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Caso Cucchi, perché l’Arma sbaglia a costituirsi parte civile

Quello che ci rattrista oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, batte in ritirata. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi.

Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale e coinvolgere l’onorabilità e la forza di questo straordinario presidio di vita comune sia molto pericoloso. E ritengo pure che siano comprensibili le critiche dei rappresentanti dell’Arma che rischiano di ritrovarsi di fronte a una condizione di totale demotivazione.

Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria segue l’esempio del generale Nistri e si scusi con tutte quelle famiglie alle quali il fratello ha spacciato droga. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto radicale: le dimissioni dell’ufficiale più alto in carica.

Insomma, sono giorni difficili per la gloriosa Arma dei carabinieri. Allora gridiamo forte: viva i carabinieri, viva l’Italia!

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  1. Resta il fatto che Cucchi non è un pluripregiudicato, non è mai stato condannato per nessun reato, forse lo sarebbe stato se , dopo l’arresto, invece di massacrarlo di botte, avessero dato il tempo alla giustizia di fare il suo corso. Lo stesso corso che tutti i nostri politici invocano quando vengono indagati e, se qualcuno di questi venisse pure trattato come Cucchi, vorrei vedere cosa succederebbe. Per me un corrotto, un indagato per bancarotta fraudolenta, un ladro a capo di una regione con scandalo per sanità sono alla stessa stregua di uno spacciatore, con l’aggravante che molto spesso sono pagati con i nostri soldi o che la corruzione sui lavori pubblici appesantisce le tasche dei contribuenti.

    • https://www.youtube.com/watch?v=4ANn99ZkP7k&t=228

      Gli viene domandato: “Ha precedenti?”
      Lui: “Sì, non per droga, però ho altri precedenti.”

      Non è morto per le eventuali percosse.

      • Mi scusi non era mai stato arrestato per droga, ho sbagliato io. Questo non toglie quello che ho detto dopo. Se facessero lo stesso trattamento ai politici con precedenti penali o indagati….

        • Non ha subito nulla che sia compatibile con la falsa idea che l’opinione pubblica si è messa in testa, poiché si cerca un inesistente omicida per quello che è stato un atto di autodistruzione perdurato negli anni. Gli eventuali maltrattamenti, tutti da dimostrare, sarebbero invece banalmente compatibili con la durezza con la quale è necessario trattare con chi ha totalmente in spregio la legge.
          Infatti, quella persona è un simbolo anche, certo non solo, per la parte peggiore dell’Italia, quella che vede nel tossicodipendente spacciatore impropriamente vittimizzato un’opportunità di rivalsa nei confronti di quel che odia maggiormente: le forze dell’ordine, se non l’ordine stesso.
          Ammesso e non concesso che fosse stato picchiato, la rappresentazione secondo la quale questo fosse accaduto “gratuitamente”, rappresentazione sempre utile a quella parte peggiore dell’Italia di cui parlavo prima, sarebbe sicuramente da ritenersi assurda, per buon senso, e non compatibile quindi con la seconda parte del discorso. Infatti, è il violento che usa violenza a poter scatenare un’inopportuna, sebbene umana, reazione violenta in chi è di lui disinteressato, come può essere un agente delle forze dell’ordine che l’arresta, mentre la figura del politico, e non andrebbe dimenticata l’offensiva che ha subito negli ultimi 30 anni, non dovrebbe rientrare in questa situazione, almeno per come è stata tracciata nella risposta sopra.

          • Mi complimento per il Suo far fronte alle anime belle progressiste utilizzando un’indispensabile ottima conoscenza (che a me che, oltretutto essendo all’estero, manca) delle perizie e dello svolgimento processuale.

            Fin dall’inizio la faccenda m’è apparsa viziata dalla focalizzazione sull’incidente da parte del mainstream buonista paracomunista, sollecitato dalle ammirevoli capacità e abilità della sorella, che sul passaggio da semicadavere a cadavere del fratello ha costruito le piccole fortune sue e della famiglia.
            Lo stato, che si continua tirare per la giacca con indignazione, sempre vigliacchetto e mai sicuro di sè, e mi pare a guida progressista (ma poteva esserci chiunque alla guida, fermi restando incertezze e vigliaccheria) senza attendere i risultati processuali mise generosamente mano al portafogli, così avallando la tesi di una sua responsabilità.
            La magistratura, frattanto, di cui conosciamo bene obiettività e simpatie, fu solerte e fece un certo numero di tentativi per rendere giustizia, come si conviene, anche a un tossicomane spacciatore, coinvolgendo di volta in volta medici, infermieri, guardie carcerarie e carabinieri. Ma senza riuscire a capovolgere le evidenze, fino a che ecco apparire il rimorso di coscienza di un giovane carabiniere, sul quale è lecito a qualsiasi anima perfida avere dei sospetti.
            Ma anche data la spontaneità del rimorso di coscienza resterebbe sempre
            da dimostrare, e basterebbe un avvocato mediocre per chiedere ciò, la compatibilità, attraverso l’esame autoptico, delle percosse con il decesso.

            Da medico, oltre ad essere stato testimone di manifestazioni di violenza inaudite contro medici, infermieri e forze dell’ordine, anche da parte di corpi gracili ma capaci di sviluppare forze insospettabili, manifestazioni spesso impossibili da contenere senza risposte violente, riconosco che è possibile che queste risposte causino la morte, ma questo è immediatamente chiaro all’autopsia. Non così facile invece è stabilire la causa di morte di un corpo gravemente debilitato, ma sappiamo che la debilitazione di per sè può esserlo.

          • Grazie. Mi preme specificare nuovamente che le perizie hanno stabilito che la morte non avvenne a causa di eventuali percosse o manchevolezze mediche. Questo dato, che riporto dall’inizio, sembra essere sconosciuto anche a chi si oppone alla mitizzazione della figura dello spacciatore “martire” e ben rende l’idea di come quella che dovrebbe essere una fonte che disseta il nostro desiderio comprensione, la galassia dell’informazione, diviene in realtà una cupola, alla cui ombra marciscono le intelligenze plagiate da una specie di conformismo; conformismo al quale accennò l’attuale presidente RAI, Marcello Foa, in libri ed interviste.

  2. Quello che ci rasserena oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, vada all’attacco. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi.

    Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale, e proprio per questo, questo straordinario presidio di vita fa bene a difendere la propria onorabilità e la propria forza, allontanandosi da quelle poche mele marce. E ritengo pure che siano comprensibili gli elogi dei rappresentanti dell’Arma che gioiscono nel ritrovarsi di fronte a una condizione di totale motivazione, sapendo che la più alta carica protegge l’operato della stragrande maggioranza ed elimina chi abusa del proprio potere, dando l’esempio perfetto: non si può essere incaricati di far rispettare leggi e regole agli altri e non essere i primi a farlo.
    Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria riesca a trovare un po’ di sollievo e rinnovata fiducia verso le forze dell’ordine, che riconoscono le circostanze in cui dei loro membri hanno fallito nel loro dovere di preservare la vita di una persona fermata. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto radicale: un elogio pubblico dal Capo dello Stato.
    Insomma, sono giorni molto gioiosi per la gloriosa Arma dei carabinieri. Allora gridiamo forte: viva i carabinieri, viva l’Italia!

  3. Tratto da uno scritto del Sig. Davide (che in un altro posto cita la fonte stessa della verità, Wikipedia): “La sostanza, al contrario, è che è morto grazie al “trattamento” ricevuto, combinazione sia delle cure delle forze dell’ordine che delle cure mediche. Come confermato da n perizie sin dal principio, che hanno sempre puntato il dito anche sull’inadeguatezza del trattamento medico. E figuriamoci se anche l’ambiente medico non si copre, e qui mi fermo.” Allora, caro Davide, si da il caso che la legge preveda che per formulare un’accusa di omicidio (di qualunque tipo) sia necessario dimostrare con assoluta certezza il nesso causale tra l’atto lesivo e la morte. Ora, leggendo non Wikipedia ma le cartelle cliniche pubblicate nelle more dei fatti sul sito dell’associazione di Luigi Manconi e le perizie di vario genere utiizzate in questi anni, si evince che non sussiste alcune lesione traumatica o evento trascurato dai medici del reparto penitenziario; Cucchi rifiutava le cure, non dirette a lesioni traumatiche, ed era suo diritto farlo. Inoltre, per poter comprendere la questione, si dovrebbe avere una basale conoscenza di fisiologia e medicica clinica che non si acquisisce su Wikipedia. Il soggetto in questione, inoltre, non era un povero ragazzo di strada drogato ma un violento spacciatore arrestato con un Kg di marjuana. Infine, le auguro vivamente e sinceramente di conservare la sua salute (ci mancherebbe altro): nel malaugurato caso avesse dei problemi di salute però coerenza liberale vorrebbe che lei si tenesse alla larga da quei luoghi complottardi e delinquenziali popolati da medici (e anche da agenti di polizia), gli ospedali. Un po’ meno di luogocomunismo non sarebbe male (anche in merito alla pedofilia del clero).

