Cronaca

C’è femminicidio e femminicidio

L'omicidio di Loreto solleva un interrogativo: perché il nuovo reato non è stato contestato al presunto assassino?

femminicidio Loreto
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Premettendo che da sin dalla sua introduzione chi scrive considera il reato di femminicidio una ca…ata pazzesca in stile fantozziano, abbiamo scoperto che non tutti i femminicidi sono uguali.

Alcuni di essi sembra, almeno in una prima fase d’indagine – come è accaduto nei confronti del tunisino che ha massacrato di coltellate la moglie a Loreto nelle Marche – , non siano ascrivibili a quel nuovo delitto che, sempre a mio modesto parere, rigurgita di una stantia ideologia femminista che parla essenzialmente di patriarcato quando sul banco degli imputati si trova un soggetto di cultura occidentale, mentre elude distrattamente l’argomento se a commettere analogo crimine vi sono persone appartenenti ad una certa cultura di assoluto dominio dell’uomo sulla donna che, ancora oggi, rappresenta uno dei cardini fondamentali nell’ordinamento di parecchi Stati sovrani.

Secondo una delle tante definizioni che si leggono sul femminicidio, sebbene mi sembra che vi sia molta confusione sotto il cielo, esso indicherebbe l’uccisione di una donna da parte di un uomo motivata dall’odio, dal disprezzo, dalla discriminazione di genere o dal desiderio di controllo e possesso. Si distingue dall’omicidio comune perché affonda le radici in una disparità di potere e in una cultura patriarcale che non accetta l’indipendenza e la libertà femminile.

Quindi, tornando al caso in oggetto, vogliamo forse presupporre che i magistrati inquirenti, pur considerando la matrice culturale dell’autore crimine, hanno già potuto stabilire che nel suo agito omicidiario non vi fossero gli elementi dell’odio, del disprezzo e della propensione a considerare la donna un essere inferiore da possedere e controllare? Sta di fatto che, possesso e controllo o meno, 20 coltellate alla madre di suo figlio il reo confesso le ha inferte senza pensarci molto.

Sebbene qualcuno già sostenga che se fosse stato un italiano a commettere il delitto forse il capo d’accusa sarebbe stato più pesante (ricordo che il femminicidio riconosciuto porta direttamente alla pena dell’ergastolo), spero e credo che ciò sia frutto di una semplice suggestione.

In realtà, come detto all’inizio, è proprio la fattispecie troppo ideologica del reato che si presta a tutta una serie di fraintendimenti processuali.

Come ho già avuto modo di sostenete su queste pagine, dato che nel nostro ordinamento penale già esistevano le aggravanti in simili casi, non c’era proprio alcun bisogno di creare di sana pianta questa sorta di inno alla guerra santa contro il cosiddetto patriarcato.

Claudio Romiti, 15 luglio 2026

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