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Caro Porro, 9 domande sui divieti natalizi

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Caro dottor Porro,

Pongo alcuni quesiti relativi all’ultimo Dpcm riguardante soprattutto i divieti del periodo natalizio.

1. Mi chiedo quanti rappresentanti delle forze dell’ordine (polizia locale, polizia, carabinieri, ecc…) sfrutteranno la loro posizione per aggirare il divieto di uscire dal proprio comune?
2. Mi chiedo quanti parlamentari sfrutteranno la loro posizione per aggirare lo stesso divieto?
3. Mi chiedo quanti politici, più o meno famosi, sfrutteranno la loro posizione per aggirare il divieto?
Ve lo immaginate il sindaco di un comune sanzionato dalla polizia locale del comune limitrofo!!
4. Mi chiedo quanti operatori sanitari (medici, infermieri, ecc.) sfrutteranno la loro posizione per aggirare il divieto?
5. Mi chiedo quanti magistrati sfrutteranno la loro posizione per aggirare il divieto?
6. Mi chiedo quanti operatori della Protezione Civile sfrutteranno la loro posizione per aggirare il
divieto?
7. Mi chiedo quanti componenti delle Forze Armate sfrutteranno la loro posizione per aggirare il divieto?
8. Mi chiedo quanti famosi appartenenti al mondo dello spettacolo sfrutteranno la loro posizione per aggirare il divieto?
9. Alla fine chi realmente resterà all’interno dei confini del proprio comune?

Ma naturalmente i soliti stupidi che rispettano le regole, che non possono aggirarle o che hanno i parenti residenti nello stesso comune. Mi sorge poi spontanea una domanda: quali saranno i risultati di questa immane scemenza?

Ma i seguenti naturalmente: avremo una impennata di traffico (come quello delle ore di punta in una grande città) nelle giornate del 23,24 e 27, magari anche del 26 pomeriggio sfruttando il fatto che
“è sempre possibile il rientro alla propria abitazione”. Senza contare l’esodo da nord a sud già ampiamente anticipato.

Avremo il personale addetto ai controlli sulle strade che non sarà tanto contento di starsene lì i giorni di Natale e Santo Stefano. Avremo revocate tutte le ferie ed i permessi di questo personale con relativo aumento delle ore di lavoro straordinario ed annessa retribuzione straordinaria, ovviamente a spese del cittadino che già non è abbastanza vessato. Avremo il povero virus che potrà contagiare solo fino alle 22 della vigilia e poi dovrà trascorrere il Natale anche lui in solitudine senza incontrare nessuno. Avremo un mucchio di persone che dovranno starsene a casa da soli in attesa che politici, virologi, immunologi ed esperti vari decidano il da farsi, cosa peraltro assai ardua.