    • E’ proprio perchè occorre la verità che moltissimi soggetti coinvolti abbiano, pare, coperto la verità e raccontato un sacco di balle.
      Le varie perizie hanno, al contrario, più volte stabilito relazioni convincenti tra il trattamento ricevuto e l’esito finale.
      Quindi è inutile ripetere cose diverse, ed una univocità di ricostruzione che non esiste nel mondo reale, ed è in ogni caso frutto, come minimo, di scarsa trasparenza.
      Potete raccontare tutte le supercazzole che volete, e trincerarvi dietro una presunta “conoscenza” (sigh), ma la realtà è che è stato malmenato – ci sono le ossa rotte a dimostrarlo – e che, guarda un po’ il caso, poi è morto.
      Quando si arriva ad usare questa boria, è segnale che i fatti non sono sufficienti e che è necessario ricorrere a qualche irrilevante principio di autorità.
      Continua a raccontare balle (come quella del kg di droga trovato all’arresto – e le chiedo anche di indicare le fonti sulla base delle quali lo definisce “violento”), ed anche questo fa capire come stiamo assistendo ad una copertura d’ufficio, corporativa, a prescindere dai fatti reali.
      Circa i luoghi pieni di dipendenti pubblici che si difendono a vicenda, sarò ben lieto di farne a meno quando la smetteranno di essere mantenuti coi soldi delle mie tasse.
      Potendo scegliere, di sicuro certi incapaci ed amanti della copertura di categoria andrebbero a zappare la terra.
      Sulla pedofilia del clero, cosa avrebbe da contestare?
      Non esiste neanche questa?
      Vede, il “luogocomunismo” è il suo: difesa d’ufficio dei gruppi corporativi pubblici, che sono “buoni” per definizione.
      E’ lei ad andare avanti per luoghi comuni su queste persone, brave ed innocenti a prescindere dai fatti; luoghi comuni comunisti dato che si tratta di espressione di uno stato dirigista.
      Non c’è nulla di più luogocomunista nel giustificare l’oppressione e la violenza degli organismi dello stato e del potere, adorandoli come “virtuosi” qualsiasi cosa succeda.

        • Le perizie non hanno affatto chiarito in modo appropriato le cause della morte, quindi non hanno escluso un bel nulla.
          Secondo lei, se uno viene picchiato, diverse ossa vengono rotte, vengono procurate lesioni alla vescica, e per questo si viene ricoverati e sottoposti a cure mediche inadeguate, la colpa di chi è?
          A casa mia è colpa sia di chi lo ha picchiato (senza ragione) sia di chi lo ha curato in modo inadeguato.
          Tra l’altro tutta la ricostruzione vista finora è fortemente viziata da atteggiamenti collusivi volti ad evitare l’accertamento della verità, a cominciare proprio dalle percosse.
          Se non vengono accertate le percosse (causa balle), sarà difficile stabilirne un eventuale ruolo, non trova?

          Io la “verità” non la conosco, ma la verità si ottiene appurando i fatti in modo sereno ed oggettivo, non depistando e quant’altro.
          Perchè i fatti che stanno emergendo sono proprio questi: impedimento di una onesta ricostruzione.
          C’è troppa gente convinta di poter fare quello che le pare, perchè coperta dallo stato.
          Questo in un paese civile è intollerabile (e non c’entra nulla con rom, estintori, delinquenti vari).

          • E invece le perizie hanno chiarito senza ambiguità tutti i punti fondamentali. È escluso espressamente, perché era la domanda dei giudici, che sia morto a causa di eventuali percosse, incollo nuovamente un brano dell’ultima: “l’attenta analisi dei dati necroscopici permette di escludere la sussistenza di lesività traumatiche intrisecamente idonee a causarne la morte”.
            È escluso espressamente, perché era la domanda dei giudici, che sia morto per cure inadeguate, leggo, sempre nell’ultima, che non esistevano “momenti-diagnostico terapeutici che avrebbero potuto incidere positivamente sulla vicenda clinica”.
            I dubbi che sono emersi negli anni, non sostanziali e travisati dai giornali, dimostrano solo che la medicina è una scienza complessa.
            L’ipotesi che sia stato picchiato, quella sì che lascia dei dubbi.
            I dubbi vengono dalla storia processuale, nella quale si trovano “testimonianze” che “inchiodavano” i membri della polizia penitenziaria, poi scagionati completamente; questo per sottolineare ancora una volta quanto le testimonianze non vadano prese troppo in considerazione.
            Ma anche volendo prendere in considerazione l’ipotesi delle percosse come possibile e partecipando al gioco dell’opinione, secondo me è assurdo pensare che tre persone picchino “senza ragione” una terza persona, è abbastanza comprensibile invece che un tossicodipendente pluripregiudicato abbia risposto male o violentemente, magari a causa di uno stato alterato dalle sostanza stupefacenti, e per uno sputo o uno schiaffo abbia ricevuto indietro una sberla o una spinta, perché bisognerebbe vedere esattamente che significa “picchiato”. Non del tutto escludibile, sempre secondo me ma pure secondo le perizie, che sia anche caduto, magari in preda all’agitazione.
            Dato che è stato escluso che le percosse ne abbiano causato la morte, anche venisse accertato che vi siano state il ruolo di queste è stato già stabilito.
            La verità, almeno nella sostanza, io la conosco ed è quella che è stata espressa da importanti esponenti del governo su importanti giornali già pochi giorni dopo il fatto, pur con la precisazione che tradurre nel linguaggio comune diagnosi mediche è un’approssimazione che si presta a contestazioni strumentali, e che tutto l’iter processuale, anche con le sue stranezze, conferma.

  4. La vicenda Cucchi è l’emblema moderno della rappresentazione della folla manzoniana dell’assalto ai forni o alla casa del vicario. Riassumiamo: 1) Cucchi, insieme carnefice e vittima (di se stesso e delle sue debolezze, sia chiaro), non era il “geometra romano” ma un delinquente pluripregiudicato e trovato in possesso, dopo il suo arresto, di Kg 1 (UNO) di marjuana (non una modica quantità) 2) basta leggere la cartella clinica resa transitoriamente pubblica dal sito dell’associazione di Luigi Manconi per rendersi conto che si trattava di persona con molteplici e gravi problemi di salute e che la morte non è avvenuta come conseguenza delle eventuali percosse ricevute (la stessa macabra fotografia mostrata in ogni dove evidenzia solo macchie ipostatiche) 3) non risulta ancora chiara la causa di morte (legata verosimilmente alle sue condizioni di salute) e non sono segnalate lesioni traumatiche in grado di provocare la morte: manca il presupposto imprescindibile per sostenere l’accusa di omicidio, almeno finora; già sono stati assolti medici e agenti penitenziari 4) possibile che i carabinieri che lo hanno arrestato lo abbiano percosso: bisognerebbe dimostrarlo; il racconto del carabiniere “testimone”, per come è stato riportato dai giornali, non è compatibile con i reperti clinici e autoptici 5) il generale Nistri è il tipico esempio di burocrate italico timoroso della politica e della stampa: concordo, dovrebbe dimettersi 6) il comportamento del generale Nistri (vergognoso) è stato anticipato dall’Ordine dei Medici di Roma che ha sospeso i medici del reparto penitenizario del Pertini PRIMA ancora che fossero rinviati a giudizio (sono stati assolti): ci si meraviglia che nessuno più voglia praticare la professione in questo contesto 7) molti “indignados” per le “torture” a Cucchi sono pronti a lanciare alti lai contro le forze di polizia che “non intervengono duramente” quando il Cucchi di turno attenta al loro spazio personale, assomigliano agli amici dei Rom che sono talmente amici degli stessi da volerli accogliere LONTANO dalle loro abitazioni facendoli fraternizzare con i “razzisti” reietti. Un bel popolo siamo, non c’è che dire.

