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Caro Porro, aziende falliscono per il Superbonus e il governo se ne frega

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Stimatissimo dr Porro,

siamo un’azienda del territorio emiliano, specializzata da oltre vent’anni nell’attività di ristrutturazioni e tinteggi. Lo scorso anno abbiamo colto con favore ed ottimismo quella che ci appariva una grande opportunità di crescita e sviluppo attraverso i bonus edilizi messi a disposizione dal governo. La nostra piccola azienda si è impegnata nella formazione e nello studio di tutti i requisiti che occorreva rispettare per poter offrire ai nostri clienti la possibilità di accedere ai lavori attraverso lo sconto in fattura.

Questo servizio non solo ha richiesto impegno e costi da parte nostra nell’espletamento delle pratiche, ma soprattutto ci ha spinto ad investire in risorse umane che abbiamo assunto, formato e seguito nell’inserimento in cantiere. Abbiamo avuto fiducia nel nostro governo e nel nostro sistema Paese, tanto che abbiamo chiesto finanziamenti di liquidità importanti che ci consentissero di far fronte nell’immediato alle spese di materiale e di manodopera, nell’attesa di poter cedere i crediti fiscali rinvenienti dagli sconti in fattura applicati e incassare finalmente il prezzo del nostro lavoro. Non Le nascondiamo che fin da maggio dello scorso anno abbiamo iniziato ad avere difficoltà ad incassare il dovuto, stante i tempi lunghissimi impiegati dal nostro Istituto di credito per validare le pratiche.

A quel punto abbiamo deciso di ampliare i rapporti con gli Istituti per poter cedere i crediti a più soggetti, ivi inclusa Poste Italiane, il che ha richiesto mesi di attesa per essere censiti. Nel contempo continuavamo a lavorare indefessamente, stante l’imminente scadenza del Bonus facciate alla fine dell’anno, e abbiamo continuato a caricare i nostri crediti nelle varie piattaforme degli intermediari accreditati. Abbiamo affrontato con tenacia lo stop improvviso causato dall’introduzione del decreto Anti frode del 12 novembre 2021 e ci siamo attivati per sottoporre ad asseverazione e visto di conformità i cantieri benché già conclusi e già fatturati, come imponeva il decreto. Abbiamo fatto fronte all’ulteriore stop causato dal governo con l’introduzione di nuove misure nella legge di Bilancio.

Tutti questi stop and go del governo hanno consentito agli intermediari finanziari, cessionari dei nostri crediti fiscali, di sospendere il servizio da un giorno all’altro, sospensione che si è protratta per mesi. Addirittura Cassa Depositi e Prestiti, che per noi rappresentava una garanzia di serietà essendo di emanazione del Ministero delle Finanze, è stata la prima a ritirarsi dal servizio lasciando noi clienti senza una risposta rispetto ai crediti giacenti da mesi presso il loro canale di acquisizione intermediato da Artigiancredito. Tutto questo per giungere oggi, a distanza di oltre un anno, con svariate centinai di migliaia di euro di crediti fiscali fermi in attesa di cessione. Non si riescono ad ottenere risposte sui tempi di liquidazione dal momento che tutti gli intermediari si appoggiano a piattaforme digitali che non consentono di parlare con nessun responsabile e brancoliamo nel buio privi di riscontri.

Ora ci ritroviamo – a non avere alcuna pallida idea se e quando mai potremo incassare il frutto del nostro lavoro; – a dover far fronte a finanziamenti richiesti nell’ottica di sostenere per un paio di mesi l’esborso anticipato legato ai cantieri;- a dover far fronte al pagamento di stipendi e contributi di personale assunto in base ad un piano finanziario che il governo non ha rispettato;- a dover far fronte ad esborsi di erario e tasse che lo Stato ci intima di pagare quando lui in primis non sta rispettando il patto fatto con i cittadini e le aziende.

Tutta questa triste e sfiancante vicenda ci lascia ora sfiduciati e arrabbiati nei confronti del nostro governo che siamo certi sia stato non solo consapevole ma anche artefice del bluff architettato ai danni di tante piccole aziende la cui imminente fine peserà sulle sorti già difficili di questo Paese. I media finora hanno parlato unicamente delle frodi effettuate da alcuni attraverso i bonus, ma nessuno approfondisce la condizione in cui si trovano oggi molte aziende serie che ci stanno rimettendo solidità, continuità e futuro dei dipendenti, a causa di un governo che ha consentito ed agevolato la truffa ai danni di piccoli imprenditori ed artigiani che restano i soli esposti. È come se lo Stato avesse invitato tutti i cittadini a rifarsi gratis la casa a carico delle aziende fornitrici. E così è stato: tutti, Stato compreso, hanno raggiunto senza alcuno sforzo e spesa il loro obiettivo ad esclusione di chi ha fornito il servizio.

Non abbiamo sentito nessuna Associazione di categoria, da Confindustria a Confartigianato, dal Cna ai rappresentanti del settore edile farsi portavoce e battersi per questa grave ingiustizia che in tanti stiamo subendo. Chi è rimasto impigliato nelle maglie delle nuove normative non sono i truffatori che in gran fretta hanno incassato senza investire tempo nella documentazione a supporto, ma le azienda che con grande cognizione di causa hanno lavorato in ottemperanza a tutte le normative e nel rispetto di una burocrazia farraginosa.

Ora chiediamo a Lei di dare spazio e voce a questa situazione che si sta facendo oltremodo insostenibile e che se non risolta nel breve avrà conseguenze drammatiche per il settore e i dipendenti, oltre che per tutto l’indotto degli artigiani coinvolti.
Con speranza di pubblicazione e soprattutto di un suggerimento per ottenere un intervento da parte di chi di competenza.

Il legale rappresentante
Matteo Giampietri
G.M. Tinteggi Srl