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Caro Porro, mi negano il finanziamento e rischio di fallire

manager disperato

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Carissimo Nicola,

vorrei dare anche la mia testimonianza di un’impresa sull’orlo di una crisi finanziaria. La mia società si occupa di assistenza alla persona, prevalentemente anziani ed in piccola quota di disabili. Costituita nell’ottobre del 2018 con le sole forze dei soci fondatori (senza finanziamenti) abbiamo assistito con la massima professionalità circa un centinaio di famiglie; in questo paese l’80% delle start-up chiude nei 36 mesi dall’apertura, noi con fatica, sacrificio, e nonostante il Covid-19 siamo ancora in piedi; adesso ti spiego come.

Ad aprile 2019 ci siamo trovati in una situazione nuova e pericolosa (non sapevamo con cosa avevamo a che fare), la realtà narra di una quota di decessi importante tra i miei assistiti, aggiungiamo il fatto che in regime di lockdown i familiari degli assistiti erano in casa, quindi potevano occuparsi dei loro cari risparmiando sui nostri servizi sospendendoli. Aggiungiamo anche il fatto che non siamo un’azienda sanitaria, ma socio assistenziale quindi senza oneri ed onori; i miei collaboratori inoltre prestavano servizi anche nelle Rsa, quindi li ho dispensati dal proseguire le assistenze per la società (per non creare ulteriori focolai).

Bene, in coscienza abbiamo deciso di limitare i servizi solo nelle situazioni più sicure che garantivano la sicurezza dei collaboratori, degli assistiti e delle loro famiglie. Aggiungo che in quel periodo vedevo Conte nel suo “confessionale” mediatico che rassicurava gli imprenditori con una “potenza di fuoco” di 400 miliardi. Il risultato, dopo 9 mesi di vari tentativi di richiesta finanziamento (sottolineo finanziamento, non fondo perduto) è che domani avrò un’udienza in tribunale per istanza di fallimento; riuscirò a parare il colpo grazie alla strepitosa famiglia che ho, verrà inoltrata una richiesta di desistenza fino a fine marzo a fronte di quanto verserò.

Fino ad ora il finanziamento mi è stato negato per un troppo utilizzo del fido bancario, ed uno sconfino di mille euro in 2 mesi su 9 (nonostante oggi sia tranquillamente nel fido ho ancora il bancomat aziendale sospeso); questo è il buon cuore delle banche auspicato da Conte. Aziende come la mia in questo periodo dovevano essere coinvolte nel sostentamento degli anziani, magari abbassando i contributi dei dipendenti che dobbiamo pagare, girando sulle famiglie il risparmio.

I miei collaboratori guadagnano molto poco secondo il Ccnl di riferimento, la marginalità aziendale è molto bassa, ma le famiglie hanno un esborso molto importante se si opera nella legalità; e noi l’abbiamo sempre fatto. Ti ringrazio per l’attenzione.

Walter, 23 dicembre 2020