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Caro Porro, 7 motivi per cui Zingaretti ha rovinato il Pd

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Buonasera Direttore Porro,
le scrivo con la speranza di raggiungere, tramite lei, qualcuno ai piani alti del Nazareno.
Parto subito con la domanda: occorre proprio aspettare il giorno dopo le elezioni per chiedere le dimissioni del segretario del Pd? Sono stato un elettore di questo partito, ho in diversi casi mandato giù bocconi amari, sono figlio di un operaio che aveva la tessera della Cgil e non ho mai votato un partito estremista.

Mi chiedo però se esiste un valido motivo che faccia sì che Nicola Zingaretti resti a capo del maggior partito riformista di questo paese. Davvero riformista poi? Cosa imputo a quest’ultimo?
Primo: ha accettato di allearsi con chi in passato gli ha dato come minimo del ladro, passando da ruba bambini (vedi Bibbiano) fino ad essere appellati “cancro del paese”.

Secondo: ha resuscitato un partito, anzi movimento, ormai morto. In caso di elezioni il M5s non avrebbe mai superato il 10%.

Terzo: ha dovuto rimangiarsi i tre passaggi parlamentari sulla riforma costituzionale solo per formare il governo come condizione sine qua non imposta dal M5s.

Quarto: durante le trattative per la formazione del governo aveva dapprima messo il veto sul premier Conte (subendolo), poi mettendolo su Di Maio (promosso poi alla Farnesina).

Quinto: non è ancora riuscito a far accettare i soldi del Mes voluti da buona parte del Pd (in più sono prestiti senza condizioni particolarmente gravose ed a interessi irrisori).

Sesto: il Pd si attesterà comunque vada una parte di sconfitta al referendum.

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Franco P
Franco P
14 Settembre 2020 17:40

Mannaggia a quel comunistaccio di Zinga che invece di lasciare il campo al sobrio Salvini e al lucido Berlu, fa piangere il nostalgico Andrea e tanti sapienti commentatori. Non è che avvertitite sullo sfondo un rumorino di rosicamento?

rosario nicoletti
rosario nicoletti
14 Settembre 2020 15:17

Non capisco il senso della lettera. Trovo Zingaretti un segretario degno del partito che rappresenta. Non ha sbagliato tutto: ha navigato semplicemente sulle onde, vista la sete di poltrone di tutti i cacicchi del PD.

Guido Moriotto
Guido Moriotto
14 Settembre 2020 7:29

Il partito di Zingaretti, ma anche di Occhetto, D’Alema, Veltroni, Franceschini, Fassino non ha mai voluto fare i conti con la storia e la sua storia. Bisognava rileggere criticamente la vicenda del comunismo da Marx a Lenin, le basi teoriche della nascita del lontano partito. L’adeguarsi per decenni sotto la guida dell’URSS, scambiata incredibilmente per una situazione più avanzata quando quella realtà nulla c’entrava con l’occidente ed era espressione eventualmente di una realtà molto più arretrata. Il partito non ha mai fatto i conti con il periodo fascista e il post-fascismo in modo serio e storico, rifiutando anche il contributo di uno scrittore e giornalista di sinistra come Giampaolo Pansa. Ha continuato in maniera manichea a usare l’accusa di “fascista” strumentalmente contro forze politiche avversarie quando non aveva e non ha argomenti. Persi i principi antichi e mai elaborati principi attuali e nuove basi culturali è diventato un partito che punta solo al potere. Il potere è l’unico collante che tiene insieme un partito sempre al governo dal 2011 pur non avendo mai vinto le elezioni. In questo contesto di mancato riconoscimento degli avversari politici e del loro diritto a governare col consenso del voto, anche il definirsi “partito democratico” diventa ambiguo perché nella impostazione che continua ad essere subdolamente totalitaria, significa sotto sotto che gli altri non lo sono.… Leggi il resto »

Tannino
Tannino
14 Settembre 2020 2:02

Mi dispiace per il signor Andrea. Percepisco tutta la sua amarezza, ma crede in una sinistra che non c’è più. Forse che non è mai esistita, se non nelle illusioni di chi pensa alla sinistra come “partito del popolo.” Da quando da partito di lotta (PCI) è passato a partito di governo, dopo la dissoluzione del PSI con Tangentopoli e la caduta della Prima Repubblica, con i vari PDS, DS e PD, la sinistra è diventata come il PD americano (da cui peraltro tempo fa ha preso definitivamente il nome e ne segue pedissequamente le orme): l’interlocutore dei poteri forti, non del popolo che tratta come gregge, di cui si serve esclusivamente per “estrarre” la mera legittimità a governare, ovvero i suoi voti, altrimenti sarebbe un partito autarchico e demofobico, praticante l’oligarchia, come sta appunto oggi ampiamente dimostrando.

Premesso questo, bisogna stare attenti perché, in caso di disfatta, Zingaretti sta assumendo le caratteristiche tipiche del capro espiatorio, vittima sacrificale (così come potrebbe esserlo Conte, in caso di emergenza…). O di utile idiota, come la storia del PD (fu PDS-DS) ci insegna.

ARMANDO TERRAMOCCIA
ARMANDO TERRAMOCCIA
13 Settembre 2020 23:29

Meno male che Zingaretti c’è ! E’ quello che dicono i suoi avversari politici. ! Lui , lo Zingaretti ( non il dizionario d’Italiano perso da Di Maio ) sta studiando come sopravivere in politica da Ex ..

Alessandro Caroli
Alessandro Caroli
13 Settembre 2020 23:26

Al PD hanno messo il Zingaretti sbagliato. Bastava un attore, ci hanno messo un pupazzo.
E comunque che governo abbiamo, con un dittatorucolo con poche idee, ma confuse; un pupazzo (vedi sopra); un guitto pregiudicato; un voltagabbana che di referendum ne ha già perso uno; infine una che ha costruito la sua carriera politica su aborto, droga libera ed eutanasia?

lucia
lucia
13 Settembre 2020 21:24

Zingaretti ha perso l’occasione della sua vita quando per ragioni di poltronite ha accettato di governare con chi ha vessato il suo partito durante tutta la campagna elettorale: ma lui comunque ride

Werner
Werner
13 Settembre 2020 20:20

Il voto anticipato avrebbe salvato il M5S dall’estinzione. Invece Grillo e soci hanno preferito compiere l’abbraccio mortale con il PD.