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Caro Porro, basta demonizzare i locali

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Cosa è indispensabile e cosa non lo è!? In questi ultimi giorni si fa un gran parlare di quello che non è necessario nella quotidianità. Ma cosa è davvero fondamentale e cosa non lo è? Ci sono imprenditori che hanno investito, non solo denaro, in attività serali e notturne. Come in tutti i settori c’è chi gestisce queste attività con superficialità e menefreghismo, ma la stragrande maggioranza lo fa con professionalità, dedizione e rispetto delle regole.

In queste ore, sei righe scritte male (sei righe, dico sei, per regolamentare uno dei settori più variegati e complessi del commercio) hanno messo in ginocchio un comparto già colpito prima, durante e dopo il lockdown della primavera scorsa. Ma con quale barbaro coraggio qualcuno si annovera il diritto di definire un’attività “non fondamentale”. Ma soprattutto “non fondamentale” per chi? Per il cittadino, forse… eppure di cose non fondamentali per i cittadini che vanno regolarmente avanti ce ne sono moltissime. Sia ben chiaro, quindi, che il sacrificio non lo sta facendo l’avventore, bensì il titolare di quella singola attività.

In conclusione, se limitare l’attività del segmento commerciale serale e notturno è una delle soluzioni al problema sanitario, i gestori non si opporranno e daranno il loro contributo come hanno già dimostrato di saper fare. A patto, però, che non venga calpestata la propria dignità e che venga loro riconosciuto il ruolo di impresa… e non solo a parole!
Finché ci sarà una sola famiglia che si sostiene operando nel settore serale, quel settore sarà fondamentale tanto quanto tutti gli altri!

Massimo Pesce – 33 anni
Titolare di Distilloshop Potenza