Caso Cucchi, perché l’Arma sbaglia a costituirsi parte civile

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Quello che ci rattrista oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, batte in ritirata. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi.

Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale e coinvolgere l’onorabilità e la forza di questo straordinario presidio di vita comune sia molto pericoloso. E ritengo pure che siano comprensibili le critiche dei rappresentanti dell’Arma che rischiano di ritrovarsi di fronte a una condizione di totale demotivazione.

Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria segue l’esempio del generale Nistri e si scusi con tutte quelle famiglie alle quali il fratello ha spacciato droga. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto radicale: le dimissioni dell’ufficiale più alto in carica.

Insomma, sono giorni difficili per la gloriosa Arma dei carabinieri. Allora gridiamo forte: viva i carabinieri, viva l’Italia!

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7 Commenti

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  1. Vi comunico che sono Atea non credo in Dio .Tantomeno alle accuse che fanno TV e giornali questi giorni al Carabinieri di Piacenza.se tutto e chiaro evitiamo di fare il processo.E ricicciata l Cucchi con il sua amante avvocato con la sua faccia da ****.La famiglia Cucchi deteneva in casa più di un Kilo di Marijuana e 200g di cocaina. A casa di mio figlio io gli trovo e butto anche mezzo grammo.Sono di TORPIGNATTARA i centri sociali che spalleggiano i Cucchi mi gia avevano attaccato poi conoscendomi avevano lasciato perdere…..
    La meschina voleva intitolare una via al noto spacciatore.E morto perché la famiglia tutta se ne fregava il ragazzo non ha fatto curare PESAVA sola 35 kg.Spacciava ai bambini al PARCO qui vicino . Li e stato arrestato mentre spacciava.I Cucchi contano sulla nostra magistratura demenziale corrotta.La sorella si e fatta anche l avvocato più che colluso. Ora e la sua compagna.Hanno già percepito 2 milioni dall ospedale Pertini penso non restituiti perché assolti .Assolti anche i polizziotti .Gli mancavano i Carabinieri e fatto..che non credo propio che l hanno picchiato .Se l hanno fatto hanno fatto giustizia per tutti i ragazzi che ha ucciso Cucchi per drogarsi e divertirsi.Ho rischiato ,dando alla polizia di zona telefoni messaggi di circa 10 spacciatori di zona.Non gli hanno fatto neppure una telefonata.e Gli spacciatori mi ridono in faccia.Paese di ***** che ha fatto arricchire la famiglia di un noto spacciatore .lola

  2. Resta il fatto che Cucchi non è un pluripregiudicato, non è mai stato condannato per nessun reato, forse lo sarebbe stato se , dopo l’arresto, invece di massacrarlo di botte, avessero dato il tempo alla giustizia di fare il suo corso. Lo stesso corso che tutti i nostri politici invocano quando vengono indagati e, se qualcuno di questi venisse pure trattato come Cucchi, vorrei vedere cosa succederebbe. Per me un corrotto, un indagato per bancarotta fraudolenta, un ladro a capo di una regione con scandalo per sanità sono alla stessa stregua di uno spacciatore, con l’aggravante che molto spesso sono pagati con i nostri soldi o che la corruzione sui lavori pubblici appesantisce le tasche dei contribuenti.

    • https://www.youtube.com/watch?v=4ANn99ZkP7k&t=228

      Gli viene domandato: “Ha precedenti?”
      Lui: “Sì, non per droga, però ho altri precedenti.”

      Non è morto per le eventuali percosse.

      • Mi scusi non era mai stato arrestato per droga, ho sbagliato io. Questo non toglie quello che ho detto dopo. Se facessero lo stesso trattamento ai politici con precedenti penali o indagati….

