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Caro Porro, basta demonizzare i locali

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Cosa è indispensabile e cosa non lo è!? In questi ultimi giorni si fa un gran parlare di quello che non è necessario nella quotidianità. Ma cosa è davvero fondamentale e cosa non lo è? Ci sono imprenditori che hanno investito, non solo denaro, in attività serali e notturne. Come in tutti i settori c’è chi gestisce queste attività con superficialità e menefreghismo, ma la stragrande maggioranza lo fa con professionalità, dedizione e rispetto delle regole.

In queste ore, sei righe scritte male (sei righe, dico sei, per regolamentare uno dei settori più variegati e complessi del commercio) hanno messo in ginocchio un comparto già colpito prima, durante e dopo il lockdown della primavera scorsa. Ma con quale barbaro coraggio qualcuno si annovera il diritto di definire un’attività “non fondamentale”. Ma soprattutto “non fondamentale” per chi? Per il cittadino, forse… eppure di cose non fondamentali per i cittadini che vanno regolarmente avanti ce ne sono moltissime. Sia ben chiaro, quindi, che il sacrificio non lo sta facendo l’avventore, bensì il titolare di quella singola attività.

In conclusione, se limitare l’attività del segmento commerciale serale e notturno è una delle soluzioni al problema sanitario, i gestori non si opporranno e daranno il loro contributo come hanno già dimostrato di saper fare. A patto, però, che non venga calpestata la propria dignità e che venga loro riconosciuto il ruolo di impresa… e non solo a parole!
Finché ci sarà una sola famiglia che si sostiene operando nel settore serale, quel settore sarà fondamentale tanto quanto tutti gli altri!

Massimo Pesce – 33 anni
Titolare di Distilloshop Potenza

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Pippo
Pippo
20 Ottobre 2020 0:13

Cecco61, volentieri glielo spiego: mi riferivo non alle discoteche ma ho preso ad esempio tutti quei locali, sparsi in città ma immagino anche in cittadine, dove non esistono tavoli per sedersi (se non 3 o 4 tavolini fuori dal bar/locale) e dove all’esterno sostano, assembrate, centinaia e centinaia di persone, in uno spazio molto ristretto. Queste persone non sono sedute ai tavoli ma in piedi, ammassate, ed acquistano alcool che bevono in piedi fuori dal bar/locale. Conosco benissimo la strategia di creare assembramento fuori dalle discoteche per attirare clientela (ora sarebbe scorretta, ne conviene?) ma non mi riferivo a questi assembramenti/operazioni di marketing, bensì a quelle (tante) situazioni fuori da alcuni (non pochi) locali/bar di diverse zone della movida cittadina. Sono d’accordo con lei, per colpa di qualche gestore furbacchione, impavido e menefreghista, ora ci rimettono tutti i gestori, anche quelli che si sono impegnati per servire ai tavoli e sacrificati con sforzo e lavoro. Allora le chiedo: perché questi ultimi non se la prendono con i gestori di locali che hanno creato caos e assembramenti ingestibili e se la prendono invece con il governo? In parte le do ragione: andavano chiusi SOLO quei locali che spudoratamente non seguivano le regole. Io non so dove viva lei, io vivo in una grande città e vicino a zone di grande “movida”.… Leggi il resto »

Nedo Micci
Nedo Micci
19 Ottobre 2020 15:27

A proposito di Svezia… c’e’ una cosa che puo’ favorire un numero piu’ basso di contagi… sono le relazioni umane. I giovani se ne vanno presto di casa e le occasioni per frequentare i genitori in Svezia sono piu’ rare che da noi. Le nostre relazioni, al contrario, sono tra genitori, figli, nonni e nipoti improntate al ” pappa e ciccia”. In Svezia non e’ cosi’… ovvero in soldoni e’ un fatto di costume che depotenzia la circolazione del virus. Chiaro no? Anche tra familiari ci si vede meno.

Pippo
Pippo
19 Ottobre 2020 10:32

Quindi la soluzione per voi è lasciare assembramenti di centinaia di ragazzi ammassati senza mascherina fuori dai locali dalle 22 fino alle 4 del mattino? Per capire, a parte lamentele e scrivere poveri gestori di bar, quale soluzione individuate voi. I gestori dei bar dove erano quando avevano centinaia di persone ammassate fuori dai loro locali? Non si sono accorti perché troppo impegnati ad incassare soldi a palate? Avete visto con i vostri occhi che tipo di assembramento o ammassamento di gente c’era? A giudicare da ciò che commentate, sembra di no.

