Caso Cucchi, perché l’Arma sbaglia a costituirsi parte civile

Quello che ci rattrista oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, batte in ritirata. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi.

Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale e coinvolgere l’onorabilità e la forza di questo straordinario presidio di vita comune sia molto pericoloso. E ritengo pure che siano comprensibili le critiche dei rappresentanti dell’Arma che rischiano di ritrovarsi di fronte a una condizione di totale demotivazione.

Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria segue l’esempio del generale Nistri e si scusi con tutte quelle famiglie alle quali il fratello ha spacciato droga. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto radicale: le dimissioni dell’ufficiale più alto in carica.

Insomma, sono giorni difficili per la gloriosa Arma dei carabinieri. Allora gridiamo forte: viva i carabinieri, viva l’Italia!

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19 Commenti

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  1. Resta il fatto che Cucchi non è un pluripregiudicato, non è mai stato condannato per nessun reato, forse lo sarebbe stato se , dopo l’arresto, invece di massacrarlo di botte, avessero dato il tempo alla giustizia di fare il suo corso. Lo stesso corso che tutti i nostri politici invocano quando vengono indagati e, se qualcuno di questi venisse pure trattato come Cucchi, vorrei vedere cosa succederebbe. Per me un corrotto, un indagato per bancarotta fraudolenta, un ladro a capo di una regione con scandalo per sanità sono alla stessa stregua di uno spacciatore, con l’aggravante che molto spesso sono pagati con i nostri soldi o che la corruzione sui lavori pubblici appesantisce le tasche dei contribuenti.

    • https://www.youtube.com/watch?v=4ANn99ZkP7k&t=228

      Gli viene domandato: “Ha precedenti?”
      Lui: “Sì, non per droga, però ho altri precedenti.”

      Non è morto per le eventuali percosse.

      • Mi scusi non era mai stato arrestato per droga, ho sbagliato io. Questo non toglie quello che ho detto dopo. Se facessero lo stesso trattamento ai politici con precedenti penali o indagati….

        • Non ha subito nulla che sia compatibile con la falsa idea che l’opinione pubblica si è messa in testa, poiché si cerca un inesistente omicida per quello che è stato un atto di autodistruzione perdurato negli anni. Gli eventuali maltrattamenti, tutti da dimostrare, sarebbero invece banalmente compatibili con la durezza con la quale è necessario trattare con chi ha totalmente in spregio la legge.
          Infatti, quella persona è un simbolo anche, certo non solo, per la parte peggiore dell’Italia, quella che vede nel tossicodipendente spacciatore impropriamente vittimizzato un’opportunità di rivalsa nei confronti di quel che odia maggiormente: le forze dell’ordine, se non l’ordine stesso.
          Ammesso e non concesso che fosse stato picchiato, la rappresentazione secondo la quale questo fosse accaduto “gratuitamente”, rappresentazione sempre utile a quella parte peggiore dell’Italia di cui parlavo prima, sarebbe sicuramente da ritenersi assurda, per buon senso, e non compatibile quindi con la seconda parte del discorso. Infatti, è il violento che usa violenza a poter scatenare un’inopportuna, sebbene umana, reazione violenta in chi è di lui disinteressato, come può essere un agente delle forze dell’ordine che l’arresta, mentre la figura del politico, e non andrebbe dimenticata l’offensiva che ha subito negli ultimi 30 anni, non dovrebbe rientrare in questa situazione, almeno per come è stata tracciata nella risposta sopra.

          • Mi complimento per il Suo far fronte alle anime belle progressiste utilizzando un’indispensabile ottima conoscenza (che a me che, oltretutto essendo all’estero, manca) delle perizie e dello svolgimento processuale.

