Gent.mo Dr. Porro, sono un pensionato di 77 anni e Suo affezionato lettore-ascoltatore della primissima ora. Sono sempre stato favorevolmente colpito dai Suoi articoli, interviste e servizi. Dopo vari tentennamenti mi sono deciso a scrivere per sottoporre a Lei e a Suoi collaboratori una faccenda che, potrebbe sembrare banale, ma la rassicuro che per pensionati come me, che vivono con pensioni al di sotto dei 1.500/1.600 euro, a volte risulta quasi vitale.
Allora Le spiego qui di seguito la cosa che voglio segnalare:
1) Per i pensionati con importi superiori ai 1.000 euro è stato fatto obbligo, tempo fa, di aprire un conto corrente bancario o di avere una carta ricaricabile ove far accreditare la pensione.
2) Le pensioni, soprattutto di vecchiaia, dovrebbero essere accreditate il primo giorno di ogni mese.
3) Questo se il primo giorno del mese cade dal lunedì al venerdì lavorativo.
4) Ma se il giorno di pagamento cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, l’accredito avviene nel primo giorno utile lavorativo. Per farLe un esempio: nel prossimo 1° maggio, che cade di venerdì, l’accredito avverrà solo lunedì 4 maggio.
5) Ora, se per i pagamenti in contanti questo può essere valido, dovendo esserci uno sportello aperto con operatore per la riscossione materiale, non vedo perché bisogna attendere il primo giorno lavorativo utile per l’accredito in c/c bancario quando oggigiorno tutti gli scambi bancari si fanno digitalmente in tempo reale. Basta vedere i bonifici istantanei. A tutto questo devo precisare che fa una piccola eccezione il Banco Posta, perché per loro il sabato è giorno lavorativo.
6) A questo proposito tenga presente che la Banca d’Italia provvede a inviare agli istituti bancari preposti, gli importi che l’INPS indica per le pensioni, tra il 24 e il 26 di ogni mese. Quindi quanto lucrano, in valuta, le banche sui miliardi di euro in giacenza anche se solo per pochi giorni?
7) Non vorrei sbagliarmi, ma credo di ricordare che questa agevolazione agli Istituti di credito fu concessa sotto il governo Renzi.
8) Infine potrà sembrare una cosa di poco conto, ma per chi come me riceve una pensione lorda di 1.300 euro, su cui cadono già oltre 220 euro di tasse, tra Irpef e ritenute Com., Prov., Reg. e trattenuta del quinto, alla fine il netto non va’ oltre i novecento euro, quei giorni in più sono a volte vitali: molto spesso già al 22/25 del mese si fa ricorso a parenti o amici per arrivare alla fine della mesata.
Mi scuso per il tempo che forse Le ho rubato, ma L’assicuro che questo argomento tocca molte più persone di quanto si possa pensare.
Grazie comunque per l’attenzione che vorrà dedicare a questa mia considerazione.
Fabrizio Mancini, 29 aprile 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