        • Non ha subito nulla che sia compatibile con la falsa idea che l’opinione pubblica si è messa in testa, poiché si cerca un inesistente omicida per quello che è stato un atto di autodistruzione perdurato negli anni. Gli eventuali maltrattamenti, tutti da dimostrare, sarebbero invece banalmente compatibili con la durezza con la quale è necessario trattare con chi ha totalmente in spregio la legge.
          Infatti, quella persona è un simbolo anche, certo non solo, per la parte peggiore dell’Italia, quella che vede nel tossicodipendente spacciatore impropriamente vittimizzato un’opportunità di rivalsa nei confronti di quel che odia maggiormente: le forze dell’ordine, se non l’ordine stesso.
          Ammesso e non concesso che fosse stato picchiato, la rappresentazione secondo la quale questo fosse accaduto “gratuitamente”, rappresentazione sempre utile a quella parte peggiore dell’Italia di cui parlavo prima, sarebbe sicuramente da ritenersi assurda, per buon senso, e non compatibile quindi con la seconda parte del discorso. Infatti, è il violento che usa violenza a poter scatenare un’inopportuna, sebbene umana, reazione violenta in chi è di lui disinteressato, come può essere un agente delle forze dell’ordine che l’arresta, mentre la figura del politico, e non andrebbe dimenticata l’offensiva che ha subito negli ultimi 30 anni, non dovrebbe rientrare in questa situazione, almeno per come è stata tracciata nella risposta sopra.

          • Mi complimento per il Suo far fronte alle anime belle progressiste utilizzando un’indispensabile ottima conoscenza (che a me che, oltretutto essendo all’estero, manca) delle perizie e dello svolgimento processuale.

            Fin dall’inizio la faccenda m’è apparsa viziata dalla focalizzazione sull’incidente da parte del mainstream buonista paracomunista, sollecitato dalle ammirevoli capacità e abilità della sorella, che sul passaggio da semicadavere a cadavere del fratello ha costruito le piccole fortune sue e della famiglia.
            Lo stato, che si continua tirare per la giacca con indignazione, sempre vigliacchetto e mai sicuro di sè, e mi pare a guida progressista (ma poteva esserci chiunque alla guida, fermi restando incertezze e vigliaccheria) senza attendere i risultati processuali mise generosamente mano al portafogli, così avallando la tesi di una sua responsabilità.
            La magistratura, frattanto, di cui conosciamo bene obiettività e simpatie, fu solerte e fece un certo numero di tentativi per rendere giustizia, come si conviene, anche a un tossicomane spacciatore, coinvolgendo di volta in volta medici, infermieri, guardie carcerarie e carabinieri. Ma senza riuscire a capovolgere le evidenze, fino a che ecco apparire il rimorso di coscienza di un giovane carabiniere, sul quale è lecito a qualsiasi anima perfida avere dei sospetti.
            Ma anche data la spontaneità del rimorso di coscienza resterebbe sempre
            da dimostrare, e basterebbe un avvocato mediocre per chiedere ciò, la compatibilità, attraverso l’esame autoptico, delle percosse con il decesso.

            Da medico, oltre ad essere stato testimone di manifestazioni di violenza inaudite contro medici, infermieri e forze dell’ordine, anche da parte di corpi gracili ma capaci di sviluppare forze insospettabili, manifestazioni spesso impossibili da contenere senza risposte violente, riconosco che è possibile che queste risposte causino la morte, ma questo è immediatamente chiaro all’autopsia. Non così facile invece è stabilire la causa di morte di un corpo gravemente debilitato, ma sappiamo che la debilitazione di per sè può esserlo.

          • Grazie. Mi preme specificare nuovamente che le perizie hanno stabilito che la morte non avvenne a causa di eventuali percosse o manchevolezze mediche. Questo dato, che riporto dall’inizio, sembra essere sconosciuto anche a chi si oppone alla mitizzazione della figura dello spacciatore “martire” e ben rende l’idea di come quella che dovrebbe essere una fonte che disseta il nostro desiderio comprensione, la galassia dell’informazione, diviene in realtà una cupola, alla cui ombra marciscono le intelligenze plagiate da una specie di conformismo; conformismo al quale accennò l’attuale presidente RAI, Marcello Foa, in libri ed interviste.

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