            Fin dall’inizio la faccenda m’è apparsa viziata dalla focalizzazione sull’incidente da parte del mainstream buonista paracomunista, sollecitato dalle ammirevoli capacità e abilità della sorella, che sul passaggio da semicadavere a cadavere del fratello ha costruito le piccole fortune sue e della famiglia.
            Lo stato, che si continua tirare per la giacca con indignazione, sempre vigliacchetto e mai sicuro di sè, e mi pare a guida progressista (ma poteva esserci chiunque alla guida, fermi restando incertezze e vigliaccheria) senza attendere i risultati processuali mise generosamente mano al portafogli, così avallando la tesi di una sua responsabilità.
            La magistratura, frattanto, di cui conosciamo bene obiettività e simpatie, fu solerte e fece un certo numero di tentativi per rendere giustizia, come si conviene, anche a un tossicomane spacciatore, coinvolgendo di volta in volta medici, infermieri, guardie carcerarie e carabinieri. Ma senza riuscire a capovolgere le evidenze, fino a che ecco apparire il rimorso di coscienza di un giovane carabiniere, sul quale è lecito a qualsiasi anima perfida avere dei sospetti.
            Ma anche data la spontaneità del rimorso di coscienza resterebbe sempre
            da dimostrare, e basterebbe un avvocato mediocre per chiedere ciò, la compatibilità, attraverso l’esame autoptico, delle percosse con il decesso.

            Da medico, oltre ad essere stato testimone di manifestazioni di violenza inaudite contro medici, infermieri e forze dell’ordine, anche da parte di corpi gracili ma capaci di sviluppare forze insospettabili, manifestazioni spesso impossibili da contenere senza risposte violente, riconosco che è possibile che queste risposte causino la morte, ma questo è immediatamente chiaro all’autopsia. Non così facile invece è stabilire la causa di morte di un corpo gravemente debilitato, ma sappiamo che la debilitazione di per sè può esserlo.

          • Grazie. Mi preme specificare nuovamente che le perizie hanno stabilito che la morte non avvenne a causa di eventuali percosse o manchevolezze mediche. Questo dato, che riporto dall’inizio, sembra essere sconosciuto anche a chi si oppone alla mitizzazione della figura dello spacciatore “martire” e ben rende l’idea di come quella che dovrebbe essere una fonte che disseta il nostro desiderio comprensione, la galassia dell’informazione, diviene in realtà una cupola, alla cui ombra marciscono le intelligenze plagiate da una specie di conformismo; conformismo al quale accennò l’attuale presidente RAI, Marcello Foa, in libri ed interviste.

  2. Quello che ci rasserena oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, vada all’attacco. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi.

    Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale, e proprio per questo, questo straordinario presidio di vita fa bene a difendere la propria onorabilità e la propria forza, allontanandosi da quelle poche mele marce. E ritengo pure che siano comprensibili gli elogi dei rappresentanti dell’Arma che gioiscono nel ritrovarsi di fronte a una condizione di totale motivazione, sapendo che la più alta carica protegge l’operato della stragrande maggioranza ed elimina chi abusa del proprio potere, dando l’esempio perfetto: non si può essere incaricati di far rispettare leggi e regole agli altri e non essere i primi a farlo.
    Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria riesca a trovare un po’ di sollievo e rinnovata fiducia verso le forze dell’ordine, che riconoscono le circostanze in cui dei loro membri hanno fallito nel loro dovere di preservare la vita di una persona fermata. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto radicale: un elogio pubblico dal Capo dello Stato.
    Insomma, sono giorni molto gioiosi per la gloriosa Arma dei carabinieri. Allora gridiamo forte: viva i carabinieri, viva l’Italia!

  3. Tratto da uno scritto del Sig. Davide (che in un altro posto cita la fonte stessa della verità, Wikipedia): “La sostanza, al contrario, è che è morto grazie al “trattamento” ricevuto, combinazione sia delle cure delle forze dell’ordine che delle cure mediche. Come confermato da n perizie sin dal principio, che hanno sempre puntato il dito anche sull’inadeguatezza del trattamento medico. E figuriamoci se anche l’ambiente medico non si copre, e qui mi fermo.” Allora, caro Davide, si da il caso che la legge preveda che per formulare un’accusa di omicidio (di qualunque tipo) sia necessario dimostrare con assoluta certezza il nesso causale tra l’atto lesivo e la morte. Ora, leggendo non Wikipedia ma le cartelle cliniche pubblicate nelle more dei fatti sul sito dell’associazione di Luigi Manconi e le perizie di vario genere utiizzate in questi anni, si evince che non sussiste alcune lesione traumatica o evento trascurato dai medici del reparto penitenziario; Cucchi rifiutava le cure, non dirette a lesioni traumatiche, ed era suo diritto farlo. Inoltre, per poter comprendere la questione, si dovrebbe avere una basale conoscenza di fisiologia e medicica clinica che non si acquisisce su Wikipedia. Il soggetto in questione, inoltre, non era un povero ragazzo di strada drogato ma un violento spacciatore arrestato con un Kg di marjuana. Infine, le auguro vivamente e sinceramente di conservare la sua salute (ci mancherebbe altro): nel malaugurato caso avesse dei problemi di salute però coerenza liberale vorrebbe che lei si tenesse alla larga da quei luoghi complottardi e delinquenziali popolati da medici (e anche da agenti di polizia), gli ospedali. Un po’ meno di luogocomunismo non sarebbe male (anche in merito alla pedofilia del clero).

