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Caso Cucchi, perché l’Arma sbaglia a costituirsi parte civile

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Caso Cucchi, perché l’Arma sbaglia a costituirsi parte civile

Quello che ci rattrista oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, batte in ritirata. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi.

Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale e coinvolgere l’onorabilità e la forza di questo straordinario presidio di vita comune sia molto pericoloso. E ritengo pure che siano comprensibili le critiche dei rappresentanti dell’Arma che rischiano di ritrovarsi di fronte a una condizione di totale demotivazione.

Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria segue l’esempio del generale Nistri e si scusi con tutte quelle famiglie alle quali il fratello ha spacciato droga. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto radicale: le dimissioni dell’ufficiale più alto in carica.

Insomma, sono giorni difficili per la gloriosa Arma dei carabinieri. Allora gridiamo forte: viva i carabinieri, viva l’Italia!

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AuroraTignola
AuroraTignola
24 Luglio 2020 17:20

Vi comunico che sono Atea non credo in Dio .Tantomeno alle accuse che fanno TV e giornali questi giorni al Carabinieri di Piacenza.se tutto e chiaro evitiamo di fare il processo.E ricicciata l Cucchi con il sua amante avvocato con la sua faccia da ****.La famiglia Cucchi deteneva in casa più di un Kilo di Marijuana e 200g di cocaina. A casa di mio figlio io gli trovo e butto anche mezzo grammo.Sono di TORPIGNATTARA i centri sociali che spalleggiano i Cucchi mi gia avevano attaccato poi conoscendomi avevano lasciato perdere….. La meschina voleva intitolare una via al noto spacciatore.E morto perché la famiglia tutta se ne fregava il ragazzo non ha fatto curare PESAVA sola 35 kg.Spacciava ai bambini al PARCO qui vicino . Li e stato arrestato mentre spacciava.I Cucchi contano sulla nostra magistratura demenziale corrotta.La sorella si e fatta anche l avvocato più che colluso. Ora e la sua compagna.Hanno già percepito 2 milioni dall ospedale Pertini penso non restituiti perché assolti .Assolti anche i polizziotti .Gli mancavano i Carabinieri e fatto..che non credo propio che l hanno picchiato .Se l hanno fatto hanno fatto giustizia per tutti i ragazzi che ha ucciso Cucchi per drogarsi e divertirsi.Ho rischiato ,dando alla polizia di zona telefoni messaggi di circa 10 spacciatori di zona.Non gli hanno fatto neppure una… Leggi il resto »

Vale
Vale
21 Aprile 2019 22:16

Resta il fatto che Cucchi non è un pluripregiudicato, non è mai stato condannato per nessun reato, forse lo sarebbe stato se , dopo l’arresto, invece di massacrarlo di botte, avessero dato il tempo alla giustizia di fare il suo corso. Lo stesso corso che tutti i nostri politici invocano quando vengono indagati e, se qualcuno di questi venisse pure trattato come Cucchi, vorrei vedere cosa succederebbe. Per me un corrotto, un indagato per bancarotta fraudolenta, un ladro a capo di una regione con scandalo per sanità sono alla stessa stregua di uno spacciatore, con l’aggravante che molto spesso sono pagati con i nostri soldi o che la corruzione sui lavori pubblici appesantisce le tasche dei contribuenti.

Pasquale
Pasquale
13 Aprile 2019 11:36

Quello che ci rasserena oggi è che la gloriosa Arma dei carabinieri, presidio di libertà e democrazia la nostra del nostro Paese da più di due secoli, vada all’attacco. Il generale Nistri, infatti, ha annunciato che l’Arma si costituirà parte civile nei confronti dei militari – probabilmente colpevoli anche se ancora sub judice – del caso Cucchi. Ritengo che in Italia la responsabilità penale sia personale, e proprio per questo, questo straordinario presidio di vita fa bene a difendere la propria onorabilità e la propria forza, allontanandosi da quelle poche mele marce. E ritengo pure che siano comprensibili gli elogi dei rappresentanti dell’Arma che gioiscono nel ritrovarsi di fronte a una condizione di totale motivazione, sapendo che la più alta carica protegge l’operato della stragrande maggioranza ed elimina chi abusa del proprio potere, dando l’esempio perfetto: non si può essere incaricati di far rispettare leggi e regole agli altri e non essere i primi a farlo. Quanto alla famiglia Cucchi, spero che la signora Ilaria riesca a trovare un po’ di sollievo e rinnovata fiducia verso le forze dell’ordine, che riconoscono le circostanze in cui dei loro membri hanno fallito nel loro dovere di preservare la vita di una persona fermata. Credo poi che la scelta estrema di costituirsi parte civile, dovrebbe essere anticipata o seguita da una decisione altrettanto… Leggi il resto »

