo luogo di culto …..

  11. Non farò mai un augurio a questo papa ha il potere di fare perdere la fede, cosa ci vede nei regali di sbagliato ” posti di lavoro persi, malattie, persone sempre più povere, ma certo lui è tranquillo in Vaticano mangia fa quello che vuole pensa ai migranti e agli italiani sempre più poveri cosa dice? Farebbe bene a non parlare più

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