    • Negativo.
      1) Il “delinquente pluripregiudicato” era un piccolo spacciatore, niente di più. Ricordiamo che la normativa proibizionista sulla droga funziona malissimo ed è eticamente del tutto discutibile.
      1b) Dopo l’arresto non fu affatto trovato 1 kg di marijuana, ma 21 grammi di altra droga leggera e 3 dosi di cocaina. Il kg di altra droga leggera è emerso settimane dopo la morte.
      Con 1 kg di droga leggera rimane un piccolo spacciatore, considerazioni diverse sono solo balle di chi è completamente fuori dalla realtà.
      2) Che la morte non sia avvenuta per i maltrattamenti subiti è solo una sua opinione, del tutto prematura ed arbitraria, dato che nei processi diverse perizie e ricostruzioni hanno fornito una visione del tutto diversa.
      I FATTI sono che prima stava più o meno bene (i problemi di salute di cui si parla infatti non gli precludevano di stare abbastanza bene), e dopo aveva la mascella, i denti e la schiena fratturate, ma ovviamente i fan dello stato ladro e prepotente sono sicurissimi che tutto questo non c’entri nulla con la morte, avvenuta si vede “spontaneamente” proprio in occasione di tale trattamento di salute ricevuto.
      3) Le assoluzioni sono state seguite da annullamenti. La vicenda non è affatto conclusa.
      Ed i processi, comunque, sono assolutamente viziati dalle balle raccontate – la copertura di illeciti gravi sta emergendo chiaramente con le più recenti testimonianze.
      Oltre che, ripeto, dal fatto che le due suddette categorie di dipendenti statali sono maestre nel COPRIRSI a qualunque costo, per sfuggire ad ogni responsabilità del proprio operato.
      Cosa che fa schifo. Oltremodo schifo, per entrambi.
      4) I racconti che stanno emergendo sono al contrario del tutto compatibili con i FATTI di cui si è a conoscenza. Non sono invece compatibili coi fatti ricostruzioni del tutto fantasiose, per cui il poveretto si sarebbe praticamente picchiato e fatto male da solo.
      Non si rende conto di quanto siano ridicole certe affermazioni?
      Non si rende conto di quanto sia ingiustificabile chi, nello svolgere lavori di questo genere, sia così prepotente e superficiale con delinquentelli da due soldi?
      Non si rende conto di quanto sia ingiustificabile, ed orrenda, tutta la copertura e la collusione messa in piedi?
      Non si rende conto che le considerazioni che fa sui rom sono ridicolo fumo negli occhi, del tutto irrilevante e fuori contesto?

  5. La costituzione in parte civile è l’unica strada percorribile dall’Arma vista il flusso contrario che aveva preso questa vicenda. Quei carabinieri all’opinione pubblica appaiono indifendibili ed è inutile spiegare invece quanto potessero essere esacerbati, stizziti, dall’atteggiamento di quel ragazzo colto in flagrante e ribelle. Ma il processo si concluderà con assoluzione piena dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Pur avendo subito percosse in caserma, il ragazzo è stato sottoposto alle guardie carcerarie e poi tradotto in ospedale dove nessun medico o infermiere hanno sollecitato le attenzioni per il degenerare del suo stato. La morte sopravvenuta non non può essere riferita alle percosse avvenute una settimana prima. E anche un senso di colpa attraverserà i familiari che non si sono mossi immediatamente per liberare il ragazzo da obblighi di contenzione paragonabili all’applicazione del 41bis. Perché il magistrato ha firmato un ordine di custodia così duro e rigoroso?

  6. Mario Mauro, condivido in pieno le tue considerazioni e sono pronto a sopportare le esternazioni dei buonisti chic, ormai dovrebbero inventarne di nuove….Sono certo che la sig.ra Ilaria sarà candidata con il PD o simile…Spero che non venga eletta. W I CARABINIERI, W L’ITALIA !!

  7. Egregio Sig. Meluzzi,
    Nel suo articolo Lei afferma che la responsabilità penale è personale, ma subito dopo invoca le scuse della sorella ai clienti del fratello. Se la responsabilità penale è personale, cioè se i reati eventuali del fratello sono esclusivamente colpa sua, perché dovrebbe chiedere scusa la sorella? Mi sembra una contraddizione logica.

  8. Caro Meluzzi, il buonismo politicamente corretto, che implica un’antipatia appena dissimulata per le forze dell’ordine e tutto ciò che non sia trasgressivo, è ormai talmente diffusa negli animi della brava gente, che quelli che vendono droga ai ragazzini delle scuole possono star tranquilli, se dovesse capitare loro un accidente, specie se hanno una sorella intraprendente che sa a quale partito agganciarsi, avranno garantito il benessere delle loro famiglie e con un pò di fortuna avranno anche una lapide commemorativa alla camera o in senato. Con un pò di fortuna in più anche prima che l’intera verità sia ufficializzata.
    PS Anime belle presenti si prega astenersi da valutazioni offensive nei miei riguardi.
    intanto sò già tutto: la dignità umana, gli obblighi di che veste la divisa e che dovrebbe proteggerci, la “violenza di Stato” che non guasta mai, e, appunto, lo Stato, che in quanto Stato, bello di mammà, come si permette di permettere queste cose? Ma non c’è niente da fare, nonostante tutto io resto sempre una cattiva persona, di cultura medievale, insensibile e tendenzialmente fascista.

    • Questa è solo una sfilza di banalità con cui elude la questione.
      Le anime belle ed il politicamente corretto non c’entrano proprio niente.
      Anzi, è lei che manifesta una banalità di pensiero riconducibile ad un politicamente corretto in apparenza (ma solo in apparenza) alternativo: le forze dell’ordine, e lo stato, hanno ragione a prescindere e possono fare quello che vogliono.
      Il concetto rilevante è completamente diverso: lo stato prepotente.
      Concetto alla base della filosofia liberale (non dei “buonisti): lo stato NON può fare il prepotente con le persone (e ricordo che non parliamo di un pericoloso mafioso ma di uno sbandato).
      Il concetto rilevante, quindi, è che il suo modo di ragionare è lo stesso di chi giustifica la spesa pubblica al 50% del pil, le tasse per finanziarla, e qualsiasi angheria sovietica.
      Semplicemente si mette sotto una bandierina diversa (ma analoga – anche se credo non ne sia consapevole), raccontandosi di essere diverso.

      • Le mie saranno banalità, ma “banalità” constatate ( o vogliamo negare che esista la lapide dedicata a un ragazzino che si accingeva a tirare una bombola di gas, immagino vuota ma sempre arma pericolosa, a un giovane carabiniere che da questo ha avuto comunque rovinata la vita) delle quali banalità è più che lecito immaginare il ripetersi, stante l’abbondanza di anime belle come la Sua.
        Lei butta lì ” lo Stato non può fare il prepotente” come se si trattasse di una persona, su queste basi non possiamo imbastire alcun confronto d’idee razionale.
        Cosa, del resto, generalmente assai poco comune, sostituita di solito dall’abbaiarsi addosso l’un l’altro i pre-giudizi.
        Difetto questo molto comune, dal quale riconosco di non essere immune neanch’io (specie quando non si stratta di realtà constate) ma almeno cerco di supportare i miei pregiudizi come meglio posso. Posso consigliarLe, a proposito delle Sue considerazioni sullo Stato di leggere il dibattito tra Platone e Trasimaco su “La repubblica”. Quella di Platone, non di Eugenio Scalfari, va da sè.

        • Purtroppo conferma le solite banalità.
          Come penso che la violenza di stato contro i poveretti e le persone normali sia intollerabile, non ho alcun dubbio nello stare dalla parte di un carabiniere che si difende da chi cerca di aggredirlo con un estintore.
          Ritenendo anche la difesa perfettamente lecita e “proporzionata”, tanto per rimanere su altri argomenti di attualità.
          Ahimè, andando avanti con tifo calcistico di parte, senza guardare alla sostanza dei fatti ed ai principi su cui ci si dovrebbe basare, non si va da nessuna parte.
          Su Platone, mi spiace per lei ma sto leggendo Popper – “La società aperta ed i suoi nemici”, ed in particolare il volume intitolato “Platone totalitario”.
          Lettura che farebbe molto bene a chi crede che certi soggetti abbiano sempre ragione.

