Caro Porro, cari Commensali,
chiedere di essere ascoltati quando si vive una situazione surreale (come è capitato a chi scrive) che inizia due giorni dopo l’ultima tornata elettorale per le europee nel giugno 2024 e che si è prolungata sino a oggi, relegato in uno scalo aeroportuale perché alcune leggi dello Stato volutamente ignorate o dolosamente disapplicate dagli enti territoriali é facile. Non è invece una consuetudine italiana diffusa riconoscere il giusto merito alle persone che hanno contribuito indirettamente e inconsapevolmente alla soluzione della situazione che vado brevemente a riepilogare.
Sono nuovamente io, Joseph Cavallari, il cinquantaduenne affetto da tetra paresi spastica a cui era stato negato il diritto di esercitare il proprio dovere di cittadino-elettore. Prima di Natale l’amico Max Del Papa ha scritto un articolo sulla mia condizione che vivevo e vivo tuttora all’Aeroporto Caravaggio di Bergamo. Chi ha seguito l’intera mia situazione conosce l’esatta evoluzione della mia “Odissea”, senza raccontare dettagliatamente l’intera vicenda. Dopo un anno in cui mi sono rivolto a chiunque avesse le potenzialità reali per risolvere la situazione repentinamente senza scendere a compromessi che avrebbero limitato in modo irreversibile la mia capacità di agire, sono qui a condividere con la comunità che mi ha adottato ormai da quasi un anno la gioia nel vedere avvicinarsi il traguardo del riacquisto della dignità di cui sono stato privato da parte delle istituzioni competenti. Come la maggior parte di coloro che leggono abitualmente questa testata, cari Commensali, sapranno che nel febbraio 2023 ho subito uno sfratto esecutivo. Dopo un periodo di un anno e mezzo trascorso in un agriturismo nella città ducale di Urbino dove mi sono laureato in giurisprudenza nel 2005, sono tornato in Lombardia. Qui ho riacquistato la mia indipendenza di movimento e una certa tranquillità mentale.
Trascorsi alcuni mesi in un albergo a Milano, con l’avvicinarsi dell’elezione europee sono tornato a Bergamo, a causa dei costi insostenibili dell’albergo. I Commensali che conoscono l’intera storia sanno che non posso usufruire di qualsiasi struttura ricettiva, ma devo trovare determinate caratteristiche che non sto qui a elencare. L’11 giugno 2024 torno a Bergamo cercando di ottenere un posto presso la Caritas diocesana per il tempo necessario per rinnovare i documenti in
scadenza. Recatomi al cospetto del responsabile della struttura sopra citata, esponendogli la mia evidente condizione di disagio, gli chiedo di poter rimanere nella struttura da lui gestita con i documenti ormai in scadenza ma ancora in corso di validità. Ricevo però un diniego perché “va data priorità all’emergenza migratoria”.
Così, non avendo altre soluzioni, chiamo il numero unico d’emergenza 112 chiedendo l’intervento della Polizia di Stato, che dopo un breve colloquio telefonico con il questore di Bergamo acconsente affinché io venga trasferito all’aeroporto.
Da allora mi reco quotidianamente per mangiare e avere relazioni sociali al centro commerciale Orio Center, dove scopro in modo del tutto casuale che una dipendente che conosco da 15 anni è anche assessore ai servizi sociali di un comune limitrofo a quello bergamasco. Da giugno, mese in cui sono arrivato
all’aeroporto, le faccio presente quotidianamente che senza ottenere la residenza in un altro comune diverso da quello dell’ultima residenza alla lunga l’INPS avrebbe sospeso l’erogazione della prestazione provvidenziale a me spettante, episodio che poi si verificherà puntualmente a novembre dello stesso anno.
La pensione è stata illegittimamente sospesa perché è facilmente verificabile che ero tutto meno che irreperibile, il comune di Bergamo, il comune di Orio (che aveva la competenza giurisdizionale di intervenire dopo 48 ore di permanenza in aeroporto), il comune di Sorisole, il comune di Azzano San Paolo, il comune di Seriate e il comune di Ranica sapevano benissimo dove mi trovavo.
Inoltre, sono stato ricoverato una decina di volte per 1-2 giorni nei vari pronto soccorso degli ospedali presenti sul territorio dei comuni sopra citati, nei referti veniva puntualmente dichiarato che sostavo in maniera permanente al Caravaggio. Ho dovuto fare ricorso alle “cure” dei vari pronto soccorso in quanto permanere h24 su una sedia a rotelle comporta evidenti rigonfiamenti degli arti inferiori. Dalla prima volta in cui il direttore di questo giornale ha dato spazio al sottoscritto ha sempre sostenuto la necessità dell’introduzione della figura professionale dell’assistente sociale disabile che si occupi in modo esclusivo delle persone con handicap psico-fisici tout court. Inoltre si batte da sempre per la riforma dell’Istituto giuridico che disciplina l’amministrazione di sostegno, in quanto posso affermare senza timore di essere smentito, non per la sua abrogazione ma per una forma radicale, per impedire alle assistenti sociali e alle famiglie di potenziali amministrati di utilizzarlo come arma per limitare la loro capacità di agire e per utilizzarli come “bancomat”.