Alex
Alex
19 Ottobre 2020 9:13

“Ma con quale barbaro coraggio qualcuno si annovera il diritto di definire un’attività “non fondamentale”. Ma soprattutto “non fondamentale” per chi?”
RISPOSTA: per la collettività.
Ci sono servizi e prodotti che non sono, obiettivamente, fondamentali. Il 70% delle fabbriche nel mondo produce beni non necessari (per vivere).
Ovviamente qualsiasi attività e produzione di beni produce ricchezza e posti di lavoro (insieme ai profitti dell’imprenditore) e questo è un bene.
Tuttavia in un momento di emergenza mondiale alcune attività non necessarie devono essere chiuse o limitate e il governo deve sostenere gli esercenti con sussidio mensile e ristoro delle loro spese anche con sospensione (come è stato fatto) delle cartelle esattoriali.
La ripresa sarà lenta e difficile ma le persone piano piano riprenderanno a consumare e gli esercenti riprenderanno i loro profitti.
Che altro si può fare?

Laval
Laval
19 Ottobre 2020 8:13

Mentre gli italiani vengono tartassati in ogni modo i clandestini untori infetti pascolano tranquilli per l’Italia e nessuno ne parla.

Gabriele Pelagracci
Gabriele Pelagracci
19 Ottobre 2020 6:46

Che lo Stato non faccia nulla per le attività “meno necessarie” è normale, considerando che fa quasi nulla anche per quelle necessarie! Ma pensiamo un po’ in un’altra direzione….. e se la crisi economica post-covid non fosse un danno collaterale, ma il fine, così non quadrerebbero i “CONTI”?

Antonio
Antonio
19 Ottobre 2020 1:29

Le sue considerazioni sono condivisibili perche’ tutte le attivita’ sono di pari dignita’, ma purtroppo la ristorazione ed i bar diversamente da una azienda meccanica o da qualsiasi altra che produce beni di consumo e durevoli , “produce” , lavorando con la socialita’ e la presenza della gente, per forza di cose assembramenti (piu’ i bar e pub che altro). Essendo quindi attivita’ dedicate allo svago e al tempo libero non vengono considerate essenziali come puo’ essere per esempio l industria tessile, alimentare, meccanica o del commercio, che hanno milioni e milioni di lavoratori in piu’. Una azienda meccanica ha i suoi dipendenti che entrano singolarmente, sono controllati, non hanno grandi problemi sul distanziamento, usano le mascherine, produce beni durevoli e di consumo, rischio contagio molto basso. E’ chi lavora per il tempo libero della gente che viene penalizzato, ma siccome il rispetto delle regole negli assembramenti fuori dai locali e’ praticamente pari a zero o poco piu’, purtroppo per evitare la propagazione del contagio, visto il generale menefreghismo dei clienti e lo scarso uso della mascherina , e’ la sopressione della possibilita’ di assembrarsi alla c…….o. Tutti i paesi europei hanno agito in tal modo, anzi rispetto a noi, la maggior parte ha proprio chiuso di brutto o inasprito ancor piu’ di noi le restrizioni, insomma per i locali… Leggi il resto »

Patti
Patti
18 Ottobre 2020 22:32

Sig.r Massimo, come Lei ha ben spiegato, ogni attività “non è fondamentale” se un giuseppi qualsiasi e la task force di ignoranti di cui si circonda, “pensa” o gli viene suggerito… che “non è fondamentale”. Ma ogni attività è fondamentale nell’istante in cui gli viene dato il permesso di aprire… È fondamentale perché crea lavoro, dà lavoro a terzi, fa girare l’economia di quella città nella quale ha aperto, illumina e rende viva la via nella quale è ubicata, diventa un punto di riferimento per chi la frequenta, e via dicendo. Ogni attività è fondamentale, nel momento in cui, dietro ad ogni negozio, bar, ristorante, palestra, centro estetico, etc etc, ci sono persone e famiglie che hanno investito soldi e speranze, sudori e sacrifici. Ma se un giuseppi qualsiasi, decide che un’attività “non è fondamentale” perché c’é il covid, allora giuseppi e chi per lui, DEVE AUTOMATICAMENTE DARE UN SOSTEGNO CONCRETO ED IMMEDIATO AI TITOLARI di quell’ATTIVITÀ che si ritiene “non fondamentale”, per tutto il tempo in cui essa resterà chiusa… Senza se e senza ma…E senza scuse di “click day” o cavolate del genere, come successo da febbraio in poi. Non si faccia abbattere da questo momento di sconforto ma AGISCA e faccia sentire già da ora la sua voce e la voce di tutti quelli che, come Lei,… Leggi il resto »