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Caro Porro, in Mps ho perso tutto: così siamo stati rovinati

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Egr. Dott. Porro,

ho apprezzato molto la sua inchiesta su MPS del 7 novembre a Quarta Repubblica e le scrivo per chiederle un approfondimento, un supplemento di inchiesta sui vergognosi danni arrecati ai piccoli risparmiatori azionisti che hanno ingenuamente (l’ingenuità non è una colpa) dato fiducia ancora una volta alla banca e sul ruolo svolto da tutte le parti in causa,

Nella trasmissione avete toccato tutti li aspetti, ma quello sui danni subiti dagli azionisti è passato in secondo piano. Come tantissimi risparmiatori ho perso tutta la somma investita (95 mila euro) a causa dell’aumento di capitale della banca Monte Paschi di Siena. L’aumento è stato approvato dalla Consob, ma è un furto, un delisting mascherato.

Un aumento di fatto impraticabile per la sproporzione nella sua formulazione. I termini sono questi: attribuzione a pagamento di n. 374 nuove azioni al prezzo di 2 € ciascuna ogni 3 possedute. Basta fare due conti per capire che un investitore retail non può sostenere un costo simile. Nel mio caso per esempio posseggo 1500 azioni, ogni 3 di queste, cioè 500, danno 374 azioni al costo di 2 euro.

500 x 374 = 187.000 nuove azioni x 2 = 374.000 €. Insostenibile!

Appena venuto a conoscenza di queste modalità ho tentato di vendere immediatamente, ma l’ordine è andato ineseguito, tutti volevano vendere.

Il tutto è avvenuto con l’avallo complice della Consob i cui vertici non potevano non sapere cosa sarebbe accaduto, tant’è che l’ultimo giorno prima dell’aumento (quando ormai era impossibile vendere per eccesso di ribasso) la CONSOB emette un “richiamo di attenzione” n. 5/22 del 13/10/22 reso noto al pubblico il 14/10/22 in cui si avvertono i risparmiatori dei rischi di alta volatilità. In pratica se ne lava le mani.

La Consob non è nuova di questi “pasticci”. Lo avrebbe capito un bambino che in questi termini l’aumento era un furto. Sono scandalizzato di come la Consob possa avere autorizzato un’operazione del genere che va solo a danno dei piccoli risparmiatori che hanno dato fiducia in buona fede a questa banca acquistandone le azioni. C’è qualcosa di molto poco chiaro.

È stato un aumento a tutto beneficio degli investitori istituzionali e del Consorzio di Garanzia che aveva i mezzi per farlo. Il Consorzio di garanzia ha acquistato i diritti inoptati a pochissimi centesimi. Al momento dello stacco il diritto valeva 7,837 euro a fine giornata del primo giorno di contrattazione era sceso già a 0,631 euro.

Un aumento studiato per azzerare il costo dei diritti e volto scientemente a danneggiare (è più appropriato “fottere”) i piccoli azionisti. In altri termini, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Intendiamoci, io sono ben conscio dei rischi del mercato azionario, ma qui si va oltre, qui si è autorizzato un aumento i cui termini prevedevano di fatto l’impossibilità di dare corso da parte dei piccoli risparmiatori a causa dell’onerosità dell’operazione.

La buona fede degli investitori che si attendevano un aumento in termini “onesti” è dimostrata dal fatto che appena uscita la notizia dell’accordo col Consorzio di Garanzia il titolo è cresciuto più del 10%. Il giorno dopo sono stati resi noti i termini dell’operazione e subito il titolo è crollato. Io ho dato immediatamente l’ordine di vendita al meglio, ma nonostante questo l’ordine non è stato eseguito per mancanza di compratori.

Il principale azionista è lo Stato col 64%, obbligato dalle norme europee ad uscire dall’azionariato, Stato che ha aderito sborsando una cifra da capogiro che alla fine dei conti finanziamo noi con le nostre tasse.

In sintesi, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Un aiuto di Stato mascherato, aiuto vietato dalle norme comunitarie. Anche la CONSOB è coinvolta avendo autorizzato il prospetto dell’aumento.

Qualcosa si sta muovendo sulla stampa e non solo:

il quotidiano “Domani” del 30 ottobre 2022

Il Sole 24 ore del 27 ottobre 2022

La BCE che ha nuovamente attenzionato MPS per come ha impostato l’aumento di capitale. Borsa Italiana è (o dovrebbe essere) un mercato regolamentato, controllato dalla CONSOB!

Non si è trattato di un cigno nero, non un evento aleatorio e imprevisto, è stato l’esatto contrario, programmato, studiato a tavolino. I pochi che ne erano a conoscenza hanno speculato sulle rovine degli altri, pare che l’AD Lovaglio abbia atteso l’aumento per acquistare a pochi centesimi diritti di 100.000 azioni pagandole 2 euro quando prima del crollo ne valevano 25.

Ma quale mercato regolamentato, le criptovalute sono meno rischiose! Io ho perso tutto perché dopo l’aumento i diritti sono andati a zero già dal primo giorno. Non deve più succedere e la Consob, anziché dormire, non deve più permettere scempi del genere!

Io non so se c’è qualche possibilità di successo di un’azione risarcitoria a fronte di un aumento approvato dalla CONSOB, in ogni caso mi sono rivolto ad un’associazione di tutela dei risparmiatori e come me siamo già in molti ad averlo fatto. Avrei molto altro da dire, ma non voglio dilungarmi oltre. Ritengo però che ci sia ampio materiale per un’inchiesta, come voi sapete fare, sul ruolo delle parti in causa:

Mps, i cui vertici impostano un aumento di capitale fatto per socializzare le perdite a danno dei piccoli azionisti il cui unico torto è quello di avergli dato fiducia e di privatizzare i profitti, a vantaggio dei grandi investitori.

La Consob che ha autorizzato un aumento iperdiluito, ben sapendo le conseguenze che avrebbe avuto sui portafogli dei piccoli investitori.

Lo Stato che deve sborsare ancora una volta una grossa cifra per evitare il fallimento della banca, soldi che in ultima analisi ricadono su tutti noi.

È un fatto molto grave di rilievo nazionale che ha coinvolto e danneggiato gravemente moltissimi risparmiatori e le loro famiglie. Nel frattempo, il titolo continua a crollare in borsa anche dopo l’aumento di capitale. Non deve più succedere!

Mauro, 16 novembre 2022