Caro Porro, leggo dell’episodio accaduto a Fidene, dei tre bambini (rom), non imputabili, che han rotto la faccia a un altro bambino.
Che io sappia, esiste una potestà, quella cosa per la quale i genitori vengono sanzionati, ad esempio, se non mandano i figli a scuola. A proposito dell’impunità dei minori, dei più giovani, ritengo che questa debba essere non diminuita, ma completata con una responsabilità in solido dei genitori. Cioè coinvolgendo gli adulti sanzionandoli al posto del figlio perché responsabili loro delle sue azioni. In questo modo si avrebbe almeno una deterrenza verso quei gruppi sociali, senza che vi entri l’etnia, che sfruttano l’impunità dei bambini per “farli crescere prima”.
Processare i genitori, attribuire responsabilità in solido e levar loro i figli. E ancora: infliggere la pena al padre come fosse complice di un omicidio stradale o di lesioni aggravate, appesantire la pena con tutte le possibili aggravanti o considerare aggravante la mancanza di sorveglianza delle loro azioni. Del resto si viene sanzionati se il proprio cane procura danni a terzi, perché non un figlio?
Non sono assolutamente d’accordo con l’abbassare la soglia dell’età: a certa gente non interessa perdere un figlio, considererebbero la sanzione come una scuola di vita.
Spero che le mie riflessioni siano utili.
Un caro saluto
Marcello Stefanelli
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