Caso Saman: finiremo come Francia, Belgio e Svezia

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Il caso di Saman, la giovane di origine pakistana scomparsa da più di un mese nel reggiano e probabilmente uccisa dalla sua famiglia per essersi rifiutata di accettare un matrimonio combinato, ha portato a un brusco risveglio milioni di italiani che non credevano possibile un delitto così terribile potesse avvenire nel nostro paese. Nonostante un’attenzione sempre più consistente sul tema della violenza sulle donne e le campagne di sensibilizzazione su questo argomento, i fatti di cronaca che ci raccontano l’uccisione di donne sono purtroppo all’ordine del giorno ma il caso di Saman nasconde qualcosa di più profondo e non può essere definito solo un femminicidio.

Immigrazione incontrollata come causa

Viviamo in una società sempre più caratterizzata dall’individualismo e in cui si è perso il senso della comunità; le nuove tecnologie, l’apparente benessere del consumismo sfrenato, la routine quotidiana, ci portano a pensare solo a noi stessi, una situazione acuita dalla pandemia. Così, facciamo finta di non vedere cosa sta accadendo in Europa e inizia ad avvenire anche in Italia. Il caso del Belgio, della Francia, della Svezia, sono emblematici; in questi paesi, a causa di un’immigrazione incontrollata e dell’incapacità di far rispettare non solo le regole ma anche le usanze e tradizioni locali, negli anni si sono formate vere e proprie società parallele. Il quartiere di Molenbeeck a Bruxelles, di Rinkeby a Stoccolma, la città di Malmo o il caso delle banlieue in Francia, sono l’emblema di questa situazione.

Fallimento del modello multiculturale

Si tratta di luoghi che rappresentano il fallimento del modello multiculturale in cui vivono intere comunità con regole proprie che in molti casi si rifanno alla legge islamica invece che ai codici civili e penali. Inutile negarlo, l’esistenza di queste società parallele, seppur ancora non sviluppata come in altre nazioni europee, è presente anche in Italia e, con il passare degli anni, cresce sempre di più. Il caso di Saman rappresenta un tragico campanello d’allarme per tutti noi, non possiamo continuare a far finta di nulla, a girare la testa dall’altra parte o, peggio ancora, a negare un problema che esiste.

Il fatto che queste comunità spesso vivano isolate e che la maggioranza non crei problemi di ordine pubblico (cosa peraltro non sempre vera), non è un motivo sufficiente per accettare all’interno dei confini italiani il proliferare di comunità che rispondono solo a leggi o leader religiosi o che promuovono usanze incompatibili con le nostre. L’unico modo affinché tragedie come quella di Saman evitino di ripetersi, è impedire il proliferare di queste società parallele che rappresentano non solo un pericolo per i suoi aderenti ma per l’intera tenuta sociale di una nazione e di una civiltà.

Francesco Giubilei, 16 giugno 2021

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