Israele, o meglio il Mossad, ha rivelato che Sardar Ammar, comandante senior della Forza Quds della Repubblica Islamica dell’Iran e leader delle Guardie iraniane, è colui che non solo ha manovrato il dietro le quinte degli attacchi ai siti ebraici in Europa e Australia ma anche diretto i complotti in Grecia e Germania. Che dietro la recente serie di attentati in occidente contro siti ebraici ci fosse una rete terroristica transnazionale era chiaro, ma le recenti rivelazioni hanno certificato che il sistema è gestito direttamente da Teheran.
Il Mossad ha pubblicato informazioni riservate solo perché Sardar Ammar stava intensificando i suoi sforzi al fine di attaccare siti ebraici, o di interesse israeliano, in tutto il mondo. Secondo quanto divulgato Ammar dispone di 11.000 agenti impegnati in operazioni segrete, una vera e propria rete del terrore che si è resa responsabile di atti vandalici e attacchi incendiari con il chiaro obiettivo di intimidire le comunità ebraiche e creare le condizioni di una violenta escalation antisemita in nazioni neutrali. Tra quelli scoperti in collaborazione con agenzie di intelligence straniere sono stati messi in luce tre particolari episodi legati a questa rete.
Il primo, nel luglio 2024, quando l’antiterrorismo greco ha arrestato sette persone, tra cui due iraniani, per attacchi incendiari contro hotel di proprietà israeliana e contro una sinagoga nel centro di Atene.
Il secondo nel giugno 2025 quando Ali Hasan Sarwari, cittadino danese di origine afghana, è stato arrestato in Danimarca per aver raccolto informazioni sui leader della comunità ebraica in Germania, tra cui Josef Schuster e Volker Beck, e su una gastronomia kosher a Berlino. L’indagine congiunta fra i servizi danesi e tedeschi con l’assistenza del Mossad ha rivelato che Sarwari si era recato in Iran per briefing operativi durante i quali ha ricevuto istruzioni prima di volare verso la Germania. È stato poi arrestato al suo ritorno in Danimarca dove è in corso un procedimento giudiziario.
Il terzo, probabilmente il più indicativo, si è avuto nell’agosto 2025 quando l’Australia ha direttamente accusato l’Iran di essere stata coinvolta in due attacchi incendiari del 2024, il primo alla sinagoga Adass Israel di Melbourne e il secondo a un ristorante kosher di Sydney. Per portare a termine queste due operazioni gli iraniani avevano utilizzato membri di bande criminali locali. L’Iran ha una lunga storia di violenza nel mondo contro obiettivi israeliani o legati alle comunità ebraiche locali e anche se gli episodi registrati in Australia sono stati considerati dilettanteschi o maldestri, ad esempio i criminali hanno preso di mira due volte il locale sbagliato di Sydney prima di incendiare il ristorante kosher, il deteriorarsi della situazione ha portato il governo di Canberra a espellere Ahmad Sadeghi, l’ambasciatore iraniano, e inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.
Per nascondere il coinvolgimento iraniano Ahmad Sadeghi ha affermato che è stato proprio il Mossad a reclutare non iraniani e ad avvalersi di bande criminali, affermazione smentita dai fatti e da note arrivate da diversi servizi di Intelligence, MI 6 inglese in testa. L’ultima volta che l’Australia aveva espulso un ambasciatore risale alla Seconda Guerra Mondiale.
Michael Sfaradi, 29 ottobre 2025
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