Forse il caso più clamoroso è quello del signor Carlo Gilardi di un paese nel lecchese, una persona anziana benestante che aiutava chiunque e la sorella con un’istanza al giudice tutelare ha fatto in modo che gli venisse assoggettato un amministratore di sostegno. Nel corso degli anni tale amministratore ha dilapidato un patrimonio di circa 1.600.000,00 euro tra beni immobili e liquidi. Problemi di questa natura si potrebbero evitare semplicemente impedendo alle assistenti sociali di presentare un’altra istanza al soggetto la cui domanda di assegnazione sia stata rigettata dal tribunale per un periodo x, se non sopravvengono evidenti eccezioni, come per esempio l’insorgere di una malattia senile o simili. La seconda modifica che andrebbe fatta riguarda la facoltà di parenti del potenziale amministrato di essere nominati amministratori, congiunti o affini. Il giudice tutelare dovrebbe approvare le sue eventuali capacità gestionali del patrimonio, prima dell’effettiva assegnazione.
In terzo luogo bisognerebbe far rientrare nella disponibilità di eventuali eredi la somma di liquidità e immobiliare al momento della morte dell’amministrato, non prima di aver liquidato eventuali situazioni debitorie. Si potrebbe per analogia applicare la norma in tema di successione e divisione dell’eredità a cui viene applicata questa procedura. Perché la suddivisione può essere fatta sul patrimonio, al netto di situazioni debitorie. La risposta alla domanda implicita sul perché
non mi sono recato sin da subito in Comune per risolvere la questione è dovuta al fatto che mi sono state fatte una marea di promesse e mi sono state fatte offerte palliative alimentari-bestiali, visto che ero privo di qualsiasi bene primario. Avrei preferito un panino in meno e un po’ di competenza istituzionale in più da parte di quest’ultima. Faccio sommessamente presente che la legge numero 1228 datata 24 dicembre 1954 e il relativo regolamento di esecuzione approvato con DPR 223/1989 in materia di residenza dei senzatetto in Italia obbliga qualsiasi comune sul territorio della Repubblica a concedere al soggetto che fissa la propria dimora in un determinato luogo del comune di riferimento (una piazza, un parco, persino una panchina) può essere sufficiente per garantire l’ottenimento della residenza. Una corretta applicazione della suddetta norma nazionale non avrebbe permesso all’INPS di sospendermi la pensione per ben sei mensilità, dopo essere stato dichiarato irreperibile dal comune di Bergamo in data 27 settembre 2024 quando il mandato di pagamento relativo alla mensilità di ottobre è andato in pagamento 16 giorni prima della dichiarazione.
Dopo che tutti i comuni sopra citati si sono guardati bene dal concedermi la residenza, il 30 aprile 2025 accompagnato da un amico decido di recarmi io stesso nel municipio di Orio, competente per giurisdizione. All’anagrafe mi viene chiesto da quante ore sono rimasto in aeroporto in quanto dovevano verificare se c’era un ausiliario della polizia locale disponibile all’accertamento. Quando ho affermato di essere rimasto in aeroporto quasi un anno, sono rimasti allibiti ponendosi la domanda sul perché non mi fosse stata data la residenza prima. Mi pongo e pongo la domanda ai giudici tutelari: se, la capacità di recarsi in comune e provvedere ai miei documenti, possa rientrare tra le cause di rigetto della domanda di amministrazione ad un soggetto di essere amministrato.
Dato inizio alla procedura per la residenza mi reco all’INPS con il foglio certificante la residenza provvisoria e mi viene detto che invece dei 15mila euro a me spettanti poiché a novembre mi era stato assicurato dal direttore della sede di Bergamo, che mi sarebbero stati riconosciuti tutti gli arretrati da novembre in poi
al momento del rinnovo della residenza. Invece la beffa era dietro l’angolo, la responsabile con cui mi sono confrontato dichiara che non solo non percepirò la somma a me spettante in quanto sono stato irreperibile da novembre 2024 a maggio 2025 ma dovrò pagare una multa di 500 euro sulla somma a me riconosciuta di 4mila perché ho ricevuto indebitamente la mensilità di ottobre poiché dichiarato irreperibile dopo che la pensione di ottobre è stata dato mandato di pagamento il 10 settembre.
Ciò che mi ha permesso di mantenere una lucidità mentale per non farmi sopraffare dallo sconforto per questa ingiusta e prolungata permanenza in aeroporto sono state molteplici. La vicinanza del direttore di questa testata e del suo direttore editoriale della casa editrice “Liberilibri” Michele Silenzi che mi ha inviato nel corso di questo anno una serie di libri che mi permettessero di evadere quotidianamente. In secondo luogo la consapevolezza di partecipare per ben due volte all’evento de La Ripartenza mi ha dato l’energia necessaria per sopravvivere.
Terza cosa, la permanenza mi ha permesso di migliorare notevolmente il mio inglese e conoscere alcune persone che si sono poi rivelate persone ed amicizie serie tra cui la studentessa di giurisprudenza Francesca Milesi che mi sta aiutando nelle ricerche per il mio eventuale libro e per la presentazione di una proposta di legge per la modifica dell’Istituto dell’amministrazione di sostegno anche con il contributo della sua famiglia. Il precedente articolo in cui denunciavo e dove avanzavo la proposta di modifica dell’amministrazione di sostegno ha creato un precedente giurisprudenziale. Perché ora la procura di Bergamo non accoglierà alcuna istanza per l’assoggettamento di un amministratore a mio carico, fatto confermato dall’assistente sociale incaricato dal comune di Orio. Non posso che essere grato personalmente a Nicola Porro, perché ha alleggerito non di poco la mia situazione psicologia, e visto con senno di poi ha dato voce e una grossa mano anche agli altri soggetti potenzialmente amministrabili. Sicuramente la mia vera “ripartenza” sarà quella che andrò a vivere l’11 e 12 luglio a Bari.
Joseph Cavallari, 29 maggio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


