Ascolta l'articolo
0:00
/
--:--
Caro Porro, l’arte e la musica per principio nascono libere da barriere o etichette ideologiche. O almeno, così dovrebbe sempre essere. Prendo spunto dalla recente contestazione di una ragazza che (per qualche secondo di Warholiana fama?) per la presenza di Matteo Salvini al concerto presso “L’Agnata”. Vorrei esprimere una profonda preoccupazione sulla deriva intrapresa dal nostro dibattito culturale. Nella mia esperienza personale, mi è capitato molte volte di assistere a concerti di artisti dei quali non condividevo affatto l’ideologia politica, ma che apprezzavo immensamente per il loro valore artistico.
Chi ha vissuto gli anni ’70 ricorda bene come fosse difficile trovare musicisti non schierati politicamente a sinistra. Ovviamente anche per evidenti motivi economici: se non ti esibivi alle Feste dell’Unità, rischiavi di rimanere tagliato fuori dai circuiti principali. Bannato come si direbbe ora! Basti ricordare il vero e proprio ostracismo culturale subito da giganti come Lucio Battisti negli anni ’70 per non essere “abbastanza impegnato politicamente” o fraintendendo una copertina di un album con le mani alzate. O da Enrico Ruggeri negli anni ’80 per essersi rifiutato di essere etichettato.
Pensavamo di esserci lasciati alle spalle quella stagione di intolleranza, ma i segnali odierni preoccupano. Quale sarà il prossimo passo? Un “pass ideologico” rilasciato contestualmente al biglietto per partecipare ai concerti? Sulla falsariga di quella “patente” da sottoscrivere auspicata per partecipare ai festival letterari? Il discorso, sia chiaro, è bidirezionale: altrettanto fastidioso è l’atteggiamento di quegli artisti che usano il palco di un concerto per fare endorsement politico, confondendo la libertà dell’arte con la propaganda.
Leggi anche:
Se l’appartenenza o il gradimento politico diventano il filtro per accedere o godere dell’arte, siamo decisamente sulla cattiva strada. Senza contare l’evidente cortocircuito ideologico proprio di coloro che fanno dell’inclusione la loro bandiera ma vorrebbero invece escludere da una manifestazione qualcuno che non si prostra al loro pensiero (unico) accusandolo di non saper capire il significato delle parole di un determinato artista (… che ovviamente capiscono soltanto loro). Cordiali saluti,
Ps: Evito infine di soffermarmi sulle parole di una ragazza che pur non avendolo conosciuto (per ragioni anagrafiche!) si erge a portavoce del proprio nonno!!
Alessandro Monteverdi, 13 agosto 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