          • Gentile Davide, tutto siamo d’accordo sulla violenza di Stato; ma il caso specifico è diverso: il soggetto in questione è stato dipinto come una sorta di ragazzo un po’ problematico e che fumava le “canne” a cui i carabinieri hanno spezzato l’osso del collo fino ad ucciderlo. Non è così e basta seguire il processo e documentarsi per capirlo. Il soggetto era un delinquente violento (chieda nei Pronto Soccorso romani “visitati” dal soggetto e non ascolti le chiacchiere della sorella e del suo avvocato): è possibile che sia stato picchiato (pare dopo una resistenza) e questo non è permesso in Italia come in qualunque paese democratico (anche se poi avviene il contrario in qualunque paese democratico, ho assistito agli interventi delle CRS francesi) ma l’abuso (da sanzionare) finisce lì. A me non è mai capitato di essere picchiato dalla polizia o dai carabinieri, in Italia come all’estero; e le posso assicurare che mi è capitato di discutere le decisioni di alcune pattuglie.

          • Lei legge Popper adesso e forse non è arrivato alla fine, se avesse letto altro della sua opera probabilmente non dispenserebbe arroganti giudizi di banalità. Nè, forse, accuserebbe, come fa il bue che dà del cornuto all’asino, di tifo calcistico di parte chi cerca di difendere quel che resta della logica conservatrice dal pensiero unico progressista.

            Non c’era bisogno di leggere Popper, che ha Platone in particolare antipatia per via dell’insistenza del filoso greco sui difetti della democrazia (gli stessi che noi vediamo oggi, dei quali Popper, ha conosciuto solo una parte, oltretutto non fidandosi di Platone, che li aveva previsti quasi tremila anni fa con soprendente lungimiranza) Le sarebbe bastato leggere anche solo un sunto della Repubblica per rifiutarne i principi enunciati. Ma nei Dialoghi c’è ben altro su cui riflettere, anche se ben poco di gusto dei progressisti.
            Senti chi parla di soggetti che vorrebero avere sempre ragione. Appunto, il bue e l’asino.

  9. Fondamento del liberalismo è l’HABEAS CORPUS, concetto ignoto a servitori dello stato che prendono a calci chiunque, anche uno spacciatore, all’articolista e a molti commentatori.

    • Che c’entra l’habeas corpus? E i servitori dello stato sapevano benissimo che il corpus andava consegnato a guardie carcerarie, infermieri, medici, magistrati. Non immaginavano, questo è vero, che dovesse essere consegnato ai fotografi, e ancor meno sapevano che valeva in soldoni molto più del suo peso effettivo.

  10. Sono letteralmente sconcertato da questi commenti.
    Signor Meluzzi, si renda conto di quello che significa pubblicare certi articoli.
    Io ho sempre votato a destra e sono un avvocato.
    So bene che la destra ha sempre pescato voti nelle forze dell’ordine ed è questo il senso dell’appoggio incondizionato dato alle forze dell’ordine in questa vicenda.
    Tuttavia, non si può arrivare a questi livelli solamente per quattro voti in più.
    Vicende come quella di Cucchi sono semplicemente la punta dell’iceberg della malagiustizia che c’è nel nostro Paese, di quanto giudici e operatori delle forze dell’ordine arrivino a violare impunemente i nostri codici.
    I verbali falsi da parte di carabinieri e polizia sono la regola ormai, non l’eccezione.
    Così come le indagini non fatte, ecc.

    Un politico (che addirittura si definisce liberale) non può raccattare del consenso in questa maniera.

  11. Condivido che annunciare la possibile costituzione in parte civile nientemeno che da parte del Capo dell’Arma, è un ERRORE GRAVISSIMO! Inseguire gli eventi a quei livelli può essere rimediato solo dalle dimissioni del vertice!

  12. Ho conosciuto un giovane agente di polizia, che mi ha confidato che uno degli incarichi più ingrati era aver a che fare con i drogati, che (testuali parole) sono capaci di fare qualsiasi cosa, anche quella che meno ti aspetti, infatti é un incarico che tutti cercano di evitare, non tutti ci riescono, ed allora hanno a che fare con elementi violenti e fuori di testa che non sempre si riesce a contenere se non con la forza. Quindi solidarietà agli agenti, nessuna pena per Cucchi drogato marcio che alla fine se l’è andata cercare, massimo disprezzo per la sorella che ha monetizzato alla grande quanto successo al fratello, forse se avesse messo lo stesso impegno nell’aiutarlo il Cucchi non avrebbe fatto quella fine.

  13. Sono francamente stupito, e contrariato, di leggere certi articoli e certi commenti su queste pagine.
    La vicenda, se si conferma come ricostruita, è del tutto intollerabile.
    La violenza di stato, ingiustificata e sproporzionata, è l’esatto contrario di un punto di vista liberale, che rappresenta precisamente l’opposizione alla prepotenza di stato ed all’arbitrio del potere pubblico.
    A maggior ragione quando si parla di sbandati di scarso impatto: forti coi deboli e deboli coi forti.
    L’arma stessa ha fatto una pessima figura, non solo per l’episodio in sè, ma per la copertura volontaria della vicenda che sembrerebbe riguardare ogni livello (stando a quanto si intuisce).
    In Italia manca gravemente una cultura su questi argomenti, e chi si crede “di destra” o “conservatore” si schiera dalla parte delle forze dell’ordine per partito preso, senza pensare, senza capire.
    E’ un errore gravissimo, perchè il liberalismo e la civiltà nascono proprio contro la violenza pubblica.
    Mille altre cose diverse – ed opposte – che accadono, egualmente esecrabili, non giustificano affatto queste valutazioni.
    Poveretti maltrattati ed uccisi dallo stato non sono tollerabili.
    E non venitemi a dire “era un drogato”, perchè la stessa impostazione esclusivamente proibizionista sull’argomento è illiberale, scarsamente giustificata e, nei fatti, del tutto fallimentare: le droghe sono diffuse come non mai, mentre produttori e trafficanti hanno soldi e potere in quantità imbarazzanti, arrivando quasi a controllare alcuni stati.
    La “destra” italiana deve crescere, e molto.

      • Falsa? Non ne sarei affatto così sicuro.
        Specialmente viste le tristi storie di copertura e simili che stanno emergendo.
        In ogni caso leggo un articolo e commenti che non si basano affatto su questo, ma su una difesa a prescindere.

        • È quello che gli esami medici hanno detto dal primo momento, cioè dal 2009, fino all’ultimo, cioè fino alle perizie svolte appena un mese fa. Se ci sono stati particolari sui quali si è avuto un dubbio o se ci sono state coperture, ciò non ha mai intaccato la sostanza. La sostanza è che è morto per colpa sua e non per colpa di qualcun altro.
          Ci sono stati commenti forti, ma non mi pare si possa parlare di molti commenti che si basano su una difesa a prescindere. Ma anche volendo seguire questa contestazione, non me la sentirei affatto di condannarli.
          Io vedo una guerra in atto: la guerra tra chi è “buono” e chi è “cattivo”. Purtroppo in realtà i “buoni” non sono buoni ed i “cattivi” non sono cattivi: molto più spesso è vero il viceversa.
          Al di là di ogni considerazione sul merito, questo caso non è più, da praticamente quando è iniziato, una “semplice” vicenda di maltrattamento da parte di chi dovrebbe tutelare il popolo, ma il santo spacciatore contro il demonio Stato (medici, polizia penitenziaria, carabinieri, politici e via discorrendo). I “buoni” hanno inserito il personaggio in questione nella loro schiera di idoli e chi non si piega ad adorare questo idolo è tra i “cattivi”, anche se il vero scopo dei “buoni” è in realtà l’inversione degli attributi e lo stravolgimento dei valori; contro questa deviazione delle coscienze, la reazione è importante anche se scomposta.
          Come ho accennato altrove, sono tragiche scelte e quella giusta è quindi quella di stare coi “cattivi”.

          • La sostanza, al contrario, è che è morto grazie al “trattamento” ricevuto, combinazione sia delle cure delle forze dell’ordine che delle cure mediche.
            Come confermato da n perizie sin dal principio, che hanno sempre puntato il dito anche sull’inadeguatezza del trattamento medico.
            E figuriamoci se anche l’ambiente medico non si copre, e qui mi fermo.
            Conto solo la responsabilità dell’operato delle persone, che alcuni cercano proprio di evitare perchè è operato dei presunti “buoni”, mentre la vittima è un presunto “cattivo”.
            Concettualmente è un po’ come insabbiare la pedofilia del clero: i preti sono “buoni” e quindi non vogliamo accertare le loro eventuali responsabilità.

