Caro Porro, non ha senso dire “buon viaggio” a Pippo Baudo

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Pippo Baudo

Tante volte abbiamo sentito dire «Buon viaggio» con un bel sorriso prima della nostra partenza per una vacanza. Ma qualcosa stride quando queste parole vengono pronunciate in un altro contesto completamente diverso, mesto e tutt’altro che gioioso!

In queste ultime ore tutti abbiamo avuto modo di leggere questo augurio in riferimento ad un evento luttuoso e triste come la conclusione dell’esistenza terrena di Pippo Baudo. L’augurio di “buon viaggio”suona – a mio parere – come una becera contraddizione, un ossimoro che stride con la realtà.

In tal modo si stia cercando – maldestramente – di evitare ciò che il termine della vita rappresenta! Si sta cercando — probabilmente — di voler indorare la pillola, di rendere più accettabile la morte con parole che non le appartengono. La gioia e la serenità che normalmente accompagnano la partenza per una bella vacanza sono state mutuate per descrivere un evento come la fine dell’esistenza terrena di un personaggio (più o meno celebre) che è quindi ben distante dalla gioia e la serenità. Ciò che occorre sottolineare è che oramai questo modo di dire ormai è applicato anche a qualsiasi altra persona (anche non celebre)!

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E non parliamo poi delle condoglianze “via social”. Ovvero l’espressione di quel sentimento che, per eccellenza, dovrebbe essere il più intimo, il più riservato, il più profondo e personale come il cordoglio viene divulgato sul mezzo meno intimo, meno riservato e meno profondo? A questo punto mi chiedo se abbiamo, ahinoi, perso la capacità di tenere salde le briglia dei nostri pensieri! Ma temo che purtroppo sia troppo tardi per chiudere il recinto visto che i buoi… sono ormai scappati!

Elenco poi un’altra strampalata usanza nei commenti sui social: “R.I.P.“.

Ennesima abbreviazione che rappresenta l’accidia della nostra comunicazione verbale, affidando il sentimento del cordoglio ad un becero acronimo. E questo non ci stupisce più di tanto, forse, visto che il ringraziamento ad un nostro augurio sui social si risolve spesso con uno stitico GRZ! (E se siamo fortunati una faccina che sorride).

Oramai comunichiamo solo per sigle.

Abbiamo sempre paura di perdere tempo! Anche per esprimere le nostre emozioni. Penso sia arrivato il momento di dire ciò che pensiamo veramente, di rivedere il modo in cui esprimiamo, i nostri sentimenti, le nostre emozioni senza usare eufemismi e lasciando parlare il cuore. Forse è il momento di essere più umani. La sintesi e l’omologazione sanciscono la fine della comunicazione!

Infine devo però constatare – positivamente – di non aver letto in questo contesto la frase che io detesto più di tutte: “La terra ti sia lieve“. La peggiore in assoluto! Con l’aggravante che viene usato anche da persone cristiane, nonostante quella frase sia palesemente pagana e contraddica quindi il principio cristiano della vita eterna! Con quella frase si tocca il fondo e – per stare in tema – forse… si inizia a scavare.

Vincenzo Mangione, 19 agosto 2025

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