Caro Porro, la folle multa presa dal sindaco “sceriffo”

Pago il parcheggio, sbaglio di un soffio ed ecco la multa: la solita burocrazia che non aiuta ma punisce

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Caro Porro, ho visitato Lido di Camaiore per Capodanno, con moglie e figlia abbiamo cenato, passeggiato, ammirato i fuochi. Il 31 ho parcheggiato, pagando il dovuto, negli stalli a strisce blu. Il mattino di Capodanno sono sceso alle 10:45 per mettere le valigie in auto e ripartire. Mi hanno multato per mancato pagamento del parcheggio.

A Torino, dove vivo, nei giorni festivi non è necessario pagare, e questo mi ha tratto in inganno. Il torto ufficiale, burocratico e formale è certamente mio, ed ho già pagato il dovuto. Ma quello che mi chiedo è se questo non sia puro e semplice accanimento. “Cattiveria”, l’ha descritta una gentile signora anziana che ha assistito alla cosa. E “cattiveria” è. Non ho procurato danno a nessuno (c’erano altri parcheggi), ho contribuito anzi all’economia del posto (nel mio piccolo).

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Con la sola ragione della forza burocratica si è punita una famiglia, alle 10:31 del mattino di Capodanno. Siamo andati via senza fare colazione, per compensare il “danno”. A mia figlia ho spiegato che lo Stato (o semplicemente un Comune) a volte è patrigno, e bisogna guardarsene. Mio papà era un vigile urbano (si chiamavano così, allora). Si vantava di aiutare la gente, non di fare quello che oggi si chiamerebbe bullismo. Chissà se chi ha redatto il verbale oggi penserà di aver contribuito a rendere il mondo un posto migliore.
Spero di tornare presto a Camaiore, ma quella sensazione di “ti punisco perché posso”, e non perché sia giusto, rimane: quando la si finirà con i sindaci “sceriffo”?

Roberto Casalegno, 10 gennaio 2026

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