          • Come ho scritto prima, nella perizia medica del 7 marzo di quest’anno fatta per la prima sezione penale del distretto della corte di appello di Roma si legge testualmente che “l’attenta analisi dei dati necroscopici permette di escludere la sussistenza di lesività traumatiche intrisecamente idonee a causarne la morte”. Quindi si esclude la morte per pestaggio. Cosa dovrei leggere nello specifico per convincermi del contrario?
            Attualmente, gli unici indagati sono i carabinieri, ma sono comunque pronto ad analizzare informazioni credibili che suggeriscano di dare delle colpe a chi doveva prestargli cure mediche. Però, sempre in quella perizia, leggo che le giornaliere visite mediche venivano spesso rifiutate dal paziente, che i medici suggerivano allo stesso di idratarsi e nutrirsi maggiormente e lui rifiutava, che non potevano imporgli nulla perché capace d’indendere, che comunque non erano presenti indici di particolare allarme per la sua sopravvivenza. In definitiva, non esistevano “momenti-diagnostico terapeutici che avrebbero potuto incidere positivamente sulla vicenda clinica”.
            Ma anche volendo prescindere dai fatti e facendo un’analisi di massima, basandoci sul buon senso, è buon senso credere che una persona possa morire per colpa delle percosse dopo una settimana in ospedale in cui tutti si girano dall’altra parte ignorando un moribondo sofferente? Mai nella vita siamo entrati in un ospedale per vedere cosa fanno lì? Pur volendo ammettere che ci siano i negligenti, manco una persona si è accorta di una tragedia lunga una settimana?
            Lasciamo stare altri discorsi che non c’entrano niente, si divagherebbe e basta.

          • Caro Giacomo, basta rileggersi la storia – processuale e non – di wikipedia per rendersi conto di come ci siano state svariate perizie, di parte e non, che hanno sottolineato il ruolo sia dei carabinieri che dei medici.
            Ripeto: ed entrambi, storicamente, si coprono ampiamente.
            E’ proprio dopo essere entrato in un ospedale che mi rendo conto, purtroppo, di come operino.
            Grottesco parlare di buon senso, dopo che qualcuno è stato pestato ed è morto sotto le amorevoli cure dei due gruppi in oggetto.
            Se poi aveva qualche debolezza personale, peggio ancora, vuol dire che a maggior ragione non doveva essere maltrattato.
            Da notare come questi casi “misteriosi” stiano diventando un po’ troppo frequenti per un paese civile.
            Poi io non ero presente in nessuno di essi, per cui non so quali volte sia andata in un certo modo e quali in un altro.
            Quello che è certo è che la copertura, di default, di ogni atto compiuto, non è tollerabile.

          • Nella pagina indicata ho trovato solo collegamenti a fonti giornalistiche, smentite anche dalle sentenze, e non perizie. Attendo ancora un dato oggettivo che possa farmi sospettare che cambiare idea sul fatto non sia totalmente irrazionale.
            È una logica circolare, quindi fallace, oppure un fraintendimento quel che si trova alla base dell’obbiezione sull’uso del buon senso in questo caso: ho evocato il buon senso per determinare se il fatto si sia mai verificato e quindi non si può assumere che il fatto si sia verificato per contraddire la mia frase. Non si può neppure assumere che sia stato maltrattato per lo stesso motivo.
            Dato che in tutta la discussione su questa pagina non è emerso nessun fatto e nessuna logica per sostenere il contrario, noi abbiamo un’ulteriore conferma che la verità è quella emersa già pochi giorni dopo l’accaduto, e cioè che la morte, a parte dettagli poco rilevanti, sia avvenuta praticamente per autodistruzione.

    • Non sono personalmente un antiproibizionista ma sul tema penso si possa discutere da un punto di vista liberale. Cominciando da una doverosa premessa pregiudiziale: se liberalismo vuol dire massima libertà personale coniugata con massima responsabilità personale, chi vuol consumare droghe sia libero di farlo con la consapevolezza che nel caso l’uso delle medesime lo metta nella condizione di nuocere a terzi ne risponderà senza alcuna indulgenza e con aggravanti di pena (in soldoni: finisce in galera e non in una comunità di recupero di qualche prete buonista pagata dai contribuenti). Così come, consapevole dei possibili danni psicofisici che le droghe producono, chi ne faccia uso provveda alle proprie eventuali cure coi propri mezzi senza gravare sulla sanità pubblica o sui servizi sociali.

      • P.S. Così come provveda coi propri mezzi a seguire percorsi di disintossicazione e recupero qualora decida di intraprenderli per uscire dalla tossicodipendenza.

        • Tutto questo cosa c’entra col fatto che uno possa venire ammazzato di botte perchè “è un drogato”?
          Sul resto si può discutere.
          Anche se non vedo la logica nè dell’aggravante nè, più di tanto, del solito refrain del “pesare sulla spesa pubblica”, che può valere per qualsiasi cosa.

          • Caro Davide,lo sai che ci sono delle differenze di vedute tra noi.
            Ma questo nn mi fa mancare,nei tuoi confronti,un grande rispetto.
            Leggo te ed Emilio,ne percepisco le differenze di visione sociale,ma il buon senso che vi accomuna mi fa ben sperare che al momento giusto ci possano essere persone consapevoli che lo Stato di diritto è superpartes rispetto ad un dogma.
            E questo crea un futuro di un Popolo.
            Magari sono troppo aulico e utopico…ma ogni tanto ci vuole…

        • Il che trascende la faccenda, ma ci presenta un’orrida prospettiva che dà motivo in più per dare un voto in meno al pensiero liberale.

          • Orrida prospettiva?
            L’orrida prospettiva è lo stato oppressivo che ti obbliga a pagare il servizio pubblico, che “è gratis”, e poi ti dice come devi vivere.
            Il pensiero liberale è molte spanne sopra il suo, evidentemente.
            Soprattutto da un punto di vista etico.

          • È orrida la prospettiva secondo la quale potrai curarti solo se potrai permetterti di farlo, sì.
            Le comunità, come comunità è lo Stato, servono proprio a creare degli obblighi per evitare che le immancabili manchevolezze dei membri causino nocumento agli stessi membri almeno.
            Lasciamo perdere, di nuovo, le ultime due frasi.

  14. Condivido ciò che hanno scritto,Artemide,Terramoccia e Mina.La “Faccia” di un
    individuo conta molto.Quella del Cucchi non mi piaceva affatto,forse perchè sapevo
    che “Trafficava” in droga.Ora la Famiglia non ha più un peso immane sulla “Gobba”.
    Ha dei soldi in “Scarsella”,perciò,tutto bene.

  15. I fatti più importanti della faccenda: era uno spacciatore tossicodipendente, al momento della morte pesava 37 kg, era alto 1,76 m ed aveva quasi un litro e mezzo di urina in corpo; le percosse sarebbero avvenute una settimana prima della morte; al ricovero viene accolto con codice verde e poi ha rifiutato spesso le visite mediche; ha parlato col padre e non ha riferito di essere stato picchiato; nella perizia medica del 7 marzo di quest’anno fatta per la prima sezione penale del distretto della corte di appello di Roma si legge nero su bianco che “l’attenta analisi dei dati necroscopici permette di escludere la sussistenza di lesività traumatiche intrisecamente idonee a causarne la morte”; dalla stessa perizia si ottiene, per sintesi, che faccio io ed andatevela a leggere se non mi credete, che lui è morto a causa della droga e della malnutrizione; il testimone parla 10 anni dopo il fatto.
    Sarebbe da osservare pure che è la strumentalizzazione della morte è preponderante nella vicenda, cioè che il punto non è risolvere una caso giudiziario ma criminalizzare le forze di polizia e lo Stato in quanto tale.

      • Mi dispiace di aver sbagliato a riportare un’altezza diversa da quella corretta, per il resto confermo tutto e quello che ho scritto è la verità. Sono aperto al confronto sui temi e ad accettare smentite qualora siano sensate.

  16. Quello che mi ha dato fastidio nel comportamento della sorella di Cucchi è il suo andare in giro mostrando una gigantografia del fratello morto.
    Come mai non vengono mai mostrate le foto dei corpi delle vittime di Kabobo? E come mai non si vede la madre di pamela andare in giro mostrando il corpo fatto a pezzi di sua figlia?
    Come la Legge regola tali comportamenti?? Com mai si tollerano tali comportamenti di alcuni e vengono proibiti agli altri??

