Cronaca

Caso David Rossi, la bomba finale: “Non si è suicidato”. Crolla la versione ufficiale?

Il tecnico: “È stato trattenuto e poi lasciato”. Dalla simulazione ai video: tutti gli elementi raccolti dalle Iene che riaprono il giallo Mps

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Un’inedita consulenza forense, presentata in esclusiva da Le Iene, introduce ulteriori elementi di valutazione sulla morte di David Rossi, responsabile della comunicazione di Mps trovato senza vita il 6 marzo del 2014. Il servizio, firmato da Marco Occhipinti e Roberta Rei, andrà in onda questa sera su Italia 1 e contiene una ricostruzione che, secondo i suoi autori, metterebbe nuovamente in dubbio l’ipotesi del suicidio.

La consulenza è stata eseguita dall’ingegnere forense Giuseppe Monfreda, esperto nell’impiego del software di simulazione utilizzato tre anni fa dal dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della Sapienza. Secondo quanto anticipato, il nuovo lavoro contraddirebbe la superperizia del Ris presentata nel 2022 e arriverebbe alla seguente conclusione: “David Rossi non si è suicidato, David Rossi è stato ucciso”.

Monfreda ha modellato un manichino digitale impostato sulla corporatura reale di Rossi, ricavata dalle sue misure effettive. L’ingegnere descrive così il metodo adottato: “La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di andare a settare la dimensione del manichino in relazione alle dimensioni di David, che sono l’altezza, lo spessore e le dimensioni degli arti. Dal punto di vista meccanico David è stato trattenuto e poi lasciato. La conclusione a cui arriva (la simulazione del 2022, ndr.) … non può essere l’ipotesi reale. David non si è lasciato cadere tenendosi e poi rilasciando le mani dalla sbarra”. Di fronte ai nuovi elementi, interviene Carolina Orlandi, figlia della moglie di Rossi: “Oggi non parliamo più di opinioni, lo dice la fisica: mio padre è stato ucciso”.

La vicenda ha già portato, nel 2021, all’istituzione all’unanimità della prima commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Rossi, che ha concluso i lavori nel 2022. Pur rilevando lesioni incompatibili con la caduta, la commissione aveva recepito la ricostruzione del Ris, sintetizzata dal colonnello Sergio Schiavone: “La dinamica più compatibile è quella riferibile a un gesto anticonservativo in cui il dottor Rossi, cosciente, si tiene a penzoloni fuori dalla finestra, aggrappato alla barra di protezione con entrambe le mani e la punta dei piedi e le ginocchia poggiate verso il muro e infine si lascia cadere nel vuoto sottostante”.

L’inchiesta di Le Iene sottolinea che, secondo gli esperti dello studio che distribuisce Virtual Crash in Italia, “né i Ris né La Sapienza risulterebbero tra gli acquirenti di una licenza del programma. Se lo avessero utilizzato, lo avrebbero fatto in violazione del contratto di licenza. La licenza è personale e non trasferibile: se non l’hai acquistata, non puoi usarla”, afferma Monfreda. Gli ingegneri evidenziano inoltre che l’animazione ufficiale sarebbe stata elaborata con una versione non aggiornata del software: “Sarebbe stata effettuata con una versione obsoleta del software, la 3.0, quando era già disponibile la 5.0 da circa un anno e mezzo. La 3.0 non consente la simulazione di corpi animati di moto autonomo e quindi non può riprodurre movimenti precedenti a urti o cadute, come un eventuale volontario lasciarsi cadere mollando la presa della sbarra”.

Monfreda, analizzando le immagini, aggiunge: “Nel video si vede che David in caduta è inclinato, ha il braccio sinistro alzato mentre il braccio destro ce l’ha accostato al suo corpo e avvicinato alle gambe. Invece nella simulazione del 2022 vediamo che il corpo di David simulato è sempre parallelo al muro è in posizione a candela, ha le braccia verso l’alto sempre parallele tra di loro. Sicuramente il video della simulazione differisce da quello della videosorveglianza, le gambe di David sono protese in avanti 30 gradi, mentre nella simulazione le gambe sono sempre chiuse e puntano verso il basso. Anche la posizione di caduta che nella realtà è abbastanza vicino al tombino mentre nella ricostruzione simulata è più distante di circa il doppio della distanza”. Lo studio ha quindi realizzato una simulazione completa con la versione 6.0 del software, partendo dalla Tac 3D eseguita sul corpo e ricostruendo il vicolo tramite scansione laser 3D. Gli ingegneri affermano di aver ottenuto un modello che coincide con il filmato reale “in circa il 95% dei punti”, mostrando una traiettoria coerente con la postura osservabile nella videosorveglianza.

Rispetto all’ipotesi del lasciarsi cadere dalla sbarra, la nuova ricostruzione suggerisce che tale gesto avrebbe prodotto impatti non riscontrati sul corpo. Monfreda afferma: “Siccome la sbarra è all’interno del davanzale, cade David, sbatte i polsi sul davanzale e questo moto di urto fra il davanzale e i polsi gli genera un impulso che lo fa cadere all’indietro. E vediamo che in questa simulazione David andrebbe a cadere esattamente radente al muro e distante poi anche dal pozzetto di cui parlavamo prima. Quindi questa non può essere l’ipotesi reale. David non si è lasciato cadere tenendosi e poi rilasciando le mani dalla sbarra”.

L’ingegnere indica come dinamica più coerente un’altra ipotesi: “Abbiamo ipotizzato che David venga trattenuto da due persone e poi rilasciato. Si vede proprio che David, durante la caduta è distante dal muro e cade poi nella posizione in cui viene ritrovato adiacente a quel tombino che poi noi vediamo là in basso, ed è quella più verosimile per arrivare a questa soluzione che ha dei margini di compatibilità del 95%. (…) Con dei software di elaborazione forense abbiamo sovrapposto sia il video della videosorveglianza sia il video della simulazione e vediamo che il corpo del manichino simulato è proprio sovrapposto al corpo di David Rossi nel video”.

Sulla base di queste conclusioni, Monfreda dichiara: “David Rossi non si è suicidato. È stato trattenuto e poi rilasciato. Ci sono tutte le condizioni meccaniche per dimostrarlo. David Rossi è stato ucciso”. La figlia della moglie di Rossi reagisce così alla visione della nuova analisi: “La nostra famiglia è saltata per aria. E chi ha sbagliato festeggia il Natale con i suoi cari. Mia madre no”. Mantiene però un auspicio: “Che questa volta la verità, supportata da una ricostruzione replicabile, non possa più essere ignorata”.

E conclude con una richiesta alle autorità: “Noi come famiglia chiediamo la riapertura delle indagini per omicidio, non a Siena ovviamente, che penso abbia fatto fin troppi errori fino ad arrivare a questo punto, quindi spero che ci sia una procura coraggiosa, che si prenda carico di tutte le risultanze che sono venute fuori e che apra un’indagine per omicidio”.

Franco Lodige, 9 dicembre 2025

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