Commenti all'articolo Caro Porro, aziende falliscono per il Superbonus e il governo se ne frega

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Edoardo Moscarelli
Edoardo Moscarelli
20 Giugno 2022 19:32

Comprendo l’amarezza da ex imprenditore, stesso settore, buttato fuori con il fallimento per non aver voluto pagare alla Tagliabue S.p.A l’importo di due decreti ingiuntivi – revocato il più elevato dopo 10 anni, lavori mai eseguiti ma dati eseguiti non avendo pagato MAZZETTA al capo ufficio tecnico comune di Desio, Rosario Perri, denunciato inutilmente alla Procura di Monza, sponsor della Tagliabue, protetto quindi, collegato alla ndrangheta – “barone nero” – notizie dai giornali – Il PM intercettò il Perri che riferiva al figlio di aver € 2.000.000 in Svizzera e € 600.000 nei tubi di casa. Non subì nessun processo o fu assolto.

fabrizio carbonera
fabrizio carbonera
20 Giugno 2022 8:46

Non mi spertico alla ricerca di motivazioni politiche, economiche, di settore o di clientela, io vedo solo il comportamento di uno stato che sicuramente non è in grado di mantenere i suoi impegni con i cittadini. Non mi interessa sapere il xchè o il xcome, vedo solo una grande truffa nei confronti di chi onestamente ha creduto.
Il risultato è che nessuna azienda e nessun cittadino darà credito alle iniziative di uno stato pasticcione, incapace e inutilmente e burocraticamente farraginoso.
È però necessario che la gente, se ne ricordi al momento opportuno evitando inutili lamenti dopo.

Antonio
Antonio
19 Giugno 2022 10:05

Basta storie è stato architettato un piano ben studiato per evitare una crisi occupazionale e rimettere in moto un economia FALSA il tutto a spese delle aziende con un piano miope che spostava il problema di 2/3 anni, con la conseguenza di ritrovarci con molte meno aziende
Bisogna indagare se è chi sono i mandandi e chi gli esecutori e metterli in galera
Questa è una truffa bella e buona

Pigi
Pigi
19 Giugno 2022 7:31

Tutto quello che si vuole su una legge assurda, ma non si può cambiare improvvisamente anche per chi ne sta usufrendo.
Qui non si tratta dei soliti incentivi per l’acquisto di elettrodomestici o auto elettriche: qui si tratta di lavori che durano mesi, che impiegano lavoratori e materiali, per i quali i finanziamenti vengono interrotti per colpa dell’improvviso ripensamento della patocrazia governativa.
Coloro che puntano il dito sull’uso distorto del denaro, dovrebbero pensare che stanno spianando la strada al prossimo default, che potrà essere giustificato con il cattivo uso del denaro pubblico da parte dei precedenti governi.