    • E’ proprio perchè occorre la verità che moltissimi soggetti coinvolti abbiano, pare, coperto la verità e raccontato un sacco di balle.
      Le varie perizie hanno, al contrario, più volte stabilito relazioni convincenti tra il trattamento ricevuto e l’esito finale.
      Quindi è inutile ripetere cose diverse, ed una univocità di ricostruzione che non esiste nel mondo reale, ed è in ogni caso frutto, come minimo, di scarsa trasparenza.
      Potete raccontare tutte le supercazzole che volete, e trincerarvi dietro una presunta “conoscenza” (sigh), ma la realtà è che è stato malmenato – ci sono le ossa rotte a dimostrarlo – e che, guarda un po’ il caso, poi è morto.
      Quando si arriva ad usare questa boria, è segnale che i fatti non sono sufficienti e che è necessario ricorrere a qualche irrilevante principio di autorità.
      Continua a raccontare balle (come quella del kg di droga trovato all’arresto – e le chiedo anche di indicare le fonti sulla base delle quali lo definisce “violento”), ed anche questo fa capire come stiamo assistendo ad una copertura d’ufficio, corporativa, a prescindere dai fatti reali.
      Circa i luoghi pieni di dipendenti pubblici che si difendono a vicenda, sarò ben lieto di farne a meno quando la smetteranno di essere mantenuti coi soldi delle mie tasse.
      Potendo scegliere, di sicuro certi incapaci ed amanti della copertura di categoria andrebbero a zappare la terra.
      Sulla pedofilia del clero, cosa avrebbe da contestare?
      Non esiste neanche questa?
      Vede, il “luogocomunismo” è il suo: difesa d’ufficio dei gruppi corporativi pubblici, che sono “buoni” per definizione.
      E’ lei ad andare avanti per luoghi comuni su queste persone, brave ed innocenti a prescindere dai fatti; luoghi comuni comunisti dato che si tratta di espressione di uno stato dirigista.
      Non c’è nulla di più luogocomunista nel giustificare l’oppressione e la violenza degli organismi dello stato e del potere, adorandoli come “virtuosi” qualsiasi cosa succeda.

        • Le perizie non hanno affatto chiarito in modo appropriato le cause della morte, quindi non hanno escluso un bel nulla.
          Secondo lei, se uno viene picchiato, diverse ossa vengono rotte, vengono procurate lesioni alla vescica, e per questo si viene ricoverati e sottoposti a cure mediche inadeguate, la colpa di chi è?
          A casa mia è colpa sia di chi lo ha picchiato (senza ragione) sia di chi lo ha curato in modo inadeguato.
          Tra l’altro tutta la ricostruzione vista finora è fortemente viziata da atteggiamenti collusivi volti ad evitare l’accertamento della verità, a cominciare proprio dalle percosse.
          Se non vengono accertate le percosse (causa balle), sarà difficile stabilirne un eventuale ruolo, non trova?

          Io la “verità” non la conosco, ma la verità si ottiene appurando i fatti in modo sereno ed oggettivo, non depistando e quant’altro.
          Perchè i fatti che stanno emergendo sono proprio questi: impedimento di una onesta ricostruzione.
          C’è troppa gente convinta di poter fare quello che le pare, perchè coperta dallo stato.
          Questo in un paese civile è intollerabile (e non c’entra nulla con rom, estintori, delinquenti vari).