Maurizio Russo
Maurizio Russo
12 Aprile 2019 23:26

Tratto da uno scritto del Sig. Davide (che in un altro posto cita la fonte stessa della verità, Wikipedia): “La sostanza, al contrario, è che è morto grazie al “trattamento” ricevuto, combinazione sia delle cure delle forze dell’ordine che delle cure mediche. Come confermato da n perizie sin dal principio, che hanno sempre puntato il dito anche sull’inadeguatezza del trattamento medico. E figuriamoci se anche l’ambiente medico non si copre, e qui mi fermo.” Allora, caro Davide, si da il caso che la legge preveda che per formulare un’accusa di omicidio (di qualunque tipo) sia necessario dimostrare con assoluta certezza il nesso causale tra l’atto lesivo e la morte. Ora, leggendo non Wikipedia ma le cartelle cliniche pubblicate nelle more dei fatti sul sito dell’associazione di Luigi Manconi e le perizie di vario genere utiizzate in questi anni, si evince che non sussiste alcune lesione traumatica o evento trascurato dai medici del reparto penitenziario; Cucchi rifiutava le cure, non dirette a lesioni traumatiche, ed era suo diritto farlo. Inoltre, per poter comprendere la questione, si dovrebbe avere una basale conoscenza di fisiologia e medicica clinica che non si acquisisce su Wikipedia. Il soggetto in questione, inoltre, non era un povero ragazzo di strada drogato ma un violento spacciatore arrestato con un Kg di marjuana. Infine, le auguro vivamente e sinceramente… Leggi il resto »

Maurizio Russo
Maurizio Russo
12 Aprile 2019 23:02

La vicenda Cucchi è l’emblema moderno della rappresentazione della folla manzoniana dell’assalto ai forni o alla casa del vicario. Riassumiamo: 1) Cucchi, insieme carnefice e vittima (di se stesso e delle sue debolezze, sia chiaro), non era il “geometra romano” ma un delinquente pluripregiudicato e trovato in possesso, dopo il suo arresto, di Kg 1 (UNO) di marjuana (non una modica quantità) 2) basta leggere la cartella clinica resa transitoriamente pubblica dal sito dell’associazione di Luigi Manconi per rendersi conto che si trattava di persona con molteplici e gravi problemi di salute e che la morte non è avvenuta come conseguenza delle eventuali percosse ricevute (la stessa macabra fotografia mostrata in ogni dove evidenzia solo macchie ipostatiche) 3) non risulta ancora chiara la causa di morte (legata verosimilmente alle sue condizioni di salute) e non sono segnalate lesioni traumatiche in grado di provocare la morte: manca il presupposto imprescindibile per sostenere l’accusa di omicidio, almeno finora; già sono stati assolti medici e agenti penitenziari 4) possibile che i carabinieri che lo hanno arrestato lo abbiano percosso: bisognerebbe dimostrarlo; il racconto del carabiniere “testimone”, per come è stato riportato dai giornali, non è compatibile con i reperti clinici e autoptici 5) il generale Nistri è il tipico esempio di burocrate italico timoroso della politica e della stampa: concordo, dovrebbe dimettersi 6)… Leggi il resto »

Angelo Nardi
Angelo Nardi
10 Aprile 2019 16:28

La costituzione in parte civile è l’unica strada percorribile dall’Arma vista il flusso contrario che aveva preso questa vicenda. Quei carabinieri all’opinione pubblica appaiono indifendibili ed è inutile spiegare invece quanto potessero essere esacerbati, stizziti, dall’atteggiamento di quel ragazzo colto in flagrante e ribelle. Ma il processo si concluderà con assoluzione piena dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Pur avendo subito percosse in caserma, il ragazzo è stato sottoposto alle guardie carcerarie e poi tradotto in ospedale dove nessun medico o infermiere hanno sollecitato le attenzioni per il degenerare del suo stato. La morte sopravvenuta non non può essere riferita alle percosse avvenute una settimana prima. E anche un senso di colpa attraverserà i familiari che non si sono mossi immediatamente per liberare il ragazzo da obblighi di contenzione paragonabili all’applicazione del 41bis. Perché il magistrato ha firmato un ordine di custodia così duro e rigoroso?

Raffaello Rota
Raffaello Rota
10 Aprile 2019 14:52

Mario Mauro, condivido in pieno le tue considerazioni e sono pronto a sopportare le esternazioni dei buonisti chic, ormai dovrebbero inventarne di nuove….Sono certo che la sig.ra Ilaria sarà candidata con il PD o simile…Spero che non venga eletta. W I CARABINIERI, W L’ITALIA !!

Lorenzo Borsoi
Lorenzo Borsoi
10 Aprile 2019 1:50

Egregio Sig. Meluzzi,
Nel suo articolo Lei afferma che la responsabilità penale è personale, ma subito dopo invoca le scuse della sorella ai clienti del fratello. Se la responsabilità penale è personale, cioè se i reati eventuali del fratello sono esclusivamente colpa sua, perché dovrebbe chiedere scusa la sorella? Mi sembra una contraddizione logica.