    • Semplicemente perche è piu grave che sia un organo dello stato, scritto minuscolo apposta, ad ammazzare una persona.
      Stato corrotto colluso mafioso e massonico marcio fino al midollo.

      • Caro Davide, lo stato di diritto è sconosciuto ai più! È la stessa cosa dei migranti, nessuno capisce che vanno salvati in mare, caso mai si rimpatriano se non hanno diritto di rimanere, ma non si lasciano morire in mare! Ma questi, secondo i nostri eroi sono “argomenti da comunisti” frase inutile che serve solo a nascondere l’incapacità di vivere in maniera civile! Saluti

  17. Mi sono trovato il nome della signorina persino nelle parole crociate ! Certo, la signorina ha tutto il diritto di combattere come una leonessa in nome del fratello ed è diventata famosa. Ma io mi domando: la signorina si batteva come una leonessa per amore del fratello, cioè per tirarlo via da quella vita schifosa, anche PRIMA che succedesse il fattaccio? Comunque rinuncio, non mi interessa, questa è una cosa privata che riguarda la signorina e la sua coscienza.

  18. Sono d’accordo con A. Meluzzi, la responsabilità penale è personale, il comandante ha responsabilità sulla vigilanza dei comportamenti dei sottoposti. Situazioni simili o diverse si verificano ogni giorno. Bisogna informare e soprattutto formare i militari al rispetto dei cittadini che sono peraltro i loro datori di lavoro.

  19. tutti si dimenticano che era uno spacciatore (questo non vuol dire che ciò che gli è successo sia giustificabile) ma cerchiamo di non santificarlo.

  20. L’Arma dei Carabinieri alla quale ho avuto onore di appartenere è composta da uomini che a parte una dedizione e morale altissima sono pur sempre uomini. Tra questi vi possono essere persone che per inesperienza e stress confondono la missione con qualcosa di personale. Io ho sempre odiato la violenza e più di tutto da parte di chi ha il potere nelle mani!! Comunque siamo ben lontani dall’avere elementi per mettere in giudizio la Grande Eterna Arma dei Carabinieri..

  21. A me sembra che in Italia ci sia qualcosa di sbagliato : hanno fatto diventare un eroe quel tal GIULIANI ( G8 Genova ) che stava assalendo una camionetta dei Carabinieri con un estintore ( hanno dato il suo none ad un’aula della Camera ?) e vogliono fare la stessa cosa con questo ragazzo ex spacciatore. Sicuramente quei Carabinieri hanno sbagliato , per il loro eccesso dovranno pagare davanti alla Giustizia (?) per essersi sostituiti alla stessa , ma probabilmente qualche genitore di ragazzo/a cliente dello spacciatore avrebbe voluto trovarsi al posto dei Carabinieri.

  22. RICOSTRUIAMO I FATTI??
    Cucchi ha insolentito i carabinieri rifiutandosi di farsi fotografare e prendere le impronte. I carabinieri hanno perso la testa e lo hanno colpito. Successivamente Cucchi è morto in Ospedale per cause di difficile accertamento. Infatti Cucchi era chiaramente debole e sottoalimentato.
    Facciamo un bilancio di quanto è successo?
    Cucchi è morto per cause da accertare dopo essere stato colpito dai carabinieri.
    I carabinieri, per aver perso la testa, in seguito alle sfide di Cucchi alla autorità, si sono rovinati e hanno rovinato le loro famiglie.
    La sorella di Cucchi è diventata onorevole e ha avuto indennizzi cospicui di cui , naturalmente, hanno beneficiato anche i suoi avvocati.
    Medici del Pertini e guardie carcerarie hanno passato anni d’inferno con la spada di Damocle del loro licenziamento e forse carcerazione.
    Chi ha vinto?? Chi ha perso?? Chi ha avuto il danno maggiore??? Di chi sono le colpe maggiori??
    Una storia triste che, purtroppo, ha visto alcuni esponenti dell’arma dei Carabinieri comportarsi più che male, in modo contrario alla Legge, alla Giustizia e alla fiducia che i cittadine devono avere verso chi li dovrebbe difendere. Questo nascondere la Verità è stata la colpa più grave di tutte.

  23. Per simpatia verso Nicola Porro occorre sopportare gli articoli del prof Meluzzi che non so quanto si possano dire LIBERALI. Per fortuna poi possiamo leggere DINO COFRANCESCO.

  24. Quanti fascisti che ci sono in giro. Ilaria Cucchi eroina dei giorni nostri, contro tutto e tutti per smascherare dei violenti psicopatici.
    Nessuno merita di essere picchiato così, né uno spacciatore né un pedofilo. Vanno aiutati, curati, ma sono esseri umani.

  25. Le nostre forze dell’ordine hanno il sacrosanto dovere di far rispettare la legge, non di essere giustizialisti (come avvenuto con Stefano Cucchi). Vorrei dire ad alcuni benpensanti: come si sarebbero comportati se un loro figlio si trovava al posto di Stefano Cucchi? sono una persona che ha militato nello stato e non ammetto simili sorprusi su un inoffensivo essere umano (in quel momento). E stato preso a calci in faccia da persone pazze, persone che volevano dimostrare di essere superiori (non e così). I carabinieri sono persone scelte che difendono i più deboli. Il Generale dell’arma sicuramente farà bene per proteggere l’arma dei CARABINIERI per dimostrare che non tutti siamo uguali.

  26. Che penosa presa di posizione,caro Meluzzi.
    Secondo te per salvare l’onore,bisogna essere omertosi nascondendo degli psicopatici esaltati(schifosamente scagliatisisi su una vittima “senza santi in paradiso”)che fanno parte di un presidio a cui ci si rivolge nelle difficoltà?
    Quando vai in ospedale ti sentiresti sicuro nel farti operare se per “salvare l’onore” sapresti che il corpo medico è omertoso sui suoi incapaci?
    Complimenti e se hai figli,spera sempre che seguano il motto “dio,Patria e famiglia”,ligi alle regole,altrimenti potrebbe capitare in un mondo in cui l’omerta è la linea di demarcazione,che una volante possa fermare la tua prole e,con nonchalance,malmenarlo a morte perché ritenuto molesto e indisciplinato.
    Soltanto dopo un tale tristo evento,che ovviamente nn ti auguro mai succeda,avranno senso le tue ultime frasi.

    • Orlo lei è un eroe! Forse ha seguito un corso per aumentare la calma interiore, le faccio i miei complimenti. Per quanto riguarda l’articolo, Meluzzi è in linea con l’oscurantismo attuale! L’arma dei Carabinieri non si doveva costituire parte civile perché le responsabilità penali sono personali, mentre la Cucchi si deve scusare con le famiglie colpite dallo “spaccio” del fratello! Due pesi e due misure in linea con la pericolosa deriva del Paese! Altro che liberari qui siamo alla follia! Grazie ancora per la sua calma lei è un esempio da seguire!

      • L “‘oscurantismo attuale” sarebbe quello di Meluzzi?
        Nell’era del pensiero collettivo, equo, solidale, accogliente, intriso di buone intenzioni Lei accusa una delle poche voci fuori dal coro, non tanto di oscurantismo, dato che ogni progressista che si rispetti ha questo diritto, ma di oscurantismo “attuale”

        E io che credevo che lo splendore del post illuminismo rendesse tutte le anime progressiste felici e invece scopro che ancora non basta, ci vuole più luce.
        Ma ci stiamo già portando avanti: intanto si è già cominciato, qui e là, con il rendere punibile per legge il discorso d’odio se indirizzato verso i protetti dall’ideologia dominante; in futuro Meluzzi potrebbe avere dei seri guai continuando così

        • Quello che lei chiama pensiero collettivo è stato di diritto! Io delle sue sigle e delle sue categorie me ne faccio poco! Sono nato nella parte ricca del mondo, se devo aiutare qualcuno aiuto i bisognosi e non “quelli che ben pensano”!
          PS..sono cristiano nel senso stretto del termine, preferisco rifarmi alla filosofia che viene attribuita a Gesù Cristo, piuttosto che a questa mentalità liberista che ha creato una massa votata al consumismo sfrenato e inconsapevole che sta distruggendo le relazioni tra gli esseri umani! “Il Mantra” è il profitto, il resto non conta

      • Perdoni se ho usato più volte il termine “progressista” , avrei dovuto dare maggior risalto al Suo essere cristiano. Non l’ho fatto e me ne scuso.
        Ma, vede, da cristiano a catto-progressista il passo è breve e io ho sempre dato al termine un’accezione negativa, derivandola da catto-comunista del tempo non troppo lontano che fu.
        Quindi Le propongo di cancellare virtualmente il termine progressista e sostituirlo con “buon cristiano” Cosa che, oltre a tutti gli altri miei difetti, io non sono.
        Anche perchè temo che i buoni cristiani siano un problema per il futuro della cristianità (intesa come luoghi dove abitano maggioritariamente i cristiani).