          • E invece le perizie hanno chiarito senza ambiguità tutti i punti fondamentali. È escluso espressamente, perché era la domanda dei giudici, che sia morto a causa di eventuali percosse, incollo nuovamente un brano dell’ultima: “l’attenta analisi dei dati necroscopici permette di escludere la sussistenza di lesività traumatiche intrisecamente idonee a causarne la morte”.
            È escluso espressamente, perché era la domanda dei giudici, che sia morto per cure inadeguate, leggo, sempre nell’ultima, che non esistevano “momenti-diagnostico terapeutici che avrebbero potuto incidere positivamente sulla vicenda clinica”.
            I dubbi che sono emersi negli anni, non sostanziali e travisati dai giornali, dimostrano solo che la medicina è una scienza complessa.
            L’ipotesi che sia stato picchiato, quella sì che lascia dei dubbi.
            I dubbi vengono dalla storia processuale, nella quale si trovano “testimonianze” che “inchiodavano” i membri della polizia penitenziaria, poi scagionati completamente; questo per sottolineare ancora una volta quanto le testimonianze non vadano prese troppo in considerazione.
            Ma anche volendo prendere in considerazione l’ipotesi delle percosse come possibile e partecipando al gioco dell’opinione, secondo me è assurdo pensare che tre persone picchino “senza ragione” una terza persona, è abbastanza comprensibile invece che un tossicodipendente pluripregiudicato abbia risposto male o violentemente, magari a causa di uno stato alterato dalle sostanza stupefacenti, e per uno sputo o uno schiaffo abbia ricevuto indietro una sberla o una spinta, perché bisognerebbe vedere esattamente che significa “picchiato”. Non del tutto escludibile, sempre secondo me ma pure secondo le perizie, che sia anche caduto, magari in preda all’agitazione.
            Dato che è stato escluso che le percosse ne abbiano causato la morte, anche venisse accertato che vi siano state il ruolo di queste è stato già stabilito.
            La verità, almeno nella sostanza, io la conosco ed è quella che è stata espressa da importanti esponenti del governo su importanti giornali già pochi giorni dopo il fatto, pur con la precisazione che tradurre nel linguaggio comune diagnosi mediche è un’approssimazione che si presta a contestazioni strumentali, e che tutto l’iter processuale, anche con le sue stranezze, conferma.

  4. La vicenda Cucchi è l’emblema moderno della rappresentazione della folla manzoniana dell’assalto ai forni o alla casa del vicario. Riassumiamo: 1) Cucchi, insieme carnefice e vittima (di se stesso e delle sue debolezze, sia chiaro), non era il “geometra romano” ma un delinquente pluripregiudicato e trovato in possesso, dopo il suo arresto, di Kg 1 (UNO) di marjuana (non una modica quantità) 2) basta leggere la cartella clinica resa transitoriamente pubblica dal sito dell’associazione di Luigi Manconi per rendersi conto che si trattava di persona con molteplici e gravi problemi di salute e che la morte non è avvenuta come conseguenza delle eventuali percosse ricevute (la stessa macabra fotografia mostrata in ogni dove evidenzia solo macchie ipostatiche) 3) non risulta ancora chiara la causa di morte (legata verosimilmente alle sue condizioni di salute) e non sono segnalate lesioni traumatiche in grado di provocare la morte: manca il presupposto imprescindibile per sostenere l’accusa di omicidio, almeno finora; già sono stati assolti medici e agenti penitenziari 4) possibile che i carabinieri che lo hanno arrestato lo abbiano percosso: bisognerebbe dimostrarlo; il racconto del carabiniere “testimone”, per come è stato riportato dai giornali, non è compatibile con i reperti clinici e autoptici 5) il generale Nistri è il tipico esempio di burocrate italico timoroso della politica e della stampa: concordo, dovrebbe dimettersi 6) il comportamento del generale Nistri (vergognoso) è stato anticipato dall’Ordine dei Medici di Roma che ha sospeso i medici del reparto penitenizario del Pertini PRIMA ancora che fossero rinviati a giudizio (sono stati assolti): ci si meraviglia che nessuno più voglia praticare la professione in questo contesto 7) molti “indignados” per le “torture” a Cucchi sono pronti a lanciare alti lai contro le forze di polizia che “non intervengono duramente” quando il Cucchi di turno attenta al loro spazio personale, assomigliano agli amici dei Rom che sono talmente amici degli stessi da volerli accogliere LONTANO dalle loro abitazioni facendoli fraternizzare con i “razzisti” reietti. Un bel popolo siamo, non c’è che dire.

    • Negativo.
      1) Il “delinquente pluripregiudicato” era un piccolo spacciatore, niente di più. Ricordiamo che la normativa proibizionista sulla droga funziona malissimo ed è eticamente del tutto discutibile.
      1b) Dopo l’arresto non fu affatto trovato 1 kg di marijuana, ma 21 grammi di altra droga leggera e 3 dosi di cocaina. Il kg di altra droga leggera è emerso settimane dopo la morte.
      Con 1 kg di droga leggera rimane un piccolo spacciatore, considerazioni diverse sono solo balle di chi è completamente fuori dalla realtà.
      2) Che la morte non sia avvenuta per i maltrattamenti subiti è solo una sua opinione, del tutto prematura ed arbitraria, dato che nei processi diverse perizie e ricostruzioni hanno fornito una visione del tutto diversa.
      I FATTI sono che prima stava più o meno bene (i problemi di salute di cui si parla infatti non gli precludevano di stare abbastanza bene), e dopo aveva la mascella, i denti e la schiena fratturate, ma ovviamente i fan dello stato ladro e prepotente sono sicurissimi che tutto questo non c’entri nulla con la morte, avvenuta si vede “spontaneamente” proprio in occasione di tale trattamento di salute ricevuto.
      3) Le assoluzioni sono state seguite da annullamenti. La vicenda non è affatto conclusa.
      Ed i processi, comunque, sono assolutamente viziati dalle balle raccontate – la copertura di illeciti gravi sta emergendo chiaramente con le più recenti testimonianze.
      Oltre che, ripeto, dal fatto che le due suddette categorie di dipendenti statali sono maestre nel COPRIRSI a qualunque costo, per sfuggire ad ogni responsabilità del proprio operato.
      Cosa che fa schifo. Oltremodo schifo, per entrambi.
      4) I racconti che stanno emergendo sono al contrario del tutto compatibili con i FATTI di cui si è a conoscenza. Non sono invece compatibili coi fatti ricostruzioni del tutto fantasiose, per cui il poveretto si sarebbe praticamente picchiato e fatto male da solo.
      Non si rende conto di quanto siano ridicole certe affermazioni?
      Non si rende conto di quanto sia ingiustificabile chi, nello svolgere lavori di questo genere, sia così prepotente e superficiale con delinquentelli da due soldi?
      Non si rende conto di quanto sia ingiustificabile, ed orrenda, tutta la copertura e la collusione messa in piedi?
      Non si rende conto che le considerazioni che fa sui rom sono ridicolo fumo negli occhi, del tutto irrilevante e fuori contesto?

  5. La costituzione in parte civile è l’unica strada percorribile dall’Arma vista il flusso contrario che aveva preso questa vicenda. Quei carabinieri all’opinione pubblica appaiono indifendibili ed è inutile spiegare invece quanto potessero essere esacerbati, stizziti, dall’atteggiamento di quel ragazzo colto in flagrante e ribelle. Ma il processo si concluderà con assoluzione piena dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Pur avendo subito percosse in caserma, il ragazzo è stato sottoposto alle guardie carcerarie e poi tradotto in ospedale dove nessun medico o infermiere hanno sollecitato le attenzioni per il degenerare del suo stato. La morte sopravvenuta non non può essere riferita alle percosse avvenute una settimana prima. E anche un senso di colpa attraverserà i familiari che non si sono mossi immediatamente per liberare il ragazzo da obblighi di contenzione paragonabili all’applicazione del 41bis. Perché il magistrato ha firmato un ordine di custodia così duro e rigoroso?

  6. Mario Mauro, condivido in pieno le tue considerazioni e sono pronto a sopportare le esternazioni dei buonisti chic, ormai dovrebbero inventarne di nuove….Sono certo che la sig.ra Ilaria sarà candidata con il PD o simile…Spero che non venga eletta. W I CARABINIERI, W L’ITALIA !!

  7. Egregio Sig. Meluzzi,
    Nel suo articolo Lei afferma che la responsabilità penale è personale, ma subito dopo invoca le scuse della sorella ai clienti del fratello. Se la responsabilità penale è personale, cioè se i reati eventuali del fratello sono esclusivamente colpa sua, perché dovrebbe chiedere scusa la sorella? Mi sembra una contraddizione logica.

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