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Caro Porro, la farsa degli aiuti ai giovani sul lavoro

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Gent.mo Nicola,

vorremmo portare alla sua attenzione quanto ricevuto dal nostro commercialista (la nostra azienda Manifattura di Domodossola è stata fondata nel 1913 e opera nel settore della moda e dell’arredamento, tralasciamo le problematiche legate al Covid che stanno distruggendo il nostro settore).

In data 11 febbraio 2020 è stato pubblicato dall’Anpal il Decreto Direttoriale n.52 per la nuova agevolazione per l’anno 2020; la circolare specifica che lo sgravio spetta ai datori di lavoro privati che assumano nuovo personale (o trasformino da tempo determinato a tempo indeterminato) sul territorio italiano nel periodo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020; i lavoratori devono avere un’età compresa tra i 16 e i 24 anni oppure oltre 25 anni senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Per l’agevolazione in questione sono stati stanziati complessivamente 329 milioni e 400 mila euro di cui 234 milioni di euro a favore delle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), 12 milioni e 400 mila euro per le regioni “più sviluppate” (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria, Marche e Lazio) e 83 milioni per le regioni “meno sviluppate” e “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna).

In data 1º settembre 2020 la ditta “Manifattura di Domodossola” ha trasformato a tempo indeterminato una dipendente che soddisfa i requisiti per lo sgravio sopra indicato. La ditta ha atteso la pubblicazione dell’applicativo (27 ottobre 2020) per poter richiedere la riduzione contributiva e, il 16 novembre 2020 è stata inoltrata la richiesta tramite il portale Inps.

Il 7 dicembre 2020 l’Inps ha rifiutato provvisoriamente la domanda per mancanza fondi. Non parliamo più di aiutare il Made in Italy e i giovani… sono solo parole.

Giulia Polli, 12 dicembre 2020