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Caso Gemmato, i finti liberali a caccia dell’eretico vaccinale

Gemmato Marcello

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Da osservatore laico e liberale, debbo riconoscere che esiste da sempre una forte tendenza alle strumentalizzazioni politiche in ogni partito ed in ogni schieramento.  Tuttavia, ciò che sta accadendo sul caso del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, supera ogni limite della decenza, sconfinando in una vera e propria caccia all’eretico inscenata all’unisono dall’opposizione di sinistra. 

“Reo” di aver espresso alcuni legittimi dubbi sull’efficacia dei vaccini anti-Covid, dubbi che personalmente condivido da tempo, pur essendo in via generale favorevole a questo tipo di profilassi, i principali esponenti della stessa opposizione hanno chiesto la testa politica dell’ “eretico”. 

Questa il passaggio incriminato di Gemmato, espresso nel corso di un dibattito televisivo su Rai2: “Registro che per larga parte della pandemia l’Italia è stata prima per mortalità e terza per letalità, quindi questi grandi risultati non li vedo raggiunti – aggiungendo all’obiezione di Aldo Cazzullo, secondo cui senza vaccini le cose sarebbero andate peggio – Questo lo dice lei. Non abbiamo l’onere della prova. Ma io non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini.”

A quel punto si è scatenato un putiferio. Gli ayatollah del dogma sanitario, secondo cui rappresenta un peccato mortale solo l’espressione di un minimo dubbio in merito al dogma granitico che ci viene ancora propinato, hanno immediatamente scomunicato l’infedele sanitario. Ha iniziato Enrico Letta, segretario di Partito democratico che si ricorda di onorare i principi della nostra Costituzione, tra cui la libertà di espressione, solo il 25 aprile, scrivendo in un tweet :“Un sottosegretario alla Salute che nega i vaccini non può rimanere in carica.” Ha rincarato la dose, per così dire, il suo compagno di partito, Matteo Orfini, il quale ha sostenuto che “abbiamo anche un sottosegretario alla Salute che dice che non abbiamo prove che i vaccini funzionino. Un governo normale lo farebbe dimettere in 5 secondi per manifesta ignoranza.”

Dello stesso tono le durissime reazioni di Azione. Il suo leader Carlo Calenda, che si spaccia da sempre per un liberale e un moderato,  senza mezze misure ha sentenziato che “Gemmato si deve dimettere. Un sottosegretario alla Salute che non prende le distanze dai no vax è nel posto sbagliato.” Ancora più perentoria la presa di posizione di Mariastella Gelmini, molto presunta liberale e attuale portavoce di Azione: “ Le dichiarazioni del sottosegretario alla salute Marcello Gemmato sono gravi, visto il ruolo che ricopre. La campagna vaccinale e la straordinaria adesione degli italiani non sono tema su cui chi ricopre un ruolo così importante può affermare che non si schiera a favore o contro i vaccini. Anche perché i vaccini sono ancora necessari per le quarte dosi per anziani e fragili: il revisionismo del governo su questo tema è irrispettoso, inaccettabile e perfino pericoloso. “ Parole che fanno accapponare la pelle e ci fanno capire, se ce ne fosse ancora bisogno, cosa sarebbe accaduto se la sinistra avesse vinto le elezioni. 

Parole inaccettabili in una democrazia liberale che confermano appieno che attraverso una pandemia a relativa bassa letalità, che ha sempre colpito seriamente le persone assai fragili sul piano immunitario, si è strutturato una sorta di nefasto regime sanitario, basato sull’affermazione di un dogma che ha ben poco a che vedere con la scienza medica e molto con la religione. 

Pertanto, in questa visione estremamente totalitaria della stessa pandemia – i cui punti fermi sono stati di volta in volta modificati dagli stessi assertori del dogma, così come accade nel sinistro miniver (ministero della verità) di orwelliana memoria – chiunque esprima dubbi viene trattato alla stregua di una quinta colonna del virus demoniaco. Eppure, tornando a bomba, i numeri di quasi tre anni di follia virale sembrano confermare le perplessità di Gemmato e di tanti altri suoi concittadini che non si sono bevuti le pozioni tossiche dei citati ayatollah del terrore. 

A meno che il nostro virus sia differente in quanto a letalità,  l’Italia, pur avendo vaccinato come se non ci fosse un domani e imposto le restrizioni più dure e prolungate, presenta i dati peggiori nel mondo Occidentale.  Non sarà anche questo colpa degli infedeli sanitari?

Claudio Romiti, 16 novembre 2022