    • La vicenda, per colpa di un certo giornalismo che punta all’emozione piuttosto che alla verità e di una certa corrente di pensiero nemica dello Stato e colpevolista (troppo diffusa oggi), è sfuggita ai limiti che doveva avere e quindi sì, ci si è trovati da subito di fronte alla triste constatazione che anche la presunta omertà in questo caso sarebbe stata migliore della rappresentazione farsesca che è stata data. Desiderare il male minore è triste.
      Da subito la vicenda è stata strumentalizzata e si è fatto di tutto per trovare un colpevole, quando la verità fondamentale, e cioè che era morto perché aveva devastato sé stesso e gli altri non ne hanno colpa, era stata già resa nota nei giorni successivi alla sua morte, con dichiarazioni pubbliche di noti esponenti politici su noti giornali.

      • Caro Giacomo,ho capito molto bene il suo punto di vista che nn condivido in nessun passaggio.
        Le auguro di nn dover avere mai vicissitudini legati ad un suo moto di stizza,o di qualche suo caro congiunto,davanti a dei rappresentanti dello Stato “esacerbati”.
        Soprattutto ne incassi le conseguenze,anche se nefaste,dal momento che se dei suoi parenti mettono in mezzo dei mass-media,l’omerta è permessa.
        Buona vita.

        • Conosco bene gli abusi che vengono perpetrati da chi ha una posizione che dovrebbe anzi prevenirli, ma sono uomini ed in discussione c’è molto più dei singoli. Non si può valutare la bontà delle idee in base alla convenienza personale.

          • Giacomo la sua presa di posizione,se nn dettata da semplice voglia di fare da bastian contrario appare sempre più fragile e se,già dall’inizio della sua “crociata”(l”ho scritta per dare un brivido di piacere al Meluzzi 😉 )era lapalissianamente forzata,adesso ti sei “seppellito”.
            Hai ragione quando dici che nn è una questione di persone,ne personale.
            È propio una questione di Stato liberale di diritto e della credibilità delle sue istituzioni.

          • Fragile? Forzato? Seppellito? Senza un perché, non posso che rifiutare in toto le contestazioni. Cerco solo la verità, e la verità è che si vuole a tutti i costi fare di uno spacciatore un martire.
            Accostare la parola “stato” a “liberale” rappresenta quasi un ossimoro; ma al di là di questo, di sicuro non riconoscerò alcun valore alla difesa di uno “Stato liberale di diritto”, di sicuro non in questa faccenda, dove si è colpevolmente travisata la realtà di una morte dovuta all’autodistruzione facendola apparire strumentalmente un abuso proprio al fine di distruggere la citata “credibilità delle istituzioni”.

  27. Sono anni che questa signora cavalca la via del dio denaro!
    Sin dall’inizio lo aveva manifestato apertamente, così come era emerso che quella larva umana del fratello non fosse gradito in famiglia, anzi…
    Orrendo è stato il comportamento di quei carabinieri che, denunciando i colleghi, li hanno messi alla berlina.
    Era giusto così? E allora perché non l’hanno fatto da subito, lasciando che medici e personale paramedico venissero infamanti con processi faziosi e di parte (sinistr..za)?
    Meluzzi ha ragione, perchè costituirsi parte civile? Non bastano le umiliazioni e i soprusi che l’Arma subisce ogni giorno da chicchessia?
    Anche questa onta deve subire?

  28. Voglio dare un commento politicamente Scorretto: sono orgoglioso che quei militari abbiano pestato a morte uno schifoso spacciatore di droga. Era accertato che fosse sia consumatore che spacciatore di morte e tragedie per altre famiglie rovinate dal suo comportamento. Ha fatto la fine che meritava, se la è voluta e cercata. Nessuna pietà, anzi se tutti gli spacciatori sapessero che questo può succedergli in ogni prigione sicuramente sarebbe un deterrente. Vergogna per la PiDdina Ilaria, che difende e protegge gli spacciatori m

    • e comunque l’hanno SOLO pestato. non pestato a morte. la morte è conseguenza della sua tossicodipendenza. nemmeno la pietà gli è dovuta in quanto spacciatore. quanto all’infame sorella che ha tirato un sospiro di sollievo insieme a tutta la famiglia, la pongo sotto le bestie (che sono scusate perché fanno del male per istinto e non per cattiveria)

    • Caro Meluzzi legga i commenti! Lei si rende conto di cosa causa questo modo di scrivere “articoli”? Tira fuori il peggio della gente! Tutti senza peccato con la pietra in mano! Che schifo!

      • Il peggio? Prego? Il peggio era Cucchi che spacciava droga. Il peggio è il PD che protegge gli spacciatori. Il peggio è quella ipocrita senza vergogna della sorella, Ilaria, che fa propaganda a favore dei tossici e degli spacciatori e ci guadagna migliaia di euro o decine di migliaia al mese. Lo schifo più totale

      • Il peggio?? Iniziamo a chiamare le cose con il proprio nome & svegliamoci da questo politicamente corretto che ci ha già portato tanto fuori strada!

      • Egregio Emilio , il ” buonista ” che è in Lei è tornato prepotentemente alla ribalta. Meluzzi non tira fuori il peggio della gente con il suo articolo , ma esprime un’opinione condivisa da CHI non è un ” buonista ” patentato come Lei. Pochi approvano il comportamento di alcuni esponenti della ” benemerita ” , molti emettono già sentenze sulla causa della morte del ragazzo , altri , ” cattivisti ” come me , ritengono che quel ragazzo con lo spaccio possa aver rovinato o aiutato a rovinare la vita di molti giovani e non ne fanno un Santo da dare in pasto all’opinione pubblica a convenienza.Personalmente ritengo che gli spacciatori dovrebbero stare in galera a vita , ma sono tremendamente cattivo e so che Lei non condivide e da ” buonista ” li inviterebbe anche a cena per redimerli. Buona serata.

        • Fosse stato uno di quelli… Gli spacciatori da 10000 euro al mese, quelli che spacciano cocaina alla gente “perbene” era ancora vivo perché si poteva permettere un mega avvocato! Invece era una persona normale ed è finito così! Mi fa schifo questo paese pieno di benpensanti che vanno a prostitute la sera e in chiesa la mattina! Per i reati esistono i tribunali non la giustizia sommaria di gente che si Nasconde dietro una divisa INFANGANDOLA con atti criminali! Ha fatto bene Nistri, ha avuto quello che si chiama SENSO DELLO STATO! Mi rasserena il fatto che in cima All’Arma dei Carabinieri ci siano persone davvero perbene! I forcaioli esaltati non servono a nessuno! Grazie

          • Caro Terramoccia io rispetto le leggi, buonista non vuol dire niente! Me ne frego di queste stupidaggini, termini inventati buonista non vuol dire niente! Se vuole questo tipo di giustizia vada a farsi una vacanza nelle carceri turche! Ci porti anche Meluzzi e tutti quelli “perbene” che scrivono commenti fuori dalla grazia di Dio! Spesso vi definite cristiani… Ma dove? Siete una masnada di gente impaurita che sputa odio su chiunque gli viene dato in pasto in questi “articoli”! Leggete il vangelo invece che insulsi giornali che all’estero vengono considerati “satira”! Parlate come se la nostra fosse la Nazione perfetta, siamo lo zimbello d’Europa, negli ultimi 25 anni ogni governo ha fatto peggio del precedente! Questo governo, mentre voi odiate chiunque, ci sta definitivamente mandando in bancarotta!
            Ps..la stragrande maggioranza dei Carabinieri è composta da gente perbene che rispetta la divisa che porta! Buona sera

          • Caro Emilio,vedo che la verve nn ti manca per confrontarti con i nostri “migliori elementi”. 😉
            Mi sta un pó stupendo l’Armando il quale nn me lo sarei aspettato conformato a tale deriva garantista verso un’istituzione da cui nn si dovrebbero temere ritorsioni,soprattutto sulle fasce più deboli,in caso capiti di essere sotto la loro custodia(hai presente quando i tuoi figli ti “danno in custodia” i tuoi nipotini? Custodia è una parola calda,avvolgente che crea un’alona di protezione).
            Dire che la maggioranza dei militari è onesta ed esegue i suoi doveri nn vuol dire nulla se gli viene reso difficile,se nn impossibile,denunciare tranquillamente,senza temere ripercussioni,chi esercita abusi o si macchia di condotte corrotte.
            Il generale Nistri,che è a capo dell’Arma dal gennaio 2018,perciò senza una condotta compromissoria che lo obbligherebbe alle dimissioni,sta cercando di imprimere una svolta nell’immagine di un presidio indispensabile alla nostra repubblica.
            Si sta muovendo in un contesto nuovo,voluto dal ministro Trenta,in cui ha trovato posto la sindacalizzazione dell’Esercito e il sindacato(per ora solo uno)fondato dal colonnello De Caprio(conosciuto come Ultimo)si sta muovendo nell’ottica,diciamo “anticonformista”, che l’ha sempre distinto. Lo stesso si è inerpicato in una serie di distinguo che sono spaziati dalla solidarietà alla famiglia Cucchi,richiesta di dimissioni di Nistri,pretesa di tutela di ogni carabiniere attraverso la costituzione di parte civile per ogni episodio di oltraggio agli stessi(praticamente una cazzata),si è soffermato(come un Landini qualsiasi)sui 10 anni passati per arrivare alla verità coniugandolo con un ridicolo,il corpo dell’Arma è sano. Insomma se ci sono voluti 10 anni per scoperchiare l’evidenza di oggi,nn farei apologie della sanità!
            Comunque,la Trenta,ha fatto una sciocchezza con la tale concessione di sindacalizzazione in ambito militare che renderà,con buona pace del colonello De Capria,il corpo dell’Arma meno permeabile alle inchieste interne.
            Il capitano Ultimo,potrebbe volere eseguite tal ripulisti,ma sarà probabile ritrovarsi altre sigle che si dedicheranno alla mera tutela dell’iscritto sullo stile sindacale stile fiom,che ben conosciamo.
            La cazzata la Trenta sembrerebbe averla intuita e spinto il Nistri,sulla sua scia e quella del ministro della giustizia,di costituzione di parte civile su un’inchiesta,la più grave ma nn l’unica,dove la fiducia nell’Arma rischia di subire una mazzata devastante.

          • Spero non si sia offeso se le ho dato del Buonista . non capisco per quale motivo uno che va a messa alla mattina non potrebbe andare a prostitute alla sera . Io non vado ne alla messa ne a prostitute e non leggo il vangelo , vorrei che i reati fossero perseguiti e i delinquenti messi in galera , esistono i tribunali ma esistono Giudici che intrepretando le Leggi permettono ai delinquenti di restare impuniti. Mi lascia perplesso il fatto che Lei giudichi normale una persona dedita allo spaccio di droga. Non mi interessa fare una vacanza in Turchia , mi piacerebbe che i nostri delinquenti la facessero , la vacanza , in posti come l’ARABIA SAUDITA e parteciperei ad una colletta per mandarceli. Non so a CHI lei si riferisca quando parla di gente impaurita che sputa odio. Non ho armi , giro tranquillo fidandomi di quel poco di arti marziali che conosco , mi piacerebbe vivere in un Paese dove vi sia certezza della pena e dove i delinquenti arrestati la sera non siano in giro alla mattina a prendere per il kulo le forze dell’ordine che li avevano arrestati. Per quanto riguarda la questione economica non è argomento del dibattito , ne parleremo più avanti , se ci sarà data l’opportunità di farlo.

          • Non c’è stata nessuna giustizia sommaria. Non è morto per le eventuali percosse.
            Una persona per bene teme i foglietti di carta, i criminali no e non li si può quindi trattare coi guanti di velluto.

          • Caro Terramoccia,
            io non mi offendo stia tranquillo,
            odio lo sputa chi vuole giustizia sommaria(pensiero che porta inevitabilmente a una dittatura, al fascismo o al comunismo lo chiami come vuole) chi dice che se mi mettono dentro e sfotto gli agenti questi mi possono ammazzare a calci, questo in Italia non è consentito. Nemmeno io vado in chiesa o a prostitute. Qualcuno diceva che i giudici devono tremare ogni volta che devono condannare qualcuno, forse a volte non lo fanno sono umani e sbagliano come tutti. Trovo singolare che gente che è contro l’aborto diventa ‘TIFOSA’ di un metodo fascista che porta ad ammazzare le persone sulla base del niente.
            Per Orlo
            La ringrazio per le informazioni che mi porta, non ho molto tempo per informarmi, non ho la televisione a casa, ma nonostante questo alcune informazioni spazzatura mi arrivano lo stesso, sono stato accusato di fare parte degli “affetti da pensiero collettivo” vorrei che tornasse il fascismo per un paio di mesi (come diceva mio nonno quando facevamo troppi capricci) così tutti questi intellettuali di destra vedrebbero cosa vuol dire pensiero collettivo! La libertà è costata cara a questo paese, se c’è da combattere per mantenerla non mi tiro indietro! Grazie ancora

  29. Perfettamente d’accordo, mai e poi mai l’Arma doveva sottomettersi dichiarandosi “Parte Civile” in un processo impostato tutto dalla parte dei Cucchi e che ha dimenticato le ragioni della legge e le casualità che avvengono quando i carabinieri intervengono per impedire ad uno spacciatore di continuare il suo lavoro di morte. Se ci sono responsabilità sono personali e non devono incidere su quella che è l’Arma come istituzione benemerita patrimonio del popolo Italiano.

  30. IL GENERALE NISTRI STA COINVOLGENDO TUTTA LA GLORIOSA ARMA IN UNA CAusa dall’esito incerto visto chi c’è nella la nostra magistratura.
    del caso cucchi al di là delle responsabilità PERSONALI di un paio di carabinieri è stato creato un caso politico nazionale. MELUZZI HA RAGIONE CUCCHI ERA UNO SPACCIATORE DI DROGA.
    MA SONO STATE PAGATE SOMME CONSISTENTI GIA ALLA FAMIGLIA O NO ????
    I GENITORI DEL POVERO CUCCHI NON APPAIONO MAI SOLO LA SORELLA CHE ORA E CANDIDATA DEL PD ALLE PROSSIME ELEZIONI !!!!!!!

  31. Condivido il suo pensiero anche questa volta dott.Meluzzi che è stato tra i primi ad avere il coraggio di parlare della mafia nigeriana che ci hanno portato le tante risorse nigeriane arrivate con la scusa della guerra e della fame, ritornello tanto caro ai soliti noti e che la loro ottusità ideologica gli fa ancora negare l’esistenza di questo fenomeno. Se ci sono degli agenti in divisa che hanno sbagliato è giusto che paghino per i loro errori ma l’Arma, in quanto tale, non c’entra niente, fino a prova contraria. Bastava che avesse esiliato da subito i coinvolti, anche alti ufficiali, anziché costruire un muro di omertà per tutti questi anni e ne sarebbe uscita alla grande con un’immagine ancora più forte perché nel giuramento di rito non si parla di tortura e accanimento nei confronti di un fermato. Così facendo invece si annichilisce sempre più la funzione di tutela e difesa del territorio e delle persone che gli agenti in divisa devono assolvere in ogni loro minuto in servizio ma che non li autorizza di certo a travisare come nella vicenda Cucchi. È pur vero che i micro delinquenti spesso sbeffeggiano spudoratamente gli uomini in divisa a causa di leggi poco chiare che poi portano magari a giustizia fai da te, quasi per frustrazione o impotenza, in un senso nell’altro. Certezza della pena equivale a certezza per tutti, buoni e cattivi, belli e brutti. Almeno in teoria. Chi sbagli paghi ma senza casse di risonanza particolari. Il carabiniere, lo spacciatore, il delinquente, il cittadino comune, il mafioso ecc. Ad ognuno la sua pena certa. Mai è successo mi pare, e credo che mai succederà, che in seguito agli sbagli accertati e certificati da sentenze definitive da parte di qualche giudice corrotto, la magistratura, che si proclama super partes, si sia costituita parte civile a fianco di qualche vittima della giustizia, civile o penale. L’Arma e gli altri corpi di polizia, sono anch’esse fino a prova contraria super partes. O mi son perso